(AGENPARL) - Roma, 28 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Wed 28 January 2026 Confcommercio Potenza esprime un plauso al Comando provinciale di Potenza
della Guardia di Finanza che, attraverso operazioni in provincia, ha
sequestrato oltre un milione di articoli ritenuti potenzialmente
pericolosi per la salute pubblica, oltre a garantire un mercato più
corretto, dove chi lavora rispettando le regole non venga penalizzato.
Confcommercio
ricorda i dati della Giornata sulla Legalità 2025.
Tra i risultati più significativi: il 59,8% delle imprese del terziario si
ritiene di essere penalizzato dall’abusivismo e dalla contraffazione. I
prodotti contraffatti più acquistati: i capi di abbigliamento (64,3%),
pelletteria (33,3%) e calzature (34,9%). Il 24,9% dei consumatori del Sud
ha acquistato prodotti contraffatti o servizi illegali nel 2023, quota è
leggermente più alta di quella rilevata a livello nazionale pari al 24,2%.
Di questi, il 64,7% ha utilizzato canali di vendita online (dato in linea
con quello nazionale) e, in particolare, il 49,8% ha effettuato acquisti
esclusivamente online.
Più specificamente, tali fenomeni – sottolinea Confcommercio – determinano:
· un danno economico per le imprese in termini di mancate vendite,
riduzione del fatturato, perdita di immagine e di credibilità, abbassamento
degli standard qualitativi, etc. Queste, infatti, si vedono usurpare una
notevole fetta di mercato a causa del regime di concorrenza sleale generato
dai prezzi ridotti dei prodotti contraffatti e/o piratati o dei servizi
offerti dai circuiti abusivi di vendita o di esercizio delle professioni;
· un danno al mercato consistente nell’alterazione delle regole del
gioco, a svantaggio degli imprenditori onesti penalizzati del comportamento
di operatori che agendo nell’illegalità godono di vantaggi competitivi
indebiti basati sui minori costi di produzione (per la contraffazione) e di
gestione (per le varie forme di abusivismo) dovuti al mancato rispetto di
leggi, regole ed adempimenti;
· un danno e/o un pericolo per il consumatore finale poiché, ad esempio,
le merci contraffatte o l’esercizio abusivo di una professione possono
mettere in serio e reale pericolo la salute del consumatore o minacciare la
sua sicurezza, specie in alcuni settori come quello cosmetico e
farmaceutico, automobilistico, dei giocattoli e l’alimentare;
· un danno sociale connesso all’impatto sul mondo del lavoro e
l’occupazione, sia direttamente, dato che i circuiti illegali si avvalgono
spesso di sfruttamento di soggetti deboli (disoccupati o, prevalentemente,
migranti irregolari) assoldati attraverso un vero e proprio racket del
lavoro nero, con evasioni contributive e senza coperture assicurative, sia
indirettamente per la perdita di posti di lavoro nelle imprese messe in
crisi se non addirittura espulse dal mercato da abusivismo e contraffazione;
· un danno alle casse dello Stato causato da evasione contributiva e
fiscale, dall’Iva alle imposte sui redditi;
· un danno alla legalità per le infiltrazioni nel mercato della
criminalità organizzata: attraverso la gestione di business, quali la
contraffazione, meno rischiosi penalmente di altre attività illegali
(droga) ma, in proporzione, altrettanto redditizi; attraverso il
re-investimento o il riciclaggio dei profitti ricavati da attività illecite
in attività imprenditoriali, con un meccanismo che altera il mercato
espellendo le imprese oneste.
Per il presidente di Confcommercio Potenza Angelo Lovallo “bisogna evitare
ogni confusione con gli ambulanti che hanno regolare licenza commerciale che
si svegliano all’alba per essere presenti nelle prime ore del giorno con la
loro bancarella o il loro furgoncino”. In Basilicata sono circa 1400 (800
in provincia di Potenza e 600 in quella di Matera). Sino ad una ventina di
anni fa erano il doppio. “In troppi piccoli comuni lucani soprattutto nei
comparti abbigliamento, calzature, casalinghi – aggiunge – assolvono ad
una funzione rilevante: sono gli unici punti di vendita per effetto della
chiusura dei negozi fissi. I titolari di queste imprese guardano adesso ad
una nuova stagione di ripresa. I provvedimenti recenti del Governo per il
mercato e la concorrenza hanno introdotto alcuni elementi di tutela a
cominciare dall’ assegnazione delle concessioni di posteggio – della durata
di 10 anni – con procedure ad evidenza pubblica trasparenti salvaguardando
gli interessi degli operatori che hanno una concessione tutelando così il
lavoro di dipendenti e collaboratori.
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