(AGENPARL) - Roma, 22 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Thu 22 January 2026 Contare l’incontabile, nuovo studio sulle api a Giannutri
Uno studio degli atenei di Pisa e Firenze valida per la prima volta un metodo per contare le api impollinatrici
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Pisa-Firenze 22 gennaio 2026 – Gli impollinatori stanno diminuendo a livello globale, e questo rende urgente sviluppare metodi accurati per monitorarne densità e abbondanza. Per rispondere a questa esigenza un team delle università di Pisa e Firenze ha testato e, per la prima volta, validato un metodo per contare animali piccoli, abbondanti e spesso rapidi, come le api impollinatrici.
Il protocollo è stato messo alla prova sull’isola di Giannutri e permette di effettuare campionamenti a vista lungo percorsi prestabiliti, contando il numero di insetti visti e stimando la loro distanza. Sull’isola i ricercatori hanno studiato due popolazioni di impollinatori in forte declino, Anthophora dispar e Bombus terrestris, insieme alle api mellifere allevate (Apis mellifera). I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Insect Conservation and Diversity della Royal Entomological Society
“E’ un metodo promettente e non invasivo per stimare l’abbondanza degli animali – spiega Alessandro Cini, professore associato del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa autore dello studio – ma è stato usato soprattutto su specie di vertebrati di grandi dimensioni e ben visibili, e solo raramente su insetti piccoli come in questo caso”.
“Si parla da diversi anni del declino degli insetti e in particolare degli impollinatori, fino ad oggi però mancavano metodi validati capaci di stimare l’abbondanza assoluta delle popolazioni di insetti che non prevedessero la cattura e la marcatura di un gran numero di individui. Queste modalità, non necessariamente prive di rischi, spesso contrastano con le priorità della conservazione della biodiversità”, spiega Leonardo Dapporto, professore associato del dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze e co-autore dello studio.
“Il punto di forza del nostro studio – aggiunge Claudia Bruschini, assegnista di ricerca presso il dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze – è stata la possibilità di validare il metodo sul campo. Conoscendo la reale consistenza numerica delle api da miele presenti sull’isola abbiamo dimostrato l’efficacia di questa tecnica anche per le specie selvatiche”.
“Le stime sono risultate affidabili, capaci di cogliere i reali andamenti stagionali, gli effetti del meteo e persino la struttura della vegetazione – conclude Cini – una piccola isola, tre specie di api, un metodo potente: un passo avanti significativo per il monitoraggio degli impollinatori al fine di preservare la biodiversità”.
Hanno partecipato allo studio per l’Ateneo pisano Alessandro Cini e Marco Penco e per l’Università di Firenze Claudia Bruschini, Olga Barghigiani, Adele Bordoni, Lorenzo Pasquali, Vania Salvati e Leonardo Dapporto.
Dott.ssa Marina Caterina Magnani
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