(AGENPARL) - Roma, 20 Gennaio 2026 - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si prepara a prendere la parola mercoledì al World Economic Forum (WEF) di Davos, in Svizzera, dove è atteso come uno dei protagonisti principali di un summit che si svolge in un clima di profonde tensioni geopolitiche e commerciali. Secondo l’AFP, Trump dovrebbe dominare una settimana di incontri tra le élite mondiali proprio mentre l’ordine globale è messo alla prova dalle sue posizioni su Groenlandia e questioni simili.
La partecipazione del presidente arriva in un momento in cui l’Europa sta valutando contromisure alle sue minacce di dazi su otto paesi europei legate alla controversia sulla Groenlandia, un territorio autonomo danese al centro di un braccio di ferro diplomatico tra Washington e Bruxelles.
Trump ha usato la sua piattaforma Truth Social per annunciare di aver avuto una “ottima” conversazione con il Segretario Generale della NATO Mark Rutte sulla Groenlandia e di aver concordato un incontro a Davos tra le parti interessate. Ha ribadito che considera la Groenlandia “fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale” e ha affermato che “non si può tornare indietro”, sottolineando la sua convinzione che gli alleati europei non si opporranno troppo alle sue proposte.
Il Forum di quest’anno affronta quindi non solo le consuete tematiche economiche globali, ma anche una serie di dossier di politica estera: dal futuro della Groenlandia ai rapporti con Venezuela, Gaza, Ucraina e Iran, questioni che Trump intende portare al centro delle discussioni internazionali.
La presenza statunitense a Davos è particolarmente numerosa e strategica: Trump guiderà una delegazione record, a testimonianza della volontà di Washington di avere un impatto forte sulle agende diplomatiche ed economiche globali. I leader europei, incluso il presidente della Commissione Ursula von der Leyen, si sono già pronunciati criticamente sulle minacce tariffarie legate alla Groenlandia, suggerendo che queste potrebbero “minare le relazioni transatlantiche” e richiedere una risposta coordinata dell’UE.
Oltre alle questioni commerciali, il Forum sta già vedendo proteste in Svizzera contro Trump e il WEF, con migliaia di persone scese in piazza a Zurigo per contestare la sua presenza e criticare il ruolo delle élite globali nell’economia mondiale.
Il discorso di mercoledì e i colloqui che seguiranno a Davos saranno quindi uno snodo cruciale per comprendere la direzione futura delle relazioni transatlantiche, del commercio internazionale e della cooperazione multilaterale, in un momento in cui molte delle certezze dell’ordine mondiale post-guerra fredda sono messe in discussione.
