(AGENPARL) - Roma, 20 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Tue 20 January 2026 (ACON) Trieste, 20 gen – “C’? un filo rosso che la politica
continua a ignorare. ? lo stesso filo che porta una ragazza a
pensare che il controllo sia amore e una donna a sentirsi dire
che il dolore ‘? stress’, ‘? ansia’, ‘? normale’. Lo incontriamo
a scuola quando parliamo di relazioni, lo ritroviamo in corsia
quando parliamo di salute. Ma la radice ? la stessa. Stereotipi
che diventano regole non scritte e che producono violenza,
diagnosi tardive, cure sbagliate, disuguaglianza”.
Lo dichiara Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza
Verdi e Sinistra, in una nota “sostenendo i lavori del Gruppo
Salute, politiche sociali e contrasto alla violenza contro le
donne prodotto dalla Commissione regionale pari opportunit? del
Fvg, che nel Programma 2026 ha indicato come priorit?
l’educazione alle relazioni, all’affettivit? e alla sessualit?
nelle scuole con un’impostazione strutturale, continuativa e
competente, richiamando con forza anche il tema della medicina di
genere”.
“Dobbiamo iniziare seriamente a mettere in campo strumenti di
prevenzione e smetterla con le guerre ideologiche – rimarca
Pellegrino – tra fazioni politiche sulla pelle dei ragazzi.
Educazione alle relazioni significa consenso, rispetto, parit?,
significa formazione degli adulti e degli operatori, perch?
l’ambiente intorno ai minori conta quanto le ore in aula”.
“Questo discorso non si esaurisce nell’ambito scolastico, ma lo
ritroviamo identico nella sanit?. Perch? quando il modello
standard della cura resta maschile, il conto lo pagano
soprattutto le donne. Dopo un infarto, per esempio, le donne
hanno circa il 50% di probabilit? in pi? di ricevere una prima
diagnosi errata rispetto agli uomini. E a monte c’? anche un
problema di ricerca – aggiunge la consigliera di Avs – poich?
nelle sperimentazioni cliniche early-phase sponsorizzate
dall’industria, le donne sono meno del 30% dei partecipanti. ?
per questo che la medicina di genere, prevista dalla legge 3/2018
(articolo 3) e dal relativo Piano nazionale, riguarda la qualit?
delle cure. Tutto questo significa formazione, dati, percorsi
clinici e prevenzione costruiti tenendo conto delle differenze,
invece di fingere che non esistano”.
ACON/COM/rcm
201121 GEN 26
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