(AGENPARL) - Roma, 18 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Sun 18 January 2026 Olio: Cia, nuovo Piano Olivicolo Nazionale strumento prioritario
In Basilicata l’olio extravergine di oliva -con 26 mila ettari di oliveti,
20.300 aziende olivicole, di cui il 44% con superfici sino a 10 ettari, il
31% da 10 a 40 ettari e il 15% da 40 a 100 ettari – è un pilastro
fondamentale dell’agricoltura lucana ma è minacciato da profonde fragilità
strutturali. Al Tavolo tecnico di filiera olivicolo oleario convocato al
Masaf, Cia-Agricoltori ha lanciato un appello per non abbassare la guardia:
il comparto sconta ancora una produzione interna insufficiente rispetto al
fabbisogno nazionale, rese instabili e difficoltà competitive sui mercati
internazionali, esponendo i produttori a volatilità e concorrenza sleale.
Al primo posto il problema prezzi: da moltissimi mesi gli scambi di olio
extravergine oliva vengono realizzati con un range di quotazione tra 7 e
7,7 euro/litro, con prezzi di acquisto da frantoi e da aziende agricole
ancora più bassi (tra 5 e 6 euro). Nelle ultime due campagne di produzione
non si sono mai registrati valori così bassi. Il sistema olivicolo
italiano patisce debolezze sistemiche radicate, come l’inadeguata
disponibilità idrica, alti costi di produzione e una filiera esposta a
pratiche svalorizzanti della Grande Distribuzione Organizzata (GDO),
inclusi vendite sottocosto che riducono l’extravergine a mera commodity.
Queste dinamiche minano la redditività di produttori, scoraggiando
investimenti essenziali e compromettendo la loro redditività e la
sostenibilità economica del settore. le importazioni extra-Ue non sempre
trasparenti accentuano le tensioni, richiedendo controlli sulla
tracciabilità per tutelare consumatori e agricoltori.
Inoltre. dopo un’annata 2024 disastrosa in Basilicata (e in tutto il Sud)
con meno di 1.500 tonnellate prodotte (rispetto alla media di 4.300
tonnellate) nel 2025 la produzione olivicola lucana registra un aumento del
37%, segnando una netta inversione di tendenza dopo stagioni difficili,
condizionate da siccità, fitopatie e costi di produzione crescenti.
Cia ha posto al centro dell’incontro al Masaf il nuovo Piano Olivicolo
Nazionale come strumento prioritario per dare concretezza al confronto
istituzionale, come già condiviso con il sottosegretario Patrizio La
Pietra, che Cia ha ringraziato per la volontà di dotare il settore di un
documento programmatico per il futuro. Sono, dunque, necessarie misure
strutturali – non solo emergenziali – per garantire un’equa ripartizione
del valore lungo la filiera, stabilizzare le relazioni commerciali e
sottrarre i produttori alla mercé del mercato. Non trascurabile il tema
delle risorse finanziare per dare concretezza alle ambizioni del Piano.
L’obiettivo strategico è incrementare la produzione nazionale in modo
coerente con l’identità olivicola italiana, investendo in nuovi impianti
moderni e nell’ammodernamento degli esistenti, miglioramento delle
infrastrutture idriche e agricoltura di precisione per rese resilienti e
competitive.
Parallelamente, va difeso il “giusto prezzo” coerente con i costi di
produzione, contrastando le pratiche sleali e valorizzando le relazioni di
filiera. Una massiccia strategia di comunicazione è imprescindibile:
educare i consumatori a distinguere l’olio Evo italiano di qualità
–presidio di salute e biodiversità– dal resto, promuovendone il valore
intrinseco.