(AGENPARL) - Roma, 13 Gennaio 2026(AGENPARL) – Tue 13 January 2026 Il tesoro ricamato delle Regine.
Una prospettiva fotografica contemporanea
Mostra di Dana & Stéphane Maitec
Roma – Dal 16 gennaio al 28 febbraio 2026 il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
ospita la mostra Il tesoro ricamato delle Regine. Una prospettiva fotografica contemporanea,
un progetto di Dana & Stéphane Maitec che porta a Roma uno dei patrimoni più raffinati e
simbolici dell’identità culturale romena: i costumi tradizionali appartenuti alle Regine della
Romania, oggi conservati nella collezione della Famiglia Reale Romena.
La mostra si svolge nel contesto dell’Anno Culturale Romania – Italia 2026, programma
strategico bilaterale svolto sotto l’alto patrocinio del Presidente della Romania, S.E. Nicușor
Dan, e del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e propone uno sguardo
inedito su questi abiti storici attraverso la fotografia contemporanea di Dana & Stéphane
Maitec.
“Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è lieto di ospitare questo progetto espositivo che
si inserisce in un programma di cooperazione culturale di alto profilo, volto a valorizzare e
intrecciare storia, arte e identità culturale in un dialogo profondo tra Romania e Italia”,
afferma la direttrice del Museo, Luana Toniolo. “Siamo certi che questa proposta culturale
inviterà il pubblico a riscoprire il valore universale del patrimonio tessile e artigianale
attraverso lo sguardo contemporaneo della fotografia e rinnovando la vocazione del Museo
come luogo di incontro tra civiltà e linguaggi artistici, ben oltre i confini geografici e
temporali”.
Lontani da un approccio documentario tradizionale, gli artisti rileggono i costumi reali
mediante la fotografia di dettaglio, isolando e ingrandendo ricami, trame e motivi ornamentali
fino a trasformarli in vere e proprie architetture visive. Il dettaglio, normalmente percepito
come elemento decorativo marginale, diventa protagonista assoluto: superficie, materia e
spazio si fondono in un’esperienza visiva immersiva che invita il visitatore a un’osservazione
lenta e contemplativa.
Tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, le Regine e le Principesse della
Romania hanno svolto un ruolo decisivo nella valorizzazione del costume popolare,
trasformandolo da abito contadino in elemento centrale del guardaroba reale. La Regina
Elisabetta (1843 – 1916) fu la prima a riconoscerne il valore identitario, mentre con la Regina
Maria (1875 – 1938) il costume tradizionale divenne un autentico linguaggio politico e
culturale, simbolo della Romania moderna e strumento di rappresentanza internazionale. In
questo dialogo tra mondo rurale e spazio monarchico prende forma uno stile reale
romeno, colto e profondamente radicato nella tradizione.
“Le camicie delle Regine ci narrano un momento essenziale della storia della Romania
moderna, in cui l’abito tradizionale è stato elevato al rango di simbolo di Stato, di strumento
diplomatico e di espressione di un’identità preservata con dignità e lucidità. Il fatto che questa
mostra venga presentata nella programmazione dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026, in
un museo dedicato a una delle più antiche civiltà d’Europa, conferisce all’iniziativa un
ulteriore significato: quello di un incontro simbolico tra strati di storia e forme diverse di
memoria culturale, accomunati dalla medesima aspirazione alla durata, al senso e alla
bellezza. Riaffermiamo in questo modo l’impegno comune della Romania e dell’Italia a porre
la cultura al centro della relazione bilaterale, quale strumento di diplomazia, spazio di
riflessione e fondamento del nostro futuro europeo condiviso”, dichiara l’Ambasciatrice di
Romania in Italia, Gabriela Dancau.
Le fotografie attraversano una pluralità di capi e frammenti – camicie ricamate (ii), fote,
catrințe, oprege, brâuri – restituendo la complessità di un sistema tessile in cui ogni motivo
possiede una forte valenza simbolica. Rombi, croci stilizzate, segni vegetali e geometrie
parlano di fertilità, protezione, ciclicità e relazione con il cosmo, rivelando la ricchezza
semantica dell’ornamento tradizionale.
Accanto alle immagini fotografiche, la mostra include installazioni tridimensionali – un arco
di trionfo, una colonna, un paravento – che traducono il linguaggio del ricamo in forme spaziali,
sottolineandone la dimensione scultorea e architettonica. Il filo diventa struttura, il punto cucito
si fa ritmo, e l’ornamento si trasforma in spazio attraversabile.
Il tesoro ricamato delle Regine non propone una lettura nostalgica della tradizione, ma una sua
riattivazione contemporanea. Attraverso la monumentalizzazione del dettaglio, Dana &
Stéphane Maitec restituiscono al ricamo la sua forza originaria, trasformandolo in un
linguaggio visivo autonomo, capace di dialogare con il presente e con un pubblico
internazionale, nel cuore di Roma.
Organizzatore: Istituto Nazionale del Patrimonio della Romania, in collaborazione con il Museo
Nazionale Etrusco di Villa Giulia, il Ministero Romeno della Cultura e l’Ambasciata di Romania in
Italia. Gli artisti sono grati alla Fondazione Collezione della Famiglia Reale della Romania per il
prezioso sostegno al progetto.
A cura di: Irina Ungureanu Sturza.Consulenza etnografica e storica: Mădălina Cojocariu, Adriana
Iordache, Cristina Munteanu, Alexandra Negrilă, Simona-Elena Niculescu, Luminița Scafă e Ana
Ursescu, sotto il coordinamento di Irina Stahl.
Dana & Stéphane Maitec lavorano insieme dal 1996 e formano un duo artistico dal 2002. Artisti e
fotografi, membri della Maison des Artistes in Francia, vivono e lavorano a Parigi, dove hanno
gradualmente sviluppato un linguaggio visivo che combina fotografia, scenografia ed esplorazione della
luce come strumento di composizione. Nel corso degli anni, la loro pratica si è evoluta dal ritratto e
dalla fotografia concettuale verso l’astrazione e l’installazione, in un percorso segnato da un interesse
costante per il dettaglio, la texture e la presenza dell’oggetto nello spazio. Le
serie Reflections, Fluctuations e le esposizioni presso Galerie Metahaus Parigi (Fluctuations, 2025), la
Galerie Wagner (La couleur en mouvement), ARCUB Bucarest (Reflections II), nel 2023, e il Museo
Nazionale d’Arte della Romania (Legno Oro Luce, nel 2019 / 2020, segnano la loro fase attuale,
caratterizzata dall’interesse per la luce, i riflessi, la trasparenza e la metamorfosi delle strutture visive.
Le loro opere si trovano in collezioni private in Europa, Stati Uniti e Asia, e le collaborazioni con
istituzioni e spazi culturali in Romania e all’estero riflettono un percorso artistico dinamico, in continua
espansione.
Mostra compresa nel biglietto di ingresso al Museo
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Piazzale di Villa Giulia, 9 00196 Roma
Apertura: Martedì – Domenica
Orari: 8.30 – 19.30
(ultimo ingresso ore 18.30, chiusura sale ore 19.00)
http://www.museotru.it
