(AGENPARL) – Roma, 13 Gennaio 2026
Parigi è stata paralizzata dai trattori degli agricoltori francesi, scesi in piazza per protestare contro l’accordo commerciale Mercosur tra l’Unione Europea e diversi Paesi del Sud America. La mobilitazione si è concentrata attorno all’Assemblea nazionale, simbolo della pressione crescente sul governo francese affinché intervenga contro un’intesa considerata una minaccia esistenziale per l’agricoltura europea.
Martedì mattina circa 350 trattori hanno fatto ingresso nella capitale chiedendo “azioni concrete” contro l’accordo Mercosur con Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay, che dovrebbe essere firmato sabato ad Asunción dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L’intesa, negoziata da oltre vent’anni, incontra in Francia un’opposizione quasi unanime, che attraversa l’intero spettro politico, per il timore di gravi ripercussioni su un settore agricolo considerato strategico per il Paese.
Secondo i manifestanti, l’accordo aprirebbe le porte a un massiccio afflusso di carne e prodotti agricoli a basso costo provenienti dal Sud America, in particolare da Argentina e Brasile, dove i costi di produzione sono notevolmente inferiori grazie a manodopera meno cara, terreni più economici e normative ambientali e sanitarie meno stringenti. Gli agricoltori europei, in Francia come in Italia, temono di non essere in grado di competere con tali importazioni.
La frustrazione è aumentata dopo che, la scorsa settimana, la Francia non è riuscita a convincere un numero sufficiente di Stati membri dell’UE a formare un fronte comune per bloccare la ratifica dell’accordo. Davanti all’Assemblea nazionale, Thomas, agricoltore di 25 anni, ha spiegato al quotidiano Le Figaro di aver aderito alla protesta per “denunciare le distorsioni della concorrenza in Europa”. Un altro agricoltore, Hector, ha aggiunto che “oggi è difficile vivere dignitosamente facendo questo mestiere, soprattutto nei mercati liberi”, chiedendo una revisione della tassazione agricola piuttosto che sussidi considerati inefficaci.
Le difficoltà del settore non sono nuove. Già prima del Mercosur, gli agricoltori francesi ed europei denunciavano l’impatto di normative stringenti e di una pressione fiscale elevata, spesso attribuite alle politiche di Bruxelles e al Green Deal europeo. Queste tensioni hanno alimentato negli ultimi anni proteste diffuse con i trattori in Belgio, Francia, Paesi Bassi e altri Stati membri.
I dati economici confermano la crisi: il surplus commerciale agricolo francese è crollato da 4,5 miliardi di euro nel 2024 a soli 125 milioni di euro a ottobre, proseguendo una tendenza negativa iniziata da tempo, se si considera che nel 2015 il surplus superava i 10 miliardi di euro.
La protesta ha ricevuto il sostegno di diversi esponenti politici. Sébastien Chenu, vicepresidente dell’Assemblea nazionale e deputato del Rassemblement National di Marine Le Pen, ha dichiarato agli agricoltori che il suo partito è “ampiamente allineato con le vostre richieste”. Anche Marion Maréchal ha partecipato alla mobilitazione, invitando il presidente Emmanuel Macron a sospendere il contributo finanziario annuale della Francia al bilancio UE per costringere Bruxelles a rivedere l’accordo.
Nonostante ciò, molti agricoltori dubitano della capacità o della volontà di Parigi di fermare l’intesa. Arnaud Rousseau, presidente della Federazione nazionale dei sindacati degli agricoltori, ha annunciato che l’attenzione si sposterà presto sul Parlamento europeo. “Andremo a Strasburgo il 20, perché abbiamo capito che il Mercosur non sarà più deciso in Francia, ma all’interno delle istituzioni europee”, ha affermato.
