(AGENPARL) - Roma, 5 Gennaio 2026(AGENPARL) – Mon 05 January 2026 (ACON) Trieste, 5 gen – “Niente pi? strizzate d’occhio
trasversali, la doppia preferenza di genere ? una realt? in tutte
le Regioni italiane, manca solo il Friuli Venezia Giulia”. Lo
sottolinea, in una nota, la consigliera regionale del Partito
democratico Laura Fasiolo, che lancia un appello al governatore
Fedriga.
“In Fvg si parla in questi giorni di quanti mandati, di quali
candidati, non una parola sull’inerzia dell’unica Regione in
Italia che non ha dato seguito alla doppia preferenza di genere
nella legge elettorale – prosegue Fasiolo -. La richiesta ?
venuta gi? nella scorsa legislatura anche grazie ad una proposta
di legge del Pd, primo firmatario Russo, che non ? mai stata
messa in calendario. N? ha dato ancora esiti l’azione giudiziaria
promossa dalle associazioni di donne, n? l’appello inoltrato a
Fedriga e ai consiglieri regionali con una lettera del 14
novembre 2022, sottoscritto da 27 associazioni. La richiesta era
di legiferare per introdurre un semplice meccanismo correttivo
per favorire l’elezione del genere meno rappresentato, ma la
risposta ? stata il silenzio”.
La dem rimarca il fatto che “tutte le Regioni che mancavano
all’appello hanno incluso la doppia preferenza di genere nella
composizione delle liste elettorali per il Consiglio regionale.
Anche il gi? presidente della Puglia, Emiliano, prima delle
dimissioni ha promulgato una nuova legge elettorale con la
possibilit? di esprimere il voto di preferenza per massimo due
candidati di sesso diverso di una stessa lista”.
“Le Regioni hanno tutte accolto l’adeguamento, manca solo il
Friuli Venezia Giulia dove sul totale di 48 consiglieri ci sono 9
donne, da poco 10 dopo la dimissione di un consigliere, una tra
le percentuali pi? basse in Italia”, sottolinea l’esponente del
Centrosinistra, che aggiunge: “L’assenza di un meccanismo che
favorisca l’elezione delle persone del genere meno rappresentato
costituisce perdurante e ingiustificata violazione di norme, sia
costituzionali che ordinarie”.
Spiega quindi Fasiolo: “Sono disattese le disposizioni degli
articoli 51 e 117 della Costituzione che sanciscono,
rispettivamente, che tutti i cittadini dell’uno e dell’altro
sesso possono accedere alle cariche elettive in condizioni di
uguaglianza e la Repubblica promuove con appositi provvedimenti
le pari opportunit? tra uomini e donne, e che le leggi regionali
rimuovono ogni ostacolo che impedisca la piena parit? degli
uomini e delle donne nella vita sociale. Disattesa pure la
previsione dell’articolo 4 della legge 165/2004 (modificato dalla
legge 20/2016), che individua proprio nella doppia preferenza di
genere una delle modalit? di attuazione dell’obbligo di
promozione delle pari opportunit?”.
“Senza dilungarmi sulle violazioni di altre norme di carattere
internazionale, dai trattati Onu alla convenzione Cedaw
(Convention on the elimination of all forms of discrimination
against women) del 1979, prendo atto – conclude – che
l’inaccettabile immobilismo della Regione rappresenta un grave
vulnus perpetrato nel tempo, un’omissione da sanare solo in Fvg”.
ACON/COM/aa
051031 GEN 26
