(AGENPARL) - Roma, 12 Dicembre 2025La NATO lancia uno dei suoi avvertimenti più duri degli ultimi anni: se l’Alleanza non riuscirà a dissuadere la Russia dal proseguire la sua politica espansionistica e dall’intervenire nelle aree strategiche europee, atlantiche e artiche, il mondo potrebbe trovarsi di fronte a un conflitto con proporzioni simili alla Prima e alla Seconda guerra mondiale.
A dichiararlo è stato il Segretario generale della NATO Mark Rutte, intervenuto a Berlino con un discorso dal tono allarmato e diretto. «Le forze oscure dell’oppressione sono di nuovo in marcia», ha affermato, sostenendo che una mancata deterrenza oggi potrebbe trasformarsi in una guerra totale domani.
Russia e Cina nel mirino: “La guerra si sostiene grazie a Pechino”
Rutte ha sottolineato come la Russia, dopo anni di militarizzazione crescente, abbia ormai orientato la propria economia quasi interamente allo sforzo bellico:
- 40% del bilancio nazionale destinato alla “aggressione”,
- 70% dei macchinari industriali convertiti alla produzione militare,
- inflazione e razionamenti in aumento.
Secondo Rutte, la Russia riesce a proseguire il conflitto in Ucraina grazie al supporto strategico della Cina, definita «l’ancora di salvezza» di Mosca. Circa l’80% dei componenti elettronici critici impiegati nei sistemi d’arma russi proverrebbe infatti dall’industria cinese.
La minaccia per l’Europa: un conflitto “alle porte di casa”
Il Segretario generale ha avvertito che la Russia potrebbe essere pronta a utilizzare la forza militare direttamente contro la NATO entro cinque anni. Il futuro della guerra, ha detto, non sarà più lontano dai territori europei:
«La stessa portata della guerra che i nostri nonni hanno dovuto sopportare potrebbe tornare alle nostre porte».
Uno scenario “terribile”, fatto di distruzione diffusa, mobilitazione di massa, milioni di sfollati. Un rischio che, secondo Rutte, può essere evitato solo rafforzando la deterrenza, aumentando la produzione di munizioni e consolidando il sostegno all’Ucraina come “zona cuscinetto”.
Una campagna di allerta che prosegue da anni
Le parole di Rutte si inseriscono in una strategia comunicativa crescente della NATO, che insiste sull’urgenza di una maggiore preparazione militare. Solo un mese fa il presidente del Comitato militare dell’Alleanza aveva accennato alla necessità di valutare persino l’uso dell’“attacco preventivo” come strumento difensivo, evocando la pressione crescente per rivedere le dottrine di deterrenza.
La risposta della Russia
Mosca continua a sostenere di non volere una guerra diretta con l’Europa, posizione che molti analisti occidentali considerano non credibile. Allo stesso tempo, il presidente Vladimir Putin ribadisce da settimane che la Russia è «pronta a un confronto in qualunque momento» se l’Occidente dovesse oltrepassare determinate “linee rosse”.
Un rischio entro la fine del decennio
Per anni la NATO ha avvertito che la Russia potrebbe mirare a una guerra più ampia con l’Europa entro la fine degli anni 2020. Ora, con soli cinque anni rimasti in quella finestra temporale, il messaggio dell’Alleanza appare più urgente e diretto che mai: prepararsi oggi, per evitare il peggio domani.
