(AGENPARL) - Roma, 9 Dicembre 2025(AGENPARL) – Tue 09 December 2025 https://www.aduc.it/articolo/lotta+alle+politiche+sulle+droghe+nuova+war+on_40314.php
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Lotta alle politiche sulle droghe. La nuova ‘war on drugs’
Il proibizionismo da droghe illegali è appendice scomoda di ogni tipo di società, ricca o povera. I danni che derivano sono drammatici. Utilizzati per stigmatizzare consumatori e dipendenti, questi ultimi al pari della feccia di qualunque comunità. Ci sono alcuni interventi di riduzione del danno, con esperimenti che vanno avanti da anni ma continuano ad essere esperimenti, perché la materia prima di riferimento non ha un quadro giuridico civile ma solo criminale e di opportunismo politico.
Un Paese di peso come il Canada, stimolato dal piccolo Uruguay di Jose “Pepe” Mujica, è stato alfiere di un diverso approccio, almeno per la cannabis, ora un po’ di psichedelici, ma ancora in alto mare per le regine del disastro, cocaina ed eroina. A seguire, non a livello federale, gli Usa: numerose oasi per la cannabis, piccole oasi per gli psichedelici e sempre alto mare per cocaina ed eroina… in una giostra della morte che vede al primo posto un prodotto tra droga e farmaco, il fentanyl, che dilania corpi, coscienze e diritti.
Sono rari i Paesi al mondo che non usano una cannabis medica legale, pochi e molto ottusi (Francia per esempio) o autoritari, altri sulla ricreativa depenalizzata e non legalizzata.
Approcci, studi e valutazioni che fanno pensare che si stia facendo spazio la razionalità?
No, non è così.
Chi comanda è la politica.
Soprattutto quella degli Usa. La stessa che con Nixon si inventò la “war on drugs”, per la quale continua a pagare pesanti conseguenze proprio sui suoi territori (il narcotraffico, nato dalla loro domanda, gli è esploso in mano).
Politica Usa che negli ultimi mesi mostra di aver ancora bisogno della “guerra alla droga”. A suo tempo (presidente Nixon, 1971) fu usata per stigmatizzare i movimenti pacifisti che si opponevano alla guerra in Vietnam. Oggi (presidente Trump) per stigmatizzare i Paesi del centro e sud America (Venezuela soprattutto) che impediscono agli Usa di essere i padroni delle economie (soprattutto energetiche) del Continente. Tra condanne a morte ed esecuzioni sul campo (Caraibi e Pacifico), solo per un sospetto o una soffiata, spostamenti di flotte e portaerei al largo delle coste dei Paesi supposti narco-Stati. minacce di invasione del Messico… non è questa “war on drugs 2025”?
Il resto del mondo sembra ofuscato. L’Europa che consuma e “accoglie” i prodotti dei narco americani che, anche via Africa, differenziano i propri mercati. Mescolandoli con oppio e metamfetamine che arrivano dalla disperazione di Afghanistan, Myanmar e dintorni. Mixando queste sostanze con i mitici hashish marocchini e libanesi. Col contorno di corrieri di mafie albanesi, balcaniche e russe che saltellano da un continente all’altro, alleandosi anche coi successori di Pablo Escobar.
Insomma, la “war on drugs” vive e prolifera insieme alla forte domanda dovuta a mancanza di legalità, e all’altrettanto forte esigenza di usare la minaccia benpensante delle droghe al fine dei propri poteri.
Un quadro disastroso, che cancella i progressi fatti negli ultimi decenni, incartapecorendo i pochi alfieri della legalizzazione (tra loro quelli che campano solo sull’essere se stessi antiproibizionisti).
Forse, se abbiamo a cuore piaceri e vizi, sanità e sicurezze, legalità e tranquillità… forse occorre riconsiderare tutto, anche quanto ci sembrava avanzato verso la legalità, perché così non è.
Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc
COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
URL: http://www.aduc.it
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