(AGENPARL) - Roma, 24 Ottobre 2026 - " La presidente Meloni aveva promesso che la maternità non sarebbe più stata un'impresa, ma per le lavoratrici autonome e per le iscritte alla gestione separata la realtà è esattamente l'opposto. Oggi ci saremmo aspettati dati concreti e numeri precisi che l'INPS ha il dovere di fornire. Invece, la risposta del governo è del tutto insufficiente: non sappiamo quali siano i tempi reali di erogazione delle indennità e quanti siano i dinieghi non motivati. La mancata disponibilità di questi dati dimostra una grave assenza di vigilanza o la volontà di nascondere tempi di attesa interminabili, fino a 18 mesi, e un numero altissimo di bocciature. Di fronte alla scelta di fare un figlio, le donne che hanno una partita IVA o sono iscritte alla gestione separata si ritrovano lasciate sole di fronte a una burocrazia asfissiante e con indennità irrisorie di poche centinaia di euro. Della politica dei cerotti e dei bonus sporadici di Giorgia Meloni le lavoratrici autonome non se ne fanno nulla.
Dopo quattro anni di governo e di proclami sulla natalità, la maternità per chi ha un'attività propria resta un'impresa drammatica. L'esecutivo ha il dovere di passare dagli annunci alle riforme strutturali: occorre calcolare le indennità sull'ultima dichiarazione dei redditi disponibile con successivo conguaglio per azzerare i ritardi, ed equiparare finalmente i diritti delle lavoratrici autonome a quelli delle dipendenti in materia di congedi parentali, gravidanze a rischio e tutele per l'allattamento. L'allargamento dei diritti e delle tutele per il lavoro autonomo è una battaglia storica del centrosinistra: continueremo a incalzare il governo in Parlamento e in ogni sede finché non arriveranno risposte serie e risorse adeguate per le mamme lavoratrici".
Così la deputata del Pd Lia Quartapelle, intervenendo in Aula durante l'interpellanza urgente al governo sulle politiche di sostegno alla maternità.
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