(AGENPARL) - Roma, 11 Novembre 2025(AGENPARL) – Tue 11 November 2025 https://www.aduc.it/articolo/quando+vaccino+anti+covid+aiuta+combattere+tumore_40141.php
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Quando il vaccino anti-Covid aiuta a combattere il tumore. Immunizzazione vantaggiosa
I vaccini a mRNA hanno rivoluzionato la lotta contro il Covid-19: un dato ormai acquisito. Ma che possano avere un impatto anche sull’immunoterapia oncologica è una scoperta che apre scenari del tutto nuovi. Una frontiera da esplorare, ma già ricca di implicazioni cliniche e scientifiche. E un esempio concreto di come la ricerca, quando è libera di mettere in connessione terapie diverse, può trasformare l’ordinario in straordinario.
È il caso di uno studio recente, pubblicato sulla rivista scientifica “Nature”, che collega la risposta immunitaria indotta dai vaccini anti-Covid con una maggiore efficacia contro alcuni tipi di tumore.
Lo studio, dell’MD Cancer Center dell’Università del Texas (Usa) in collaborazione con altri istituti di ricerca, apre, infatti, una nuova strada: i vaccini a mRNA contro il Covid-19, già disponibili su larga scala, potrebbero avere un effetto simile. In altre parole, anche se non sono progettati per combattere il tumore, questi vaccini possono stimolare il sistema immunitario in modo tale da renderlo più efficace contro le cellule tumorali, soprattutto se usati in combinazione con del checkpoint immunitario (ICI).
Nei modelli preclinici (cioè studi su animali e cellule), i ricercatori hanno osservato che i vaccini a mRNA contro il SARS-CoV-2 provocano un forte aumento dell’interferone di tipo I, una molecola che attiva le difese immunitarie. Questo stimolo iniziale permette alle cellule immunitarie innate (come i macrofagi e le cellule dendritiche) di “accendere” quelle capaci di attaccare direttamente le cellule tumorali.
In particolare, questo effetto è stato osservato nei tumori immunologicamente freddi, cioè quelli che normalmente non attirano l’attenzione del sistema immunitario. Quando il vaccino viene somministrato, il tumore risponde aumentando produzione di PD-L1, una proteina che può essere bloccata dagli ICI. In questo modo, il trattamento combinato diventa più efficace.
Anche negli studi su persone sane e pazienti oncologici, sono stati osservati segnali simili: aumento dell’interferone, attivazione delle cellule immunitarie e maggiore attività di PD-L1 nei tumori.
Ma il dato più interessante riguarda la sopravvivenza.
Analizzando grandi gruppi di pazienti oncologici in studi retrospettivi, i ricercatori hanno scoperto che chi ha ricevuto il vaccino anti-Covid entro 100 giorni dall’inizio della terapia con ICI ha avuto una sopravvivenza mediana e globale significativamente più alta a tre anni, rispetto a chi non ha ricevuto il vaccino o lo ha ricevuto più tardi. Questo beneficio è stato osservato anche nei pazienti con tumori freddi, che di solito rispondono poco all’immunoterapia.
Questi risultati suggeriscono che i vaccini a mRNA — anche se non progettati per combattere il cancro — possono agire come potenti stimolatori del sistema immunitario, rendendo i tumori più vulnerabili all’attacco. È una scoperta importante, perché questi vaccini sono già disponibili, sicuri e facili da somministrare.
In futuro, questa strategia potrebbe essere estesa ad altri vaccini a mRNA, anche contro virus diversi, per potenziare l’efficacia dell’immunoterapia oncologica. Non si tratta di una cura miracolosa, ma di un modo intelligente per sfruttare strumenti già esistenti e migliorare le terapie contro il cancro.
È un esempio perfetto di come la ricerca possa trovare connessioni inaspettate e trasformarle in soluzioni concrete. In un’epoca in cui la medicina personalizzata e la sinergia tra approcci terapeutici diventano centrali, questa scoperta merita attenzione.
Primo Mastrantoni, presidente comitato tecnico-scientifico di Aduc
COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
URL: http://www.aduc.it
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