(AGENPARL) - Roma, 10 Giugno 2025 - (AGENPARL) – Tue 10 June 2025 L’Ex Acna è un’area inquinata che deve essere bonificata. E’ la premessa
fondamentale su cui si basa l’assessore ai Lavori pubblici e vicesindaco
Matteo Bongiorni nell’inquadrare le dinamiche specifiche che accompagnano,
per l’appunto, un intervento di bonifica.
“Si tratta di dinamiche nelle quali – precisa – non si può confondere la
volontà di un’Amministrazione comunale con i vincoli e le possibilità di
azione che un intervento di bonifica consente”.
“E’ necessario tener presente – aggiunge Bongiorni – che ci si sta
occupando di un sito attualmente inquinato per contaminazione di suolo da
sostanze chimiche e che, attraverso la sua piena messa in sicurezza e
riqualificazione, lo si intende riportare in funzionalità e fruizione
pubblica”.
E’ un’opera importante sia per complessità sia per valore; un’opera che,
oltre al Comune – in qualità di soggetto attuatore esterno -, coinvolge
enti sovraordinati quali Arpae per competenza, la Regione Emilia-Romagna
come soggetto attuatore e il Ministero che eroga il finanziamento PNRR.
Nell’area in oggetto, il progetto prevede sia scavi sia la messa in
sicurezza permanente che viene realizzata con posa di tessuto non tessuto e
riporto di terreno vegetale sovrastante, per tutta l’area senza soluzione
di continuità. Progetto che viene collaudato alla quota di scavo e alla
quota di riporto, e che è soggetto a tre livelli di approvazione da parte
degli enti sopra citati.
“Il progetto di bonifica iniziale non contemplava alcuna possibilità di
mantenimento di alcun tipo di vegetazione – spiega l’assessore – La qual
cosa era stata peraltro chiarita anche in occasione dell’assemblea pubblica
tenutasi sul tema nel marzo scorso. Come ulteriore approfondimento, la
ditta esecutrice ha prodotto uno studio relativo alle alberature presenti
nell’area finalizzato ad analizzare la possibilità del mantenimento in loco
di alcune essenze. Una possibilità che naturalmente sarebbe stata
preferibile”.
Bongiorni prosegue: “L’ipotesi di conservazione si è rivelata però
impraticabile a causa delle prescrizioni stesse della bonifica che, visto
l’obbligo di non generare discontinuità tramite posa del tessuto
sottostante e di uno stato sovrastante di circa 60 centimetri di terreno,
avrebbe provocato in adiacenza agli alberi un alto rischio di insorgenza di
patologie compromettendone lo stato di salute e accelerandone i problemi di
stabilità.”
Per poter mantenere la vegetazione si sono anche valutate altre soluzioni
tecniche, in modo da isolare l’area interessata dagli alberi non
ricoprendone il colletto e rispettandone l’apparato radicale. Tale
soluzione avrebbe comunque contravvenuto alla continuità di bonifica
dell’intera area, nonché previsto a protezione una trincea o cerchiature di
cemento alte 70-80 cm e con necessità di fondazione, e con conseguente
rischio per l’apparato radicale e creazione di una zona interclusa a
livello inferiore.
Una questione tecnica, dunque, che si intreccia però con la questione
amministrativa. E lo spiega ancora Matteo Bongiorni: “Tale iniziativa,
rappresentando una discontinuità nella messa in sicurezza permanente,
avrebbe comportato una richiesta di variante sostanziale agli enti
sovraordinati, con necessaria sospensione e notevole ritardo delle opere.
Peraltro senza la certezza che tale richiesta fosse accolta, vista la
predominanza e priorità della bonifica rispetto a ogni altro aspetto.
Compresa la conservazione degli alberi”.
C’è un esempio recente che chiarisce come, spesso, certe scelte vengano
determinate da priorità chiare e precise che scavalcano le varie
sensibilità: la bonifica bellica che si è conclusa da poco presso il parco
della Galleana. In quel caso, per esigenze realizzative, si è dovuti
intervenire necessariamente e massivamente su tutta vegetazione nel tempo
cresciuta in loco. Non c’era altra possibilità, e di conseguenza si è
proceduto in quel senso.
Alla Galleana, come anche all’ex Acna, si procederà con nuove
piantumazioni.
Andrea Pasquali
Portavoce del Sindaco
Comune di Piacenza
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