(AGENPARL) - Roma, 15 Ottobre 2026 - Il Pd di Trento chiede chiarimenti sull’esposizione della Provincia. Il report Open Olympics quantifica in 3,62 miliardi il Piano delle opere. Sullo sfondo, il deficit patrimoniale della Fondazione e le contestazioni sui pagamenti della pista da bob.
A Giochi conclusi, il confronto su Milano Cortina 2026 si sposta sull’eredità finanziaria dell’evento: i conti della Fondazione organizzatrice, i costi delle infrastrutture, le garanzie pubbliche e gli eventuali oneri ancora da sostenere. Sono questioni collegate, ma con perimetri contabili e responsabilità differenti.
A riaccendere il dibattito è l’interrogazione della consigliera provinciale del Partito democratico Lucia Maestri, che chiede alla Giunta di Trento un quadro aggiornato della posizione debitoria della Fondazione e degli impegni assunti dall’amministrazione.
Trento, le domande sui debiti della Fondazione
Come riportato da LaPresse il 13 ottobre, Maestri domanda se la Provincia conosca l’ammontare e l’andamento dei debiti, quali siano le prospettive di ripianamento e se siano già state erogate risorse provinciali per coprire le passività.
La consigliera richiama una possibile contribuzione di circa 17 milioni di euro ai debiti della Fondazione. È una cifra contenuta nella sua iniziativa politica, sulla quale viene chiesto un riscontro all’esecutivo provinciale. L’obiettivo dichiarato è ricostruire la spesa pubblica sostenuta e chiarire la ripartizione degli eventuali oneri residui.
Il nodo dei 79 milioni svincolati
L’interrogazione affronta anche lo svincolo di oltre 79 milioni di euro precedentemente accantonati nel bilancio provinciale a garanzia degli impegni legati alla Fondazione.
Secondo la ricostruzione pubblicata da l’Adige, la deliberazione provinciale n. 1153 del 3 agosto 2026 ha preso atto delle indicazioni del Comitato olimpico internazionale, rendendo nuovamente disponibili le somme. Maestri chiede su quali presupposti sia avvenuta l’operazione e quali conseguenze possa avere sugli esercizi futuri.
Un altro quesito riguarda le risorse che il Trentino avrebbe già impiegato oltre gli impegni iniziali del dossier di candidatura: la richiesta è di conoscerne importi, destinazioni e motivazioni. Lo svincolo di un accantonamento, da solo, non permette di ricostruire tutte le obbligazioni ancora esistenti.
Fondazione, il deficit patrimoniale supera i 176 milioni
L’analisi del bilancio 2025 pubblicata da Altreconomia indica una perdita d’esercizio di circa 39 milioni di euro e un deficit patrimoniale cumulato di 176,4 milioni.
La testata riferisce che gli amministratori prevedono il riequilibrio attraverso ricavi da contabilizzare nel 2026, in particolare quelli connessi ai diritti televisivi del Comitato olimpico internazionale. Nella ricostruzione assumono rilievo anche gli impegni dello Stato e degli enti territoriali a sostegno della continuità aziendale.
Il patrimonio netto negativo, il totale dei debiti e l’eventuale fabbisogno di copertura pubblica descrivono grandezze diverse. Per determinare l’esposizione conclusiva occorre considerare anche disponibilità, crediti effettivamente incassabili, ricavi, scadenze e obbligazioni residue.
Opere da 3,62 miliardi: il quadro di Open Olympics
Un distinto ambito riguarda le infrastrutture. Il rapporto Open Olympics, presentato il 28 settembre da Libera e dalle associazioni della rete, valuta il Piano delle 98 opere mappate sul portale Simico in circa 3,62 miliardi di euro.
L’incremento è di 84,7 milioni rispetto alla rilevazione di dieci mesi prima e di quasi 210 milioni rispetto a settembre 2024. Queste cifre rappresentano aumenti del costo del Piano: non possono essere automaticamente interpretate come quote di debito della Fondazione da ripartire tra gli enti.
Secondo il rapporto, interventi conclusi corrispondono a circa 890 milioni, quelli in esecuzione a 630 milioni e i progetti ancora in gara o progettazione a circa 2,1 miliardi. Il 58% riguarda quindi il valore economico delle opere non avviate, non la loro percentuale numerica.
Il documento segnala inoltre il rinvio della conclusione di 48 interventi tra ottobre 2025 e agosto 2026, con l’ultima consegna prevista al 29 dicembre 2033. Sul bilancio della Fondazione, il report riporta un deficit patrimoniale di circa 176,5 milioni e debiti per 1.020,4 milioni, a fronte di crediti per 365,8 milioni.
Pista da bob, la contestazione sui pagamenti
Ai quesiti sui conti si aggiunge la vicenda dello Sliding Centre di Cortina. In un comunicato del 28 settembre, l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda ha riferito che l’impresa Pizzarotti ha presentato un ricorso per decreto ingiuntivo contro la Fondazione per ottenere il pagamento di fatture relative alla pista da bob, slittino e skeleton.
Guarda denuncia criticità nella gestione economica e richiama anche presunti danni all’impianto per oltre un milione di euro e problemi nella loro copertura. Sono contestazioni attribuite all’eurodeputata: il comunicato non documenta l’esito del ricorso né consente di stabilire quali somme siano state giudizialmente riconosciute.
Nello stesso intervento, Guarda solleva interrogativi sulla capacità operativa della cabinovia Socrepes e sulla futura copertura delle perdite degli impianti, chiedendo maggiore trasparenza sugli impegni dei territori.
Il regime privato e la decisione della Consulta
Sul piano giuridico, la questione sollevata davanti alla Corte costituzionale ha già avuto un esito. Con la sentenza n. 129 del 2026, depositata il 16 luglio, la Consulta ha dichiarato inammissibili le questioni riguardanti l’articolo 11 del decreto-legge n. 76 del 2024.
Secondo la Corte, la normativa del 2020 prevedeva già l’operatività della Fondazione in regime di diritto privato e la disposizione del 2024 ne confermava il significato. La pronuncia riguarda le questioni costituzionali esaminate e non costituisce un accertamento di responsabilità penali individuali, né una valutazione complessiva della gestione economica dei Giochi.
I documenti necessari per conoscere il costo finale
Le richieste di chiarimento convergono sulla necessità di rendere leggibile l’esposizione di ciascun soggetto: Fondazione, amministrazioni territoriali, Stato e organismi incaricati delle infrastrutture.
Per conoscere l’effettiva eredità finanziaria di Milano Cortina serviranno conti finali, ricavi acquisiti, debiti residui, garanzie ancora operative e atti che disciplinano le eventuali coperture pubbliche. Solo questo quadro consentirà di stabilire quali costi siano già sostenuti e quali possano ancora ricadere sui bilanci pubblici.
