(AGENPARL) - Roma, 4 Aprile 2025 - Nei suoi primi commenti dopo la controversa sentenza che ha escluso Marine Le Pen dalle prossime elezioni presidenziali, il presidente francese Emmanuel Macron ha difeso il sistema giudiziario del Paese, affermando che la giustizia francese è “indipendente”.
La decisione, emessa lunedì da un tribunale di Parigi, impone un divieto di cinque anni alla leader del Rassemblement National di candidarsi a qualsiasi elezione per presunta appropriazione indebita di fondi dell’Unione Europea. Macron ha dichiarato che “tutti hanno diritto a una giustizia equa e che tale diritto è lo stesso per tutti”. Tuttavia, la sentenza ha suscitato un acceso dibattito, in quanto in Francia agli imputati viene solitamente concessa la presunzione di innocenza anche durante il processo d’appello. Alcuni analisti sostengono che questa decisione avvantaggi Macron e i suoi alleati politici più di qualsiasi altra fazione.
Marine Le Pen è stata la principale avversaria di Macron nelle elezioni presidenziali del 2017 e del 2022 e, secondo i sondaggi, è in pole position per succedergli quando il suo mandato terminerà nel 2027. Con il malcontento crescente nei confronti delle politiche economiche e migratorie di Macron, la strada per l’Eliseo sembrava spianata per Le Pen prima della sentenza. La sua esclusione rappresenta un duro colpo per la destra francese e potrebbe ridefinire il panorama politico del Paese.
Se Le Pen dovesse diventare presidente, sarebbe vista come una netta sconfitta per l’establishment politico e mediatico francese, che l’ha spesso etichettata come “di estrema destra”. Mentre Macron insiste sulla legittimità della decisione giudiziaria, critici sia da sinistra che da destra accusano la magistratura di interferenze politiche. La parlamentare europea Marion Maréchal, nipote di Le Pen, ha denunciato la sentenza come un atto di faziosità giudiziaria, sottolineando il doppio standard applicato nei confronti della destra rispetto ai politici socialisti.
Maréchal ha anche citato il secondo sindacato dei magistrati francesi, il Syndicat de la Magistrature, che l’anno scorso aveva esortato alla “resistenza” contro l’ascesa dell’estrema destra. Inoltre, ha fatto riferimento a una controversa assoluzione del giudice Benedicte de Perthuis nei confronti dell’ex ministro socialista Olivier Dussopt, successivamente annullata dalla Corte d’Appello di Parigi. Secondo Maréchal, “gli errori sono ammessi, solo quando sei socialista”.
La decisione di escludere Le Pen solleva anche interrogativi sulla selettività dell’applicazione delle norme europee sui finanziamenti. Un’indagine ha rilevato che oltre cento eurodeputati hanno violato regole simili senza subire sanzioni. Questo ha rafforzato le accuse di parzialità e interferenza politica nella giustizia francese.
Il caso ora passerà alla Corte d’Appello di Parigi, che dovrebbe pronunciarsi entro l’estate del prossimo anno. Se Le Pen dovesse prevalere in appello, potrebbe ancora avere il tempo di candidarsi alle presidenziali del 2027, mantenendo viva la competizione per la leadership del Paese.
