
L’Italia ha avviato un nuovo trasferimento di migranti verso l’Albania, riattivando le espulsioni illegali di adulti maschi nel contesto di un programma controverso. Lo scorso weekend, la nave della Marina militare italiana Cassiopea ha imbarcato 49 migranti nel Mediterraneo e li sta trasferendo in nuovi centri di smistamento in Albania. Il Ministero dell’Interno ha confermato il trasferimento, che segna il terzo tentativo di gestione dei casi di migranti tramite l’Albania dopo che due precedenti operazioni erano state bloccate a causa di ostacoli legali.
Il programma, che ha preso piede a ottobre, mira a spostare i migranti al di fuori del territorio dell’Unione Europea, specialmente coloro che l’Italia ritiene non idonei a richiedere asilo. Tuttavia, i trasferimenti sono stati oggetto di controversia, poiché le decisioni dei tribunali italiani avevano fermato le operazioni a causa di problematiche legali legate alla sicurezza del Paese di destinazione. I giudici italiani, infatti, hanno ritenuto che l’Albania non fosse un Paese sicuro per la detenzione dei migranti, sospendendo temporaneamente il programma e rimandando la questione alla Corte di Giustizia europea.
In risposta a questa situazione, il governo italiano ha adottato una linea dura. Il premier Giorgia Meloni ha ribadito che le espulsioni sono parte della politica migratoria del suo governo, con l’obiettivo di gestire le migrazioni al di fuori dei confini dell’Unione Europea. Le autorità italiane hanno dichiarato che altri 53 migranti, dopo aver ricevuto informazioni sui trasferimenti, hanno scelto di presentare spontaneamente i loro passaporti per evitare il rimpatrio in Albania.
La Corte di Giustizia europea si pronuncerà sul caso il prossimo 25 febbraio, dopo che l’Italia ha cercato di riprendere le operazioni in seguito a una sentenza della Corte di Cassazione italiana, che ha stabilito che i giudici italiani non possono decidere unilateralmente su quali Paesi possano essere considerati sicuri per i rimpatri. Il governo italiano ha fatto affidamento su tale decisione, cercando di accelerare i trasferimenti prima che la Corte europea si esprima.
L’Albania è vista dal governo italiano come un Paese sicuro per il rimpatrio dei migranti le cui domande di asilo vengono respinte, ma questa posizione è fortemente contestata da gruppi per i diritti umani e organizzazioni internazionali che ritengono che il programma violi i diritti dei migranti e il diritto internazionale. Le critiche più dure si concentrano sull’accordo bilaterale tra Roma e Tirana, accusato di creare un precedente pericoloso nel trattamento dei migranti.
Nel frattempo, l’Italia ha stanziato 650 milioni di euro per gestire i centri in Albania, che sono stati creati per accogliere fino a 3.000 migranti al mese. Questi centri, inaugurati in ottobre, sono stati pensati per smistare i migranti che vengono intercettati dalla guardia costiera italiana nelle acque internazionali.
La politica di Meloni in tema di migrazione ha trovato sostegno da parte di altri leader europei, che hanno lodato l’approccio italiano per alleggerire il peso dell’immigrazione all’interno dell’Unione Europea, ma la questione rimane oggetto di dibattito internazionale e legale. Il futuro del programma dipenderà dalle decisioni in arrivo dalla Corte europea, che dovrà stabilire se la procedura adottata dall’Italia sia conforme al diritto internazionale.