(AGENPARL) - Roma, 16 Gennaio 2025 - (AGENPARL) – gio 16 gennaio 2025 Si è tenuta presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, su iniziativa
dell’On. Alessia Ambrosi, la conferenza dal titolo “Umanizzare le Carceri,
come farlo. Proposte per il Ministro della Giustizia Nordio”.
Sono intervenuti, oltre all’On. Ambrosi; Gianfranco Fini, già Presidente
della Camera; Donato Santoro, Avvocato Penalista; Vincenzo Scotti, già
ministro e sottosegretario della Repubblica; Piero Sansonetti, direttore de
“L’Unità”. La moderazione è stata affidata a Fabio Torriero, Direttore de
“Lo Speciale”.
L’evento è stato un’importante occasione di confronto tra esperti,
rappresentanti politici e istituzionali sulle principali sfide e criticità
del sistema penitenziario.
“L’umanizzazione delle condizioni di vita e di lavoro nelle carceri non è
più rinviabile. È un dovere costituzionale e morale che tocca valori
fondamentali come giustizia, dignità e umanità. Non possiamo ignorare i
fatti di cronaca e il grido di aiuto che proviene da detenuti e agenti
penitenziari. Dobbiamo lavorare insieme, unendo le nostre idee, per
rispettare i principi del nostro ordinamento giuridico e offrire risposte
che siano nell’interesse della collettività” – È quanto ha affermato l’On.
Alessia Ambrosi, che ha raccolto indistintamente le varie proposte
pervenute ponendo l’accento sulla assoluta necessità di migliorare le
condizioni carcerarie in attuazione all’articolo 27 comma 3 della
costituzione e in ottemperanza all’articolo 15 della legge 354 /75 ed
elogiando i provvedimenti del governo sul potenziamento degli organici di
polizia penitenziaria e l’istituzione del commissario straordinario
dell’edilizia penitenziaria.
“Chi si occupa di queste questioni è visto come un anomalo. Le carceri sono
un tema scomodo, che scompare dal dibattito pubblico, ma le questioni reali
restano. Non possiamo continuare a etichettare i detenuti, in particolare
gli stranieri, come una minaccia per la società. È una narrativa tossica
che alimenta divisioni e impedisce soluzioni concrete. Il carcere deve
essere un luogo di recupero, ma spesso si limita a essere una discarica
sociale per chi non ha voce e strumenti per difendersi. La politica deve
affrontare il problema in modo serio e strutturale” – Così Vincenzo Scotti,
già Ministro degli Interni.
“Dal 1990 il Parlamento non emana un atto di clemenza simile. È tempo di
dare un segnale di civiltà. Un’amnistia ridurrebbe immediatamente il
sovraffollamento di 23.000 detenuti, permettendo di avviare una vera
riforma del sistema penitenziario. Queste persone non devono stare in
carcere. Ci vogliono strutture dedicate per garantire loro un percorso di
cura e reinserimento sociale” – Ha affermato l’Avvocato penalista, Donato
Santoro.
“Un detenuto costa 159 euro al giorno, pari a 57.000 euro all’anno. Questi
fondi potrebbero essere investiti in programmi di riabilitazione e
infrastrutture migliori. È una regola inumana e contraria alla
Costituzione. Non si può tenere un detenuto in condizioni disumane e poi
parlare di rieducazione. Recentemente, a un detenuto è stato negato il
permesso di acquistare farina e lievito per prepararsi una pizza per
Natale. Questo non è giustizia, è sadismo. La politica deve essere
garantista e difendere i diritti di tutti, anche dei propri esponenti
accusati ingiustamente. Non possiamo accettare un sistema che umilia le
persone e le priva della loro dignità. Un detenuto non perde la sua
umanità. La gerarchia umana è uguale per tutti, indipendentemente dai reati
commessi” – È quanto ha affermato il Direttore de “L’Unità”, Piero
Sansonetti.
“Il carcere non può essere solo punizione, deve essere uno strumento di
reintegrazione sociale. La dignità e la rieducazione sono principi
fondamentali che devono guidare ogni riforma. Un atto di clemenza potrebbe
segnare una svolta e sensibilizzare la società sull’importanza del recupero
umano” – Ha concluso Padre Vittorio Trani, Cappellano del Regina Coeli.
“La realtà delle carceri italiane è drammatica, invivibile non solo per i
detenuti ma anche per la polizia penitenziaria. L’articolo 27 della
Costituzione parla chiaro: le pene non possono consistere in trattamenti
contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del
condannato” – È quanto ha dichiarato dal moderatore da Fabio Torriero,
Direttore de “Lo Speciale”.
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