
L’aumento delle tasse sulle società energetiche nel Regno Unito ha spinto la compagnia americana Apache Corporation a ritirarsi dalle sue operazioni nel Mare del Nord, sollevando critiche accese da parte di figure di spicco come l’ex presidente americano Donald Trump. La decisione è stata annunciata dalla Camera di Commercio di Aberdeen e Grampian, che ha attribuito il ritiro alla “tassa sui guadagni inaspettati” imposta dal governo laburista britannico.
Trump: “Il Regno Unito sta commettendo un errore molto grave”
L’ex presidente Trump, noto per aver promosso una politica energetica espansiva durante il suo mandato, ha commentato duramente la situazione sul suo social network Truth Social. “Il Regno Unito sta commettendo un errore molto grande. Aprite il Mare del Nord. Sbarazzatevi dei mulini a vento!”, ha scritto Trump, sottolineando la sua preoccupazione per la perdita di investimenti nel settore energetico tradizionale a favore delle energie rinnovabili.
Durante il suo primo mandato, Trump ha trasformato gli Stati Uniti in un esportatore netto di energia grazie a un programma di espansione delle trivellazioni, promettendo di continuare sulla stessa linea in caso di rielezione. Il suo messaggio mette in evidenza il contrasto con il Regno Unito, che, secondo i critici, sta soffocando la sua industria energetica con politiche fiscali troppo aggressive.
La decisione di Apache Corporation
Apache Corporation, attiva nel Mare del Nord dal 2003, ha confermato il ritiro attraverso il portavoce della società madre, John Christmann. “Dopo sei mesi di valutazione, abbiamo concluso che l’investimento necessario per conformarsi alle nuove normative, combinato con l’oneroso impatto finanziario dell’Energy Profits Levy, rende la produzione di idrocarburi oltre il 2029 antieconomica”, ha dichiarato Christmann.
Il governo laburista, salito al potere nel 2024, aveva introdotto un aumento dell’aliquota nominale dell’imposta sulle attività upstream di petrolio e gas al 78%, nell’ambito di un piano per ridistribuire i profitti straordinari delle società energetiche e finanziare la transizione verso un’economia più verde.
Critiche dall’industria energetica
Russell Borthwick, capo della Camera di Commercio di Aberdeen e Grampian, ha lanciato un avvertimento chiaro: “Da quasi due anni stiamo mettendo in guardia sul fatto che la tassa sui guadagni inaspettati avrebbe allontanato capitali, investimenti e posti di lavoro dal Mare del Nord” . Ha aggiunto che, senza modifiche urgenti, “si potrebbero arrecare danni significativi alla nostra industria energetica nazionale e alla sua forza lavoro”.
L’impegno per l’energia verde
Il governo laburista ha sottolineato l’importanza della transizione verso le energie rinnovabili, definendole una soluzione economicamente vantaggiosa e sostenibile. Tuttavia, i critici contestano queste affermazioni, sostenendo che le fonti di energia verde richiedono ancora pesanti sussidi per competere con le risorse tradizionali come petrolio e gas.
L’uscita di Apache Corporation rappresenta un segnale d’allarme per il settore petrolifero britannico, già sotto pressione per la competizione globale e le sfide climatiche. Mentre il governo punta a una trasformazione ecologica, rimane da vedere se la strategia sarà in grado di bilanciare le esigenze ambientali con la sostenibilità economica e occupazionale del settore energetico.