
(AGENPARL) – sab 21 dicembre 2024 **Diabete, a Scandicci cinque cani che ‘fiutano’ le crisi glicemiche
conoscono le future famiglie
Entra nel vivo il progetto varato un anno fa alla Scuola Cani Guida e
finanziato dalla Regione **
Scritto da Walter Fortini, sabato 21 dicembre 2024 alle 13:00
Guardie del corpo, o meglio angeli custodi di bambini con diabete: cani
capaci con il loro fiuto di accorgersi del sopraggiungere di una crisi
ipoglicemica ed avvertire per tempo i genitori dei piccoli. E’ un progetto
speciale e innovativo quello che si sta concretizzando in questi mesi in
Toscana, con le carte in regola per diventare capofila ed apripista a
livello nazionale. Un cane è già stato consegnato, altri quattro lo
saranno a febbraio. Un progetto portato avanti dalla Scuola cani guida che
ha sede a Scandicci in provincia di Firenze, dal 1979 della Regione:
l’unica scuola pubblica del genere di tutta Europa, nata nel 1929 ad opera
dell’Unione italiana ciechi ed ipovedenti, la più antica al mondo assieme
alla statunitense “Seeing eye”. Un progetto che vede coinvolti anche
l’ospedale pediatrico Meyer, l’ufficio di igiene urbana veterinaria
dell’Asl Toscana Centro e il Centro di referenza nazionale per gli
interventi assistiti con gli animali.
Cinque cani per l’appunto, intelligenti ed affettuosi come tanti altri
amici a quattro zampe, giocosi e ed un po’ ruffiani con i loro occhi
languidi, ma con un’abilità speciale. Fata, Fiaba, Fiore e Futura,
cucciole labrador bionde di dieci mesi, sorelle della stessa cucciolata,
stanno completando il loro corso di addestramento, ma oggi hanno conosciuto
le famiglie a cui saranno affidate tra un paio di mesi. Giocano e
scodinzolano. Riempiono di baci chiunque le si avvicini. E proprio in
famiglia proseguirà la loro formazione, con le istruttrici della scuola.
Un lavoro delicato e complesso, seguito dopo quattro o sei mesi da test per
conseguire il certificato di cane da allerta medica e quindi l’assegnazione
definitiva alla famiglia. Lea, anche lei un labrador ma di due anni e
mezzo, color cioccolato, è già invece stata consegnata da una settimana e
già nei primi giorni di affiatamento ha dato prova delle proprie
capacità, avvertendo nell’aria la molecola che preannuncia l’arrivo di una
crisi ipoglicemica ed avvisando il ragazzo diabetico e l’istruttrice. Una
storia nella storia: sì, perché Lea doveva essere una cane guida per non
vedenti. Per vari motivi non è stato possibile: poi, inaspettatamente, ha
dimostrato di avere un’innata grande predisposizione come cane da allerta
medica. “Un autentico miracolo di Natale che ci ha riportato gioia e
felicità” commenta la mamma di Michele, il ragazzo a cui è stata
assegnata.
Il progetto, partito concretamente un anno fa, nel dicembre 2023, è
un’attività del tutta nuova per la Scuola regionale cani guida, che si
affianca al consueto addestramento e consegna di cani per non vedenti di
tutta Italia, ma anche cani di ausilio per disabili motori e interventi
assistiti nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie della Toscana, quella
che in passata era definita “pet-therapy”, con progetti in ospedali,
Rsa e centri per disabili. La formazione del personale per l’addestramento
dei cani da allerta medica è stata possibile grazie alla collaborazione
del reparto di diabetologia dell’Azienda ospedaliero universitaria Meyer
che, attraverso l’aiuto delle famiglie con minori diabetici che fanno
riferimento allo stesso reparto, ha fornito le provette con i tamponi,
indispensabili per esercitare il fiuto dei cani. Sempre la diabetologia del
Meyer si è occupata di individuare le famiglie disponibili ad accogliere
uno dei cani da allerta in supporto ai propri figli.
Su progetto la Regione ha investito 250 mila euro
“L’intera materia dei cani da assistenza, compresi i cani guida, non ha
una regolamentazione a livello nazionale – sottolinea il presidente della
Toscana Eugenio Giani – e questo rappresenta un grave limite per la
standardizzazione dell’istruzione e dell’impiego di questi cani. Questo
progetto ha l’ambizione di fare da apripsta per arrivare ad approvare linee
guida nazionali”.
“Mettiamo con orgoglio a disposizione di altri, ancora una volta, il
nostro saper fare e le nostre eccellenze di cui siamo orgogliosi, quelle
della Scuola e del Meyer – prosegue Giani -, aprendo una nuova frontiera
con la sensibilità che su questi temi da sempre contraddistingue la
Toscana e la Regione”. “Da via dei Ciliegi (dove ha sede la scuola ndr)
parte una grande messaggio di speranza, con questi cani che diventano
fratelli e sorelle” conclude, ringrandiando tutti.
“Abbiamo voluto utilizzare le risorse assegnate puntando sulle competenze
di una struttura d’eccellenza, unica al mondo come struttura pubblica, come
la nostra Scuola Cani Guida – sottolinea l’assessora alle politiche
sociali, Serena Spinelli – e sull’alleanza che si è creata con l’azienda
ospedaliero universitaria Meyer, per quanto riguarda la parte tecnica e
scientifica, e con queste meravigliose creature a quattro zampe capaci di
diventare amici ed amiche speciali. I cani da allerta medica possono essere
preziosi alleati per le famiglie e per i bambini e le bambine, i ragazzi e
le ragazze e diventeranno anche meravigliosi compagni di vita. Un passo
alla volta la Scuola cani guida della Regione Toscana continua a crescere e
ad aprire nuove strade per il futuro”.
“Ogni anno le nuove diagnosi di diabete crescono del 3,6 per cento –
spiega Sonia Toni, responsabile della Diabetologia pediatrica del Meyer – e
la Toscana non fa eccezione. Nella nostra regione annualmente si registrano
circa cento nuove diagnosi di diabete di tipo 1 e una decina di nuove
diagnosi di diabete di tipo 2. Fa riflettere il fatto che qualche decennio
fa il tipo 2 nei bambini non esisteva”. Attualmente il centro di
diabetologia pediatrica del Meyer segue novecento bambini con diabete di
tipo 1 e le loro famiglie, ma nell’archivio, compresi quelli già diventati
adulti, sono settemila i casi. In tutta Italia i malati di diabete sono
quattro milioni e mezzo.
“Il progetto toscano, che ha l’ulteriore valore di essere tutto pubblico,
ha permesso di mettere a terra un modello di filiera esportabile”
sottolinea Laura Contralbirgo del Cerntro di referenza nazionale per gli
interventi assisti con gli animali. “Come Meyer siamo orgogliosi di
partecipare a un progetto che sicuramente permetterà di migliorare la
qualità della vita di tanti bambini e adolescenti e delle loro famiglie,
tra cui vogliamo ringraziare quanti hanno accettato di far parte di questo
percorso” dichiara Lorenzo Pescini, direttore amministrativo dell’azienda
ospedaliera universitaria.
“Nel corso degli anni – spiega l’assessore al diritto alla salute Simone
Bezzini, che non ha potuto essere presente all’evento – la Regione Toscana
ha dimostrato di saper trattare con la dovuta efficacia la cura del diabete
e ha costruito una rete assistenziale specifica, attraverso la quale sono
stati ottenuti ottimi risultati. Con l’impiego dei cani da allerta medica
vogliamo potenziare ulteriormente gli interventi tesi a migliorare la
qualità della vita dei pazienti, in particolare i più piccoli e i loro
familiari, riducendo i costi sociali della patologia”.
L’addestramento dei cani inizia a due mesi di vita, per allenare il loro
fiuto a carpire le variazioni nella concentrazione di taluni composti
organici volatili prodotti da una persona in prossimità di uno stato di
crisi da diabete e istruirli, quando accade, a dare l’allarme con un
segnale convenzionale prestabilito. In questo modo garantiranno un doppio
aiuto: un’evidente funzione ‘salvavita’ ma anche un accrescimento del
livello di autonomia ed indipendenza della persona. Durante la formazione
impareranno a condividere la vita quotidiana del paziente da accudire,
dallo stare assieme ad altre persone ad accedere ai mezzi di trasporto
pubblico in sicurezza.
Un appartamento per corsi di autonomia
L’iniziativa alla Scuola Cani Guida con le famiglie è stata anche
l’occasione per annunciare la partenza, a gennaio, dei lavori di
ristrutturazione della villa che ospita l’istituzione e che dureranno un
anno e mezzo. Un investimento da un milione e 850 mila euro che ha
l’obiettivo di ristrutturare completamente l’appartamento al secondo piano
che sarà utilizzato per lo svolgimento di corsi di autonomia personale
delle persone non vedenti, oggi non possibili per mancanza di spazi idonei.
Serve infatti un appartamento attrezzato per aiutare i non veenti a
sviluppare la propria autonomia all’interno di una casa: saranno realizzati
una cucina, una sala e un altro spazio comune, oltre a tre camere con
quattro posti letto. L’appartamento sarà utilizzato anche per i percorsi
che riguardano l’istruzione di cani da ausilio per disabili motori, d i cui
la scuola si occupa già da diversi anni. Con l’occasione si interverrà
anche sul tetto dell’edificio e sulle facciate e sarà installato un
ascensore.