(AGENPARL) - Roma, 20 Dicembre 2024 - (AGENPARL) – ven 20 dicembre 2024 di stabilità
finanziaria
e vigilanza
I tassi di recupero delle sofferenze
nel 2023
A.L. Fischetto – I. Guida – A. Rendina – G. Santini*
1. Introduzione e principali conclusioni
Questa nota:
N. 43
Dicembre 2024
Sommario
1. Introduzione e principali
conclusioni…………………………..1
• aggiorna al 2023 le stime sui tassi di recupero delle
sofferenze1, già pubblicate a partire dal 2017 in precedenti
Note di stabilità finanziaria e di vigilanza;
• illustra i risultati dell’indagine annuale sulle cessioni di
crediti classificati a sofferenza condotta a partire dal 2016
dalla Banca d’Italia.
Dall’analisi emergono i seguenti principali risultati.
Le operazioni di chiusura delle sofferenze e delle
inadempienze probabili
2. I tassi di recupero dei crediti
in sofferenza………………………..3
3. Le sofferenze chiuse:
ammontare e tempi
di smaltimento……………………..8
Riquadro
I prezzi delle cessioni dei crediti
deteriorati nel 2023………………5
• Nel 2023 sono state chiuse (eliminate dai bilanci)
posizioni a sofferenza per circa 9 miliardi. Il dato,
pari a circa 1,6 volte il valore dei nuovi ingressi, è
inferiore al 2022 in termini sia assoluti (22 miliardi), sia
di incidenza percentuale sulle sofferenze in essere alla
fine dell’anno precedente (44% contro il 64%).
• La riduzione rispetto al 2022 è stata determinata
principalmente dalle cessioni (passate da 18
a 5 miliardi) ed è riconducibile al progressivo
ridimensionamento delle consistenze, che ha ridotto le
esigenze di cessioni massive e ha consentito l’adozione
I contributi pubblicati nella serie
I“Note
contributi
pubblicati
nella serie
di stabilità
finanziaria
“Note
di stabilità
finanziaria
e vigilanza”
riflettono
le opinioni
edegli
vigilanza”
riflettono
le opinioni
autori e non impegnano
degli
autori e nondella
impegnano
la responsabilità
responsabilità
della
Banca d’Italia
Banca d’Italia
Grafica a cura
della Divisione Editoria e stampa della Banca d’Italia
ISSN 2284-4198 (online)
I dati, insieme ad alcune disaggregazioni di dettaglio commentate ma non riportate
nel testo, vengono resi disponibili in formato elettronico.
Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria.
di strategie di gestione dei crediti deteriorati basate su un contributo più
equilibrato delle altre leve gestionali, come il recupero interno.
• Prosegue il miglioramento nei tempi di smaltimento in atto dal 2015,
che beneficia sia della riduzione delle consistenze e dei bassi tassi di ingresso
in sofferenza, sia dei progressi conseguiti dagli intermediari nella gestione di
questi crediti. I dati aggiornati mostrano che la quota delle posizioni chiuse
entro tre anni dalla classificazione a sofferenza è pari all’88%, valore
massimo finora osservato.
• Rispetto agli anni precedenti, il ricorso alle cartolarizzazioni in rapporto
al totale delle cessioni è stato limitato, anche in considerazione del fatto
che dal 14 giugno del 2022 le GACS non sono più disponibili.
• Le inadempienze probabili cedute sono diminuite a 4 miliardi, in calo di
3 miliardi rispetto al 2022.
I tassi di recupero delle sofferenze chiuse
• Rispetto al 2022 il tasso di recupero medio è aumentato (da 34% a 36%)
per effetto della minore incidenza delle sofferenze cedute sul totale (da
81% a 60%); l’indicatore è tuttavia diminuito sia sulle posizioni cedute (dal
32% al 30%), sia sulle posizioni chiuse in via ordinaria (dal 47% al 45%).
• Il tasso medio di recupero delle sofferenze assistite da garanzie reali
è aumentato al 41% (dal 40%); la riduzione del tasso di recupero delle
posizioni cedute a terzi (da 38% a 35%) è stata compensata da una maggiore
incidenza delle posizioni chiuse in via ordinaria, il cui tasso di recupero è
sostanzialmente stabile (50%). La medesima dinamica si è osservata per
le posizioni non assistite da garanzie reali, il cui tasso di recupero è
complessivamente aumentato di circa un punto percentuale (al 28%), pur in
presenza di una riduzione dei tassi di recupero sia sulle posizioni chiuse in via
ordinaria, sia su quelle cedute.
I prezzi di cessione dei crediti deteriorati
• Il prezzo delle sofferenze cedute nel 2023, ricavato sulla base della rilevazione
annuale condotta a partire dal 2016 su un campione molto ampio di operazioni, è
stato pari in media al 22% dell’esposizione lorda di bilancio al momento
della cessione, sostanzialmente stabile rispetto al 2022 (21%). Il prezzo
è cresciuto per le posizioni garantite (di 2,5 punti percentuali al 34%), mentre è
rimasto stabile per quelle non garantite, il cui prezzo è stato pari al 12%.
• Il prezzo di cessione dei crediti deteriorati diversi dalle sofferenze,
caratterizzato da un’elevata variabilità nelle diverse transazioni, si è attestato in
media al 47%, superiore di circa 13 punti percentuali a quello realizzato nel 2022;
l’incremento ha interessato sia la componente assistita da garanzia reale, sia quella
non assistita da garanzia reale.
Banca d’Italia
Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 43 – Dicembre 2024
2. I tassi di recupero dei crediti in sofferenza2
Nel 2023
l’ammontare
delle sofferenze
chiuse è diminuito
sensibilmente
per effetto delle
minori cessioni
Nel 2023 l’ammontare totale delle posizioni in sofferenza chiuse è diminuito
sensibilmente rispetto all’anno precedente (da 22 a 9 miliardi), principalmente per
effetto di un minor ricorso alle cessioni (da 18 a 5 miliardi; fig. 1, tav. 1 e tav. A1
nell’appendice elettronica); si sono ridotte, seppure in misura meno significativa, anche
le esposizioni chiuse in via ordinaria (di 620 milioni a 4 miliardi). Il peso delle cessioni
sul totale delle posizioni chiuse si è attestato al 60%, in forte contrazione rispetto a
quanto osservato dal 2017 al 2022 (in media pari all’80%).
Fig. 1 – Tasso di recupero e controvalore delle posizioni in sofferenza per anno
e tipologia di chiusura della posizione
(valori percentuali e importi in milioni)
90.000
80.000
70.000
60.000
50.000
40.000
30.000
20.000
10.000
Esp non cedute (asse dx)
Esp cedute (asse dx)
Tassi rec. non cedute (asse sx)
Tassi rec. totali (asse sx)
Tassi rec. cedute (asse sx)
Fonte: Elaborazioni su dati Centrale dei rischi.
La riduzione dell’ammontare delle sofferenze chiuse tramite cessione ha riguardato
sia le posizioni verso imprese (da 16 a 4 miliardi; tav A6), sia quelle verso famiglie
(da 2 a 1 miliardo; tav A5). Diversamente, le posizioni chiuse in via ordinaria sono
risultate sostanzialmente stabili per le famiglie (0,7 miliardi) e in leggera contrazione
I dati utilizzati sono relativi ai soggetti segnalati in sofferenza dalle banche e dagli enti appartenenti a gruppi bancari
partecipanti alla Centrale dei rischi. Sono state escluse le filiazioni di banche estere, le finanziarie e/o banche specializzate
nel leasing o nell’attività di recupero, nonché le banche poste in risoluzione o in situazioni equiparabili. Gli importi
delle sofferenze riportati nella tavole di questa nota potrebbero quindi non corrispondere ai valori riportati in altre
pubblicazioni della Banca d‘Italia. Il tasso di recupero è calcolato a livello di singolo debitore, e i valori aggregati illustrati
sono calcolati come medie ponderate. Per facilitare il confronto con i tassi di recupero osservati negli anni passati, le
somme recuperate sono attualizzate utilizzando un tasso di interesse costante negli anni. Per maggiori dettagli sulla
metodologia utilizzata si rimanda all’Appendice metodologica della nota “I tassi di recupero delle sofferenze”, Banca
d’Italia, Note di stabilità finanziaria e vigilanza, N. 7, gennaio 2017.
Banca d’Italia
Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 43 – Dicembre 2024
per le imprese (a 3 miliardi). La quota delle posizioni chiuse assistite da garanzia reale
è aumentata al 62% (59% nel 2022; tav. A3).
Nel 2023 il tasso di recupero delle posizioni cedute sul mercato è diminuito di circa un
punto percentuale rispetto all’anno precedente (al 30%). La riduzione ha riguardato sia
la componente garantita (dal 38% al 35%; tav. A2), sia quella non garantita (dal 24% al
22%) ed è osservabile sia nel comparto delle famiglie (dal 42% al 36%; tav. A9), sia in
quello delle imprese (dal 30% al 29%; tav. A10).
Si è osservata una significativa contrazione del valore medio delle esposizioni cedute
rispetto agli anni precedenti (82 mila euro, a fronte di un valore medio di 140 mila euro
registrato fra il 2017 e il 2022).
Tav. 1 – Tassi di recupero per tipologia di chiusura:
recuperi in via ordinaria e attraverso cessione sul mercato
(numero di posizioni, milioni di euro e valori percentuali)
di cui: posizioni
non oggetto di cessione
TOTALE
Tasso di
recupero
Posizioni chiuse
Tasso di
recupero
Posizioni chiuse
di cui: posizioni
cedute a terzi sul mercato
Tasso di
recupero
Posizioni chiuse
Anno di
uscita
Importo
(€/mln)
Numero
Importo
(€/mln)
Numero
Importo
(€/mln)
Numero
9.039
198.588
8.803
183.345
15.243
8.742
161.209
7.443
135.983
1.299
25.226
6.580
123.615
6.225
110.509
13.106
6.109
133.976
5.893
117.707
16.269
6.667
128.168
6.454
108.591
19.577
8.718
145.538
8.442
127.922
17.616
7.472
128.653
6.207
102.510
1.266
26.143
7.683
112.331
7.229
96.714
15.617
13.613
287.685
9.463
241.056
4.150
46.629
13.258
257.965
8.157
180.898
5.101
77.067
16.712
278.584
9.155
99.925
7.557
178.659
43.360
370.741
10.349
110.205
33.011
260.536
78.017
441.621
10.794
92.919
67.223
348.702
34.123
281.630
6.849
62.203
27.275
219.427
25.022
212.617
5.408
67.176
19.614
145.441
17.484
206.963
3.919
59.139
13.565
147.824
22.417
141.049
4.158
34.476
18.259
106.573
8.851
108.937
3.531
44.178
5.320
64.759
Totale
333.867
128.480
205.388
Media
18.548
206.659
7.138
109.748
11.410
96.912
Fonte: Elaborazioni su dati Centrale dei rischi.
Banca d’Italia
Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 43 – Dicembre 2024
Nell’ambito della rilevazione annuale condotta da Banca d’Italia (cfr. il riquadro I prezzi
delle cessioni dei crediti deteriorati nel 2023), il prezzo di cessione delle sofferenze nel 2023
è stato pari al 22%, sostanzialmente stabile rispetto al 2022. La differente dinamica
rispetto a quanto osservato per i corrispondenti tassi di recupero è prevalentemente
riconducibile alla diversa metodologia di calcolo e, in particolare, alla chiusura di
operazioni rilevanti caratterizzate da un ammontare significativo di stralci e perdite
parziali contabilizzate dagli intermediari prima della cessione3.
Il tasso di recupero sulle posizioni chiuse mediante procedure ordinarie è diminuito
al 45% (dal 47% del 2022) per effetto della riduzione osservata sulle posizioni non
assistite da garanzie reali (dal 42% al 37%4; Tav. A2), a fronte di una sostanziale stabilità
sulle posizioni garantite (50%).
I PREZZI DELLE CESSIONI DEI CREDITI DETERIORATI NEL 2023
Al fine di avere indicazioni sui prezzi di cessione delle sofferenze, dal 2016 la
Banca d’Italia ha avviato una rilevazione presso un campione rappresentativo
di banche. All’ultima rilevazione hanno partecipato banche cui fa capo l’87% dei
crediti deteriorati lordi del sistema bancario italiano a fine 2022. Nel 2023 il prezzo
medio delle sofferenze cedute è stato pari al 22% dell’esposizione lorda di bilancio
al momento della cessione, sostanzialmente in linea con quello registrato nel 2022
(21%); il prezzo è cresciuto per le posizioni garantite (di 2,5 punti percentuali al 34%),
mentre è rimasto stabile per quelle non garantite (al 12%; tav. A).
Tav. A – Prezzi delle sofferenze cedute per tipologia di garanzia
(valori percentuali)
TOTALE
Esposizioni assistite
da garanzie reali
16,5 ( )
26,2 ( )
9,9 (*)
Esposizioni non assistite
da garanzie reali
(*) Al netto dell’operazione FINO, i prezzi medi delle posizioni assistite o meno da garanzia reale sono stati rispettivamente pari al 33% e
9,2%; il prezzo medio totale è stato del 20,4%.
I tassi di recupero delle posizioni cedute differiscono dai prezzi di cessione risultando più elevati in quanto tengono
conto anche dei flussi (recuperi “parziali”) incassati dalle banche nel periodo precedente la cessione della posizione; le
informazioni disponibili nella Centrale dei rischi non permettono di distinguere i recuperi conseguiti durante la vita del
credito dal prezzo di cessione realizzato. Inoltre, il prezzo di cessione è calcolato in percentuale del valore lordo di bilancio
al momento della transazione (diminuito di eventuali stralci), mentre il tasso di recupero è calcolato in percentuale
all’esposizione originale all’ingresso a sofferenza (comprensiva di eventuali successivi stralci).
Nel 2022 i tassi di recupero sulle posizioni non assistite da garanzie reali avevano beneficiato della chiusura di alcune posizioni
rilevanti assistite da garanzia pubblica. Il dato del 2023 è in linea con quanto osservato nei periodi antecedenti al 2022.
Banca d’Italia
Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 43 – Dicembre 2024
Tav. B – Prezzi di cessione per posizioni con e prive di garanzie reali
suddivisi per classi di anzianità
(valori percentuali)
Totale esposizioni
Anzianità (anni)
0-2 anni 3-5 anni
>5 anni
Esposizioni assistite
da garanzie reali
0-2 anni 3-5 anni
>5 anni
Esposizioni non assistite
da garanzie reali
0-2 anni 3-5 anni
>5 anni
61,1(*)
(*) Il prezzo elevato registrato nel cluster di anzianità 0-2 anni nel 2017 è determinato da alcune cessioni di immobili di prestigio.
L’anzianità media delle sofferenze cedute1 è risultata pari a 4,3 anni, in diminuzione
rispetto a quella osservata nel 2022 (4,8 anni).
L’ammontare di cessioni di sofferenze concluse per il tramite di cartolarizzazioni
è stato pari a 1 miliardo (il 23% dei 5 miliardi complessivi di sofferenze chiuse
con ricorso al mercato). Il venir meno delle GACS, scadute il 14 giugno del 2022,
ha fortemente ridotto il ricorso ad operazioni di cartolarizzazioni già a partire dal
secondo semestre del 2022.
Nel 2023 l’ammontare dei crediti deteriorati diversi dalle sofferenze ceduti
sul mercato è stato pari a 4 miliardi, in calo di 3 miliardi rispetto al 2022, di
cui il 75% rappresentato da cessioni di portafoglio. Il prezzo medio di cessione
di tale tipologia di crediti deteriorati è stato pari al 47%, superiore di circa 13
punti percentuali a quello realizzato nel 2022; l’incremento ha interessato sia
la componente assistita da garanzia reale (al 52% dal 43% del 2022), sia quella
non assistita da garanzia reale (al 37% dal 28% del 2022). L’anzianità media di
queste posizioni (calcolata dal passaggio a deteriorato) è stata di circa 4,6 anni,
lievemente inferiore rispetto al 2022 (4,7 anni).
Tale anzianità è calcolata sulla base dell’anzianità media di ciascun portafoglio ceduto ponderato per l’esposizione, e
non considera l’anzianità di ciascuna posizione ceduta.
Il differenziale tra il tasso di recupero registrato per le posizioni chiuse in via ordinaria
e quelle cedute è di poco inferiore a 15 punti percentuali, stabile rispetto al 2022.
Banca d’Italia
Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 43 – Dicembre 2024
I tassi di recupero
delle sofferenze
assistite da
garanzie reali
rimangono
significativamente
superiori a
quelli delle altre
posizioni
2.1 Posizioni assistite da garanzie reali vs altre posizioni. – Il tasso medio di recupero delle
sofferenze assistite da garanzie reali è aumentato al 41% (dal 40% nel 2022; tav. A3).
La riduzione del tasso di recupero delle posizioni garantite cedute a terzi (da 38% a
35%) è compensata da una maggiore incidenza delle posizioni garantite chiuse in via
ordinaria, il cui tasso di recupero è sostanzialmente stabile (50%; tav. A2). La medesima
dinamica si osserva per le posizioni non assistite da garanzie reali il cui tasso di recupero
è complessivamente aumentato di circa un punto percentuale (dal 27% al 28%), pur in
presenza di una riduzione dei tassi di recupero sia sulle posizioni chiuse in via ordinaria,
sia su quelle cedute.
2.2 Crediti a imprese e famiglie. – Nel 2023 il tasso di recupero dei crediti in sofferenza verso
imprese è cresciuto al 34% (33% nel 2022; tav. A4) per effetto della minore incidenza
delle posizioni cedute sul mercato; si sono tuttavia ridotti i tassi di recupero sia per le
posizioni cedute (dal 30% al 29%; tav. A10), sia per quelle chiuse in via ordinaria (dal
44% al 42%; tav. A8). È risultato in leggero calo il tasso di recupero delle posizioni verso
famiglie (passato dal 46% al 45%; tavv. A4, A7 e A9).
I tassi di
recupero delle
sofferenze chiuse
in via ordinaria
diminuiscono
al crescere
dell’anzianità
2.3 Tassi di recupero per anzianità delle sofferenze. – In linea con quanto già evidenziato per
i prezzi di cessione, anche per le posizioni chiuse in via ordinaria il tasso di recupero tende
a ridursi con l’aumentare dell’anzianità media di classificazione a sofferenza (tav. 2)5.
Tav. 2 – Tasso di recupero delle posizioni non oggetto di cessione per anzianità
di classificazione a sofferenza e presenza di garanzie reali
(milioni di euro e valori percentuali)
Presenza di garanzie reali
di uscita
Anzianità1
Importo
(€/mln)
Tasso di recupero
Assenza di garanzie reali
Importo
(€/mln)
Tasso di recupero
0-2 anni
3-5 anni
>5 anni
1.353
Totale
2.206
1.326
0-2 anni
3-5 anni
>5 anni
1.497
Totale
2.609
1.549
0-2 anni
3-5 anni
>5 anni
1.308
Totale
2.477
1.442
Fonte: Elaborazioni su dati Centrale dei rischi. (1) La distribuzione delle posizioni chiuse per classe di anzianità è basata sulla conversione
all’intero più vicino (in anni) del tempo di recupero per la chiusura della posizione (ad esempio la classe ‘3-5 anni’ include tutte le posizioni
chiuse con anzianità compresa tra 2,5 e 5,5 anni).
Il fenomeno considera anche l’impatto dell’attualizzazione delle somme recuperate. In proposito, si osserva che le tavole
non rappresentano delle reali curve di recupero in funzione dell’anzianità della posizione. Dalla Centrale dei rischi,
infatti, si può desumere quanto viene mediamente recuperato su posizioni chiuse dopo un certo numero di anni, ma non
la distribuzione temporale dei recuperi. Si rammenta che i tassi di recupero delle varie classi di anzianità sono comunque
confrontabili, in quanto sono attualizzati.
Banca d’Italia
Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 43 – Dicembre 2024
Il tasso di recupero medio delle posizioni chiuse in via ordinaria assistite da garanzie reali
con anzianità di classificazione a sofferenza fino a 2 anni è stato di 23 punti percentuali
superiore a quello delle posizioni con anzianità superiore a 5 anni (25 punti nel 2022).
Per le sofferenze non assistite da garanzie reali il differenziale è stato pari a 26 punti
percentuali, in aumento di 5 punti rispetto all’anno precedente. La quota di sofferenze
chiuse in via ordinaria con un’anzianità superiore a 5 anni (assistite o meno da garanzie
reali) si mantiene particolarmente elevata e pari a circa il 56% (55% nel 2022).
3. Le sofferenze chiuse: ammontare e tempi di smaltimento
Nel 2023 è
proseguita la
riduzione dei
nuovi ingressi in
sofferenza
Il minor controvalore complessivo delle posizioni chiuse registrato nel 2023 riflette
soprattutto il minor ricorso alle cessioni sul mercato da parte degli intermediari
(-71%); le sofferenze chiuse in via ordinaria sono diminuite di circa 600 milioni (-15%).
Tav. 3 – Numerosità e importo delle sofferenza chiuse e in essere
(dati annuali; numeri, importi in milioni di euro e valori percentuali)
Posizioni Chiuse
(per anno di chiusura)
Numero
Importo
Posizioni Entrate
(per anno di ingresso)
Numero
Posizioni in essere a
inizio anno
Importo
Numero
Importo
Posizioni chiuse /
posizioni in essere a
inizio anno
Numero
Importo
198.588
9.039
196.212
10.482
580.568
46.922
34,2%
19,3%
161.209
8.742
202.515
8.649
578.192
48.365
27,9%
18,1%
123.615
6.580
185.319
12.593
619.498
48.273
20,0%
13,6%
133.976
6.109
240.441
21.668
681.202
54.285
19,7%
11,3%
128.168
6.667
257.067
22.096
787.667
69.844
16,3%
145.538
8.718
228.639
24.531
916.566
85.273
15,9%
10,2%
128.653
7.472
246.428
25.029
999.667
101.086
12,9%
112.331
7.683
229.739
31.831
118.642
10,1%
287.685
13.613
283.987
34.322
142.789
23,3%
257.965
13.258
307.554
31.146
163.499
21,0%
278.584
16.712
273.338
27.019
181.387
21,8%
370.741
43.360
254.228
23.495
191.694
29,1%
22,6%
441.621
78.017
238.709
19.004
874.1401
157.7211
50,5%
49,5%
281.630
34.123
177.628
12.459
630.490
98.052
44,7%
34,8%
212.617
25.022
112.585
7.915
495.330
65.420
42,9%
38,2%
206.963
17.484
120.078
7.248
367.774
41.986
56,3%
41,6%
141.049
22.417
88.086
5.588
254.855
35.121
55,3%
63,8%
108.937
8.851
122.275
5.528
193.121
20.248
56,4%
43,7%
Totale
333.867
330.603
Media
206.659
18.548
209.157
18.367
784.375
92.445
31,0%
24,0%
Fonte: Elaborazioni su dati Centrale dei rischi.
(1) Il dato del 2018 risente del trasferimento di posizioni in sofferenza a società a partecipazione pubblica.
Banca d’Italia
Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 43 – Dicembre 2024
Il numero delle posizioni chiuse6 si è ridotto in misura meno accentuata (da 141 mila
a 109 mila; tav. 3), come conseguenza della riduzione dell’ammontare medio delle
posizioni chiuse, specie per quelle cedute sul mercato (tav. 1).
L’ammontare di nuove posizioni classificato in sofferenza si è confermato sui livelli
minimi osservati lo scorso anno (6 miliardi) e si è mantenuto inferiore a quello delle
posizioni chiuse (9 miliardi).
La quota delle posizioni a sofferenza che vengono chiuse nell’anno, calcolata come
rapporto tra l’ammontare delle posizioni chiuse e l’importo complessivo in essere
all’inizio del periodo si è attestato al 44%, in riduzione rispetto al 64% del 2022.
Prosegue il
miglioramento
dei tempi di
smaltimento
delle sofferenze
Prosegue il miglioramento in atto dal 2015 sul fronte dei tempi di smaltimento delle
sofferenze, nonostante la forte contrazione delle cessioni sul mercato. Per le posizioni aperte
nel 2017, il numero di posizioni chiuse entro sei anni dall’ingresso a sofferenza è stato pari
al 97% (tav. 4), il valore più alto registrato nel periodo di rilevazione. Con riferimento al
numero delle posizioni chiuse entro tre anni dall’ingresso a sofferenza (posizioni entrate
in sofferenza nel 2020), l’incidenza è salita di 3 punti percentuali (all’88%).
Tav. 4 – Quota delle posizioni chiuse entro 1, 2 … 6 anni dall’ingresso a sofferenza
(valori percentuali; per numero di posizioni)
Anno di
ingresso
Entro 1 anno1
Entro 2 anni
Entro 3 anni
Entro 4 anni
Entro 5 anni
Entro 6 anni
Fonte: Elaborazioni su dati Centrale dei rischi.
(1) La distribuzione delle posizioni chiuse entro 1, 2 … 6 anni è basata sulla conversione all’intero più vicino del tempo di recupero per
la chiusura della posizione (ad esempio la classe ‘entro 1 anno’ considera tutte le posizioni che sono chiuse entro 1,5 anni dall’ingresso a
sofferenza; la classe ‘entro 2 anni’ tutte le posizioni che sono chiuse entro 2,5 anni).
Il conteggio del numero di posizioni si basa sulla rilevazione del numero di censiti a livello di gruppo bancario, i quali non
vengono più segnalati in Centrale dei rischi a seguito della chiusura della posizione. Il valore non rappresenta, quindi, il
numero di linee di credito aperte o chiuse nel periodo.
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