(AGENPARL) - Roma, 26 Novembre 2024 - (AGENPARL) – mar 26 novembre 2024 **Sanità, 20 miliardi in meno ai ministeri e via numero chiuso per i
medici all’università**
/Scritto da Walter Fortini, martedì 26 novembre 2024 alle 14:21/
Nel primo giorno del Forum Risk di Arezzo, diciannovesima edizione di un
evento oramai nazionale dove si discute della sanità dell’oggi e del
domani, di politiche sanitarie e dell’innovazione tecnologica che permette
ad esempio di curare ed assistere malati cronici a casa, con 57 mila
pazienti da monitorare da remoto in Toscana entro il 2025, arriva anche il
ministro Orazio Schillaci. E quattro presidenti di Regione o Consiglio
regionale – Toscana, Marche, Lazio e Calabria – si siedono attorno ad un
tavolo, intervistati, per discutere del futuro del sistema sanitario
pubblico italiano e della necessità di un nuovo patto tra Regioni e
Governo.
C’è chi chiede riforme e una migliore programmazione dei bisogni e degli
investimenti. Da un lato si spinge sull’autonomia differenziata e
dall’altro si centralizza, perché sempre più risorse sono vincolate e
finalizzate. Il giornalista sul palco ne evidenzia la schizzofrenia.
“C’è sicuramente necessità di fare squadra tra Regioni e Governo –
esordisce il presidente della Toscana, Eugenio Giani – Ma il problema della
sanità non sono le riforme da fare o l’autonomia, che già c’è, ma le
risorse che mancano e che si possono trovare senza aggiungere nuove
tasse”.
Il presidente lo spiega. “Le tre voci principali del bilancio statale –
elenca – sono oggi 500 miliardi di spesa dei ministeri e dei loro apparati,
quasi 300 miliardi per la previdenza sociale e 138 miliardi per la sanità.
Quello che con molto pragmatismo e buon senso propongo è togliere venti
miliardi ai ministeri, un taglio del quattro per cento di cui neppure si
accorgerebbero, e investirli sulla sanità. Con queste risorse alla Toscana
potrebbero arrivare tra i quattro e i cinquecento milioni l’anno, che
potrrebbero permettere di avere liste di attesa più corte e pronto
soccorsi più funzionali, perché potremmo assumere medici e pagare gli
straordinari, e strutture socio sanitarie con servizi diffusi sul
territorio come le case di comunità, gli ospedali di comunità, i punti di
intervento rapido o le cure a domicilio”. “Serve chiaramente una
volontà politica forte, occorre – conclude Giani – ridare centralità alla
sanità e fare un prorità della difesa dei sistemi sanitari pubblici”.
In questo modo – tira le somme – si potrebbe arrivare ad investire per la
salute di tutti i cittadini non il 6,3 per cento del prodotto interno lordo
quanto è oggi, ma anche l’8 per cento come la Francia o il 10 per cento
della Germania”.
Rimane il problema dei medici che, anche quando si riescono a bandire i
concorsi, comunque non si trovano, soprattutto per lavorare nelle aree
interne più marginali o nelle isole. Al riguardo Giani propone di abolire
il numero chiuso per l’accesso alle facoltà di medicina. “Non ha più
senso, è solo una spinta corporativa” commenta.
L’ultima battuta sulla scelta di fondo: autonomia o centralizzazione. “La
sanità – si dice convinto Giani – è gestita bene dalle Regioni, che
garantiscono anche grande flessibilità. Non inseguiamo modelli del
passato”. E non si dica che le Regioni sanno solo chiedere e non sono
responsabili. La Toscana almeno lo è. “Chiediamo più risorse al
Governo, stanziamenti che tengano conto dell’inflazione – risponde Giani -.
Ma nel momento in cui chiediamo più fondi per non tagliare i servizi
erogati, abbiamo anche quest’anno investito 330 milioni di euro sulla
sanità pubblica toscana togliendoli al resto del bilancio regionale.
Investimenti che ci hanno consentito di rimanere sul podio della sanità
italiana. Lo abbiamo fatto perché convinti che la risposta ai bisogni di
salute dei cittadini sia una priorità. Se l’abbiamo fatto noi lo possono
fare anche il Governo e i Ministeri”.
Dopo la tavola rotonda il presidente Giani ha inaugurato e visitato
all’interno del Forum, assieme all’assessore al diritto alal salute Simone
Bezzini, il villaggio della salute e il percorso, allestito proprio dalla
Regione, sulla sanità digitale e la telemedicina: una carrellata sulle
principali innovazioni degli ultimi anni, dalle piattaforme su cui
prenotare visite ed esami con tutta comodità da casa al fascicolo
sanitario elettronico che raccoglie tutta la storia clinica del paziente
fino ai kit che nei prossimi mesi saranno consegnati a cittadini anziani o
afflitti da cronicità e agli infermieri di comunità per monitorare a
distanza o a domicilio il loro stato di salute. Una rivoluzione anche
questa, per una sanità sempre più vicina ai cittadini.
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