(AGENPARL) - Roma, 22 Novembre 2024 - (AGENPARL) – ven 22 novembre 2024 “Di pari passo”, Giani e Manetti: “Pianificare spazi e città
inclusivi, a misura di donna”
Scritto da Lorenza Berengo, venerdì 22 novembre 2024 alle 15:52
Ripensare e pianificare gli spazi pubblici, dalle grandi città ai piccoli
borghi, nell’ottica delle pari opportunità, per costruire territori più
inclusivi, sicuri e fruibili da tutti in linea con gli obiettivi
dell’Agenda 2030.
La Toscana delle donne esplora anche il tema dell’urbanistica di genere nel
convegno “Di pari passo: città inclusive a misura di donna”, ospitato
questa mattina nella Sala Esposizioni di Palazzo Strozzi Sacrati in piazza
Duomo.
I lavori sono stati aperti dal presidente Eugenio Giani mentre alla capo di
gabinetto Cristina Manetti, ideatrice de La Toscana delle Donne, sono state
affidate le conclusioni. Il coordinamento dell’evento è stato gestito da
Francesca Basanieri, presidente della Commissione regionale Pari
opportunità. Nella prima parte del convegno sono intervenuti Antonio
Mazzeo, presidente del Consiglio Regionale della Toscana; Alessandro
Giovannelli, presidente della Fondazione Alessia Ballini; Sara Di Maio, di
Anci Toscana e sindaca di Barberino di Mugello; Eleonora Petracci, di UPI
Toscana e consigliera della Provincia di Massa-Carrara.
“L’obiettivo – ha detto il presidente Giani in apertura- è offrire, nei
piani urbanistici, misure inclusive per favorire i servizi e il ruolo della
donna. Ad esempio prevedere asili nido in maniera da aumentare la
percentuale dei bambini che possono frequentarli. L’asilo nido è
sicuramente un servizio che rende inclusivo il rapporto della donna con la
comunità. Dobbiamo pensare a tutte quelle misure – ha proseguito- che
favoriscono la qualità della vita a cui una donna aspira all’interno della
città, che si allineano alla sua sensibilità. Vogliamo che la settimana
della Toscana delle donne sia un impegno, non solo alla lotta della
violenza di genere, ma anche alla costruzione di una comunità sempre più
inclusiva”
“E’ stato importante – ha spiegato Cristina Manetti- organizzare insieme
alla commissione Pari opportunità del Consiglio regionale, questo focus
sulle città a misura di donna. Un confronto costruttivo, quello di
stamani, che ci aiuta a cambiare prospettiva e a pensare le nostre città,
i nostri quartieri come luoghi che possano diventare più accoglienti anche
per le donne. La pianificazione e l’urbanistica inclusiva diventano quindi
cruciali nel realizzare città più sicure per le donne, partendo dalla
stessa illuminazione, dalla collocazione delle vie, delle strade da
pensare, quindi non solo per la viabilità. Gli occhiali di genere ci
aiutano a vedere questi aspetti.”
Manetti ha ringraziato le tante persone che si dedicano a questo e che ne
hanno fatto un lavoro come anche le architette presenti. “Un argomento
diverso rispetto agli altri che abbiamo affrontato questa settimana- ha
concluso Manetti-, molto importante per il nostro futuro e che contribuisce
a quello che è un po’ l’obiettivo del festival La Toscana delle Donne:
promuovere e stimolare un cambiamento culturale. Se non si fa un percorso
di affermazione dei diritti della donna in tutte le sue forme – ha concluso
Manetti- non possiamo contrastare fino in fondo la violenza di genere. Da
qui l’importanza del lavoro sui giovani, nelle scuole”. E Manetti cita
anche i progetti pilota della Regione Toscana fra cui anche La Toscana
delle Donne, e che ruotano intorno al tema della parità di genere: il
codice rosa, gli asili nido gratis, la legge quadro alla quale la Capo di
gabinetto sta lavorando insieme al presidente Giani e in cui verrà
inserito anche il tema dell’urbanistica di genere
Il programma è stato strutturato in tre sessioni, per affrontare a
tuttotondo il tema dell’urbanistica di genere. Il primo aspetto:
“realizzare” una città a misura di donna, con il punto di vista delle
istituzioni, in particolare delle amministratrici pubbliche. Quindi
l’esperienza di chi vive tutti i giorni la città, con la testimonianza di
un ex capo dei vigili urbani e con il racconto della vita di un piccolo
borgo e della sua cooperativa di comunità, e l’importanza del presidio dei
beni comuni e la partecipazione attiva delle comunità. Il terzo punto: la
pianificazione e la proiezione verso una città del futuro a misura di
donna, con i contributi di figure esperte del mondo accademico e delle
professioni.
Sono intervenute al convegno a portare la loro esperienza Caterina Biti,
assessora all’Urbanistica del Comune di Firenze; Michela Chiti,
responsabile Ufficio pianificazione della Provincia di Livorno; Sonia Luca,
assessora alle Politiche abitative e alle Pari opportunità del Comune di
Pontedera; Annalisa Maritan, docente in materia di sicurezza urbana nella
Scuola Interregionale di Polizia Locale, già Comandante della polizia
locale del Comune di Livorno; Stefania Cassani, presidente della
Cooperativa di Comunità Il Borgo a Montelaterone; Rossana Caselli, di
Labsus, il Laboratorio per la sussidiarietà; Daniela Poli, docente del
dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, Camilla Perrone,
esperta di politiche urbane, docente del dipartimento di Architettura
dell’Università di Firenze; Pamela Panico architetta e coordinatrice
commissione Pari Opportunità dell’Ordine degli Architetti di Firenze e
Isabella Bacci, architetta e consigliera Commissione Pari Opportunità
dell’Ordine degli Architetti di Firenze e Rappresentanti di “Insieme per
le professioni”.
Da segnalare la relazione di apertura dei lavori di Florencia Andreola e
Azzurra Muzzonigro, architette ricercatrici indipendenti presso Sex & the
City APS, studiose del tema e autrici di un podcast su Radio 24. L’analisi
delle due professioniste si basa su una mappatura delle città relativa
alla vita quotidiana del mondo femminile e delle minoranze di genere,
sottolineando il ruolo della pianificazione urbana nell’affrontare il tema
della paura che le donne provano nell’attraversare la città. Andreola e
Muzzonigro hanno focalizzato quindi il concetto di gender mainstreaming,
approccio strategico alle politiche con l’obiettivo di raggiungere
uguaglianza di opportunità tra donne e uomini in ogni ambito della
società.
“Quest’anno nell’evento Di Pari Passo – ha aggiunto Francesca Basanieri,
presidente della Commissione regionale Pari Opportunità – costruito
assieme a Fondazione Ballini Anci Toscana e UPI Toscana abbiamo deciso di
porre l’accento sull’urbanistica di genere. Diciamo spesso che per
costruire pari diritti per le donne è necessario pensare le politiche
pubbliche sempre in un’ottica di genere, ovvero ragionare su come
realizzare servizi e percorsi a cui donne e uomini possano accedere e
fruire nello stesso modo. Più raramente si parla di dove questi servizi
sono collocati all’interno delle città o dei paesi, se, ad esempio, sono
accessibili in termini di trasporti e orari. Ripensare le città e i borghi
toscani in ottica di genere significa costruire territori con maggiori
opportunità per tutte e tutti dove è possibile conciliare vita lavorativa
e familiare, dove i servizi sono facilmente raggiungibili e con orari ampi,
i trasporti adeguati alle esigenze delle famiglie e le strade sicure.
In Toscana ci sono già delle buone pratiche, sia di città che di piccoli
comuni, che possono essere di esempio. Il nostro obiettivo è approfondire
questi argomenti con ospiti di grande spessore e anche aiutare i comuni a
ripensare i propri spazi costruendo comunità più inclusive e capaci di
“rendere facile” la vita dei propri cittadini almeno rispetto ai servizi e
ai luoghi pubblici”.
“Il compito della politica – ha aggiunto l’assessora all’urbanistica del
Comune di Firenze Caterina Biti- è avere una visione del futuro e mettere
in campo le scelte amministrative perché quella visione si possa
concretizzare. Con l’urbanistica si può intervenire direttamente sulla
città. In questo lavoro di costruzione e trasformazione penso sia
necessario lo sguardo attento e aperto delle donne e che sia fondamentale
lavorare insieme con gli uomini per avere una città davvero accessibile e
che risponde alle esigenze di tu
“Il nostro obiettivo – ha spiegato Antonio Mazzeo- è arrivare un giorno
a fare in modo che non debba più essere necessario accendere i riflettori
su questo tema per garantire diritti ed opportunità perché tutto questo
sarà considerato la normalità e non l’eccezionalità.
Da queste considerazioni deriva prima di tutto l’importanza che la
pianificazione urbanistica sia orientata a garantire spazi urbani e tempi
della città rispettosi della differenza di genere. Una città a misura di
donna, più inclusiva e accogliente per tutti.
La Toscana da questo punto di vista ha saputo negli anni rappresentare una
posizione avanzata nel quadro nazionale e deve continuare ad esserlo. La
formazione di una cultura amministrativa che renda possibile questo
avanzamento di civiltà è il presupposto di ogni intervento.
Proprio per questo il Consiglio regionale ha istituito la fondazione per la
formazione politica e istituzionale Alessia Ballini, strumento vocato alla
formazione delle giovani amministratrici e dei giovani amministratori”.
“L’effettiva parità di genere – ha spiegato Alessandro Giovannelli,
presidente della Fondazione Alessia Ballini ci sarà quando non solo gli
stipendi, non solo i diritti, non solo le opportunità, non solo i tempi e
i carichi di lavoro saranno finalmente gli stessi, ma anche quando le
città nelle quali viviamo saranno a misura delle esigenze delle donne, dei
loro orari, delle loro richieste, delle loro libertà”.
Per Sara Di Maio, ANCI Toscana e Sindaca di Barberino di Mugello “Parità
di genere ed inclusione passano anche da come si pensa e si costruisce una
città, che deve essere a servizio delle necessità di una mobilità non
lineare, di maggiore sicurezza, di accessibilità ai servizi, non
trascurando la bellezza nel suo senso più pieno e profondo. Dobbiamo
pensare a città inclusive, non solo a misura di donna, ma a misura di
tutte e tutti”.
“Un approccio di genere all’urbanistica – ha spiegato ancora Eleonora
Petracci, UPI Toscana e Consigliera della Provincia di Massa-Carrara – è
sicuramente un passo avanti e può avere un forte impatto sulle politiche
pubbliche orientate alla promozione e all’uguaglianza di genere. Si tratta
di un contributo fondamentale verso quel cambiamento culturale che la
politica può e deve realizzare nel nostro Paese”
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