
(AGENPARL) – mar 01 ottobre 2024 ING. MAURIZIO GIMIGLIANO
Spett.le
Comune di Cassano allo Jonio
c.a. Sindaco Giovanni Papasso
Cassano allo jonio. (CS)
Catanzaro lì
25/09/2024
Oggetto: Impianto potabilizzazione Laghi di Sibari
Egregio Sindaco, a seguito del sopralluogo effettuato ieri in merito alla riqualificazione
e sistemazione dell’impianto di potabilizzazione di seguito indico quali sono i punti
critici su cui intervenire con urgenza per poter garantire ai residenti acqua che abbia
sempre le caratteristiche di potabilità.
Il Villaggio Laghi di Sibari utilizza acqua proveniente da 3 pozzi artesiani che erogano
acqua ricca di Ammoniaca, Ferro, Manganese, Acido solfidrico, e un’alta carica
batterica. Questa acqua viene raccolta in una prima vasca posta all’esterno del sito in
cui è alloggiato l’impianto esistente.
Già su questa prima vasca si notano tutta una serie di problemi importanti in quanto la
stessa è completamente aperta a parte un tetto e facilmente inquinabile sia da persone
che animali in quanto non esiste alcuna zona di rispetto come indicato dalla legge.
Oltretutto appare sporca, con presenza di crescite algali e con depositi importanti al
punto che l’impressione è che sulla stessa non sia mai stata effettuata una
manutenzione. Probabilmente il pensiero di chi gestiva l’impianto era che tanto,
dosando ipoclorito di sodio come agente ossidante, tutto sarebbe stato contenuto. Ciò
che si è trascurato è che più cloro si utilizza più sottoprodotti si formano. Questi
sottoprodotti della clorazione sono cancerogeni quindi, come indicato dalla legge
18/23, dovrebbero essere ridotti al minimo e mantenuti con una concentrazione al di
sotto di quanto indicato dalla legge. Occorre a questo punto evidenziare che in genere
l’analisi di routine che si effettua per verificare la potabilità, non prevede la ricerca di
questi sottoprodotti per cui la prevenzione attuabile è far sì che l’utilizzo del cloro sia
ridotto allo stretto necessario.
Però analizzando l’impianto di potabilizzazione all’interno si comprende che la
filosofia di un dosaggio …selvaggio… è normalità in quanto non esistono sistemi di
controllo e regolazione delle pompe dosatrici utilizzate. Ciò comporta che al variare
delle caratteristiche dell’acqua non necessariamente corrisponde una variazione del
dosaggio di ipoclorito con possibili situazioni di erogazione di acqua non potabile o
formazione di un eccesso di sottoprodotti.
Esistono filtri chiarificatori ed a carbone attivo per il completamento del processo di
potabilizzazione ma gli automatismi degli stessi appaiono non funzionanti non
garantendo quindi il lavoro a cui sono deputati.
A ciò si aggiunga che il carbone attivo che dovrebbe essere sostituto ogni 2-3 anni
appare esaurito e con gravi rischi di rilascio degli inquinanti trattenuti
improvvisamente.
All’interno esistono delle vasche in acciaio che vengono utilizzate come serbatoio in
cui avviene la reazione di ossidazione . Le stesse appaiono poco manutenzionate con
presenza di ruggine ed altra sporcizia . Sugli impianti ci sono perdite e rattoppi
che permettono di immaginare le modalità di gestione utilizzate.
Vista la situazione generale appare necessario intervenire con urgenza innanzitutto
sulle vasche di accumulo e reazione ponendo fine a quanto sopra evidenziato e
rivestendo le pareti delle stesse con vernice epossidica alimentare dopo un accurata
pulizia e sanificazione delle stesse . Poi sarà necessario sostituire tutte le masse
all’interno dei filtri agendo in particolar modo sui filtri a carbone attivo e ripristinare il
funzionamento automatico dei lavaggi e per limitare l’utilizzo di ipoclorito effettuare
un primo intervento sull’acqua installando nella vasca di primo accumulo una torre di
degasazione.
Fondamentale per quanto detto in precedenza automatizzare il dosaggio dell’ipoclorito
sia in funzione dei volumi che delle caratteristiche chimiche dell’acqua installando
centraline di controllo e regolazione dell’ipoclorito utilizzato per l’eliminazione dei
composti in eccesso.
In ultimo sarà importante intervenire sulla struttura che contiene le vasche, che sono
aperte ed a contatto con l’ambiente circostante e gli impianti, in quanto la stessa appare
molto trascurata in molti aspetti (pareti scrostate, griglie alle finestre molto sporche,
griglie di sicurezza sul pavimento mancanti ecc…).