
Massimo Martino, Presidente GITMO – Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo, Direttore UOC Centro Trapianti Midollo Osseo e Direttore ad interim UOC Ematologia, Dipartimento Oncoematologico e Radioterapico, Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria
Le terapie trapiantologiche hanno oggi numeri importanti. Qual è lo scenario attuale della trapiantologia italiana? Quali sono i numeri dei trapianti di midollo osseo e cellule staminali emopoietiche? Le CAR-T sono la principale novità in trapiantologia, ce ne vuole parlare?
In questo momento in Italia il trapianto allogenico in cui si utilizza un donatore di cellule staminali è una procedura d’elezione per il trattamento di molte malattie ematologiche, tumorali e non tumorali. Nel 2023 sono stati eseguiti circa 2.000 trapianti allogenici sul territorio nazionale. Un trend costante: l’anno prima erano stati 1.930 e nel periodo della pandemia intorno a 1.900, quindi numeri abbastanza consolidati che dimostrano l’importanza della terapia trapiantologica allogenica che, nonostante l’ingresso di molti nuovi farmaci per alcune patologie del sangue, rimane centrale nella cura di questi pazienti. La patologia per la quale si ricorre maggiormente al trapianto allogenico è la leucemia acuta mieloide seguita dalla leucemia acuta linfoblastica, ma il trapianto allogenico trova spazio anche nelle mielodisplasie, in alcune neoplasie mieloproliferative di tipo cronico, nelle aplasie midollari e nei linfomi. I numeri del trapianto autologo sono ugualmente importanti, circa 3.500 l’anno, con un trend costante. La patologia che usufruisce maggiormente di questa procedura è il Mieloma Multiplo, seguito dai linfomi non Hodgkin e dai linfomi di Hodgkin. Bisogna segnalare un lieve decremento del trapianto allogenico e autologo nei linfomi non Hodgkin dovuto all’arrivo delle terapie cellulari CAR-T che vengono sempre più utilizzate per il trattamento di questa patologia. Dunque, attualmente la comunità trapiantologica italiana è molto attiva e ramificata, si può affermare che oggi i trapianti si possono effettuare su tutto il territorio nazionale e con standard di qualità e sicurezza molto elevati. I centri trapiantologici sono tutti dotati di strumentazioni all’avanguardia e di professionalità, expertise e outcome elevatissimi, questo anche grazie all’impegno delle società scientifiche come il GITMO – Gruppo Italiano Trapianti Midollo Osseo. Oggi la terapia trapiantologica può essere offerta ai pazienti in tutte le regioni italiane, evitando così il più possibile ai malati e ai loro familiari il faticoso fenomeno della migrazione sanitaria. Riguardo le terapie cellulari CAR-T, in particolare quelle già in commercio, è possibile impiegarle come seconda e terza linea nei linfomi aggressivi, nella leucemia acuta linfoblastica refrattaria e recidivata, nel linfoma follicolare in terza e quarta linea di terapia e nel linfoma mantellare in terza linea. La novità più attesa e che dovrebbe arrivare a breve, è l’impiego delle CAR-T nel Mieloma Multiplo, per il quale l’Italia è in ritardo, per motivi burocratici, rispetto ad altri Paesi europei. Nel nostro Paese sono oltre 40 i Centri accreditati per le CAR-T dislocati in tutto il territorio, con qualche criticità che bisogna colmare in alcune regioni del centro-sud. Fino a oggi le terapie effettuate a partire dal 2019 superano le 900.
Il GITMO collabora in modo fruttuoso da tempo con AIL, trovando sempre nuove aree di interesse comune: ci racconta come è nata l’ultima iniziativa, ovvero la volontà di istituire la Giornata nazionale del trapiantato? Quali obiettivi si pone questa iniziativa?
L’AIL- Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma collabora con l’Ematologia italiana da sempre e con le sue 83 sezioni provinciali rappresenta per i Centri ematologici e trapiantologici italiani una costola fondamentale per il supporto costante, offrendo contributi economici che ci consentono di fare ricerca scientifica e di finanziare le attività e le borse di studio per giovani medici, psicologi, infermieri, fisioterapisti, biologi e data manager. L’altro ruolo fondamentale di AIL è il sostegno ai malati e alle loro famiglie, attraverso numerosi servizi socioassistenziali e le Case AIL che ospitano a titolo gratuito, anche per lunghi periodi, i pazienti che devono essere tenuti sotto stretta osservazione nel post trapianto e i loro caregiver. Una importante e recente iniziativa contribuisce a rafforzare il saldo e proficuo legame esistente tra GITMO e AIL: l’istituzione, a partire dal 2025, della Giornata nazionale del paziente trapiantato di cellule staminali. L’obiettivo è di accendere i riflettori non solo sulle malattie ematologiche ma su tutti gli aspetti che riguardano la vita e la quotidianità del paziente trapiantato e possibilmente guarito. Le problematiche e le sequele conseguenti a un trapianto sono tante: nutrizionali, sessuali, psicologiche, lavorative e di ordine sanitario e organizzativo della vita quotidiana e dei controlli medici. La Giornata verrà celebrata ogni anno con il sostegno di AIL su tutto il territorio nazionale, con iniziative di varia natura, come eventi, incontri, convegni, materiali cartacei, e vedrà il coinvolgimento degli specialisti, dei pazienti, delle istituzioni nazionali e locali, dei media e del pubblico. L’evento pilota si terrà proprio sabato 25 maggio a Reggio Calabria, organizzato dal Centro trapianti del Grande Ospedale Metropolitano Bianchi-Melacrino-Morelli. Parteciperanno i nostri pazienti, esperti dell’alimentazione, esperti della sfera psicologica e di molti altri aspetti troppo spesso sottovalutati, come il ritorno del paziente a una vita di sociale e di relazione che sovente pone importanti problematiche. Bisogna pensare che il paziente trapiantato trascorre almeno due anni della propria vita affrontando un percorso molto faticoso e complesso, una volta uscito dalla fase più delicata deve ritornare alla normalità e questo pone per lui e per i suoi cari altre sfide importanti per le quali occorre tutto l’aiuto possibile da parte degli specialisti che lo hanno in cura.