(AGENPARL) - Roma, 10 Maggio 2024 - (AGENPARL) – ven 10 maggio 2024 COMUNICATO STAMPA
Cagliari, 10 maggio 2024 – La presidente della Regione Alessandra Todde ha reso note oggi, in Consiglio regionale, le dichiarazioni programmatiche sul programma di governo.
Di seguito la traccia del suo intervento.
Signor Presidente, onorevoli Consigliere e Consiglieri, poter servire come Presidente della nostra Regione Autonoma è per me un onore immenso e un compito di cui sento profondamente la responsabilità, conscia delle sfide che ci attendono ma anche delle innumerevoli possibilità che insieme possiamo realizzare.
Aggiungo che essere la prima donna Presidente della Regione è un fatto storico, e lo è soprattutto perché anche qui da noi, da ora in avanti, questa potrà essere considerata una conquista di civiltà acquisita e non più come un evento eccezionale.
La campagna elettorale è finita . Per quanto sia stata difficile e ruvida, ho sempre avuto chiara la distinzione del piano politico da quello personale. E sul piano politico voglio sempre e solo confrontarmi. In modo leale e costruttivo.
Oggi sono la Presidente di tutto il popolo Sardo, di chi ha votato per noi e di chi ha votato per proposte alternative alla nostra, incluse quelle non rappresentate in questo consiglio. Sono la Presidente di tutti quei nostri cittadini che hanno deciso di non partecipare al voto.
Per tutti, io e la Giunta che mi onoro di presiedere, ci impegniamo a lavorare ogni giorno con passione, integrità e trasparenza, mettendo sempre al primo posto il benessere e la prosperità di chi abita la Sardegna.
Per tutti intendo governare con credibilità e con l’obiettivo di costruire una fiducia sempre più forte tra i Sardi e le nostre istituzioni regionali.
Ma veniamo al lavoro che ci aspetta e quindi alle dichiarazioni programmatiche.
In questo momento storico difficile, quando il pensiero corre spesso alle notizie su ciò che succede in parti del mondo dove anche un valore universale come la pace viene minato da più parti, è fondamentale costruire su di noi, partendo da chi e da come siamo, e riconoscere che la forza della nostra terra risiede nella sua gente, nella sua identità, nella diversità e nella varietà delle sue culture, nella sua storia, nella ricchezza delle sue tradizioni e della sua natura.
La nostra missione comune, per la quale abbiamo bisogno della collaborazione attiva delle tante persone che lavorano nella Pubblica Amministrazione e di tutte le forze che in Consiglio regionale rappresentano i territori e i cittadini che li hanno votati, è quella di valorizzare ogni angolo della nostra amata isola, promuovendo lo sviluppo sostenibile e l’innovazione, l’inclusione sociale e la tutela dell’ambiente che ci circonda.
Conto molto sulla squadra che mi accompagnerà in questo viaggio. Non si tratta solo di un gruppo di professionisti ed esperti nei loro campi, ma di donne e uomini profondamente innamorati della Sardegna, determinati a spendere il loro sapere e le loro energie per il bene comune. È insieme a loro e a voi tutti che affronteremo, con visione e coraggio, le sfide presenti e future.
Il nostro unico obiettivo sarà di perseguire l’interesse del popolo sardo. Questo significa creare opportunità per un lavoro dignitoso e giusto, garantire un’istruzione di qualità, promuovere e tenere vive la nostra cultura e le nostre tradizioni, proteggere la salute dei cittadini e l’integrità del nostro territorio mentre ci apriamo al mondo. Significherà anche ascoltare, essere presenti e rispondere costantemente e concretamente alle necessità di ogni comunità, quelle delle città e dei più piccoli comuni, affinché nessuno si senta lasciato indietro.
Invito ciascuno di voi a partecipare attivamente a questo percorso. Solo insieme, con fiducia reciproca e unità di intenti, possiamo superare ogni ostacolo e costruire un futuro di pace e prosperità per la nostra regione.
Serve una mobilitazione collettiva a partire dalle cittadine e dai cittadini, servono una responsabilità condivisa e una buona dose di ottimismo pragmatico, per fare in modo che la Sardegna possa affrontare e superare le sfide del presente e del futuro con coraggio e con una chiara visione.
Serve un’azione corale per superare le disuguaglianze, le povertà, le ingiustizie e la trascuratezza, per tutelare la salute, per promuovere un nuovo sviluppo innovativo e sostenibile e creare opportunità lavorative dignitose.
La costruzione della casa del nostro domani non può essere rimandata oltre: il momento di agire è ora. È adesso che dobbiamo dare gambe ai propositi in base ai quali le elettrici e gli elettori ci hanno accordato la loro fiducia e assegnato l’incarico che siamo chiamati a svolgere.
È un percorso ambizioso, basato su dieci assi programmatici, che delinea azioni chiave in vari ambiti essenziali per il rilancio della Sardegna. Tra questi, voglio citare la rinascita dei servizi pubblici con particolare attenzione alla sanità ed ai suoi livelli essenziali, la promozione del “buon lavoro”, lo sviluppo di un modello economico adatto e non subito dall’isola, il diritto ad una mobilità interna ed esterna che superi la nostra insularità e ad un’istruzione di qualità, l’investimento in autodeterminazione e la necessità di una rappresentanza adeguata a livello europeo e globale.
La nostra visione enfatizza anche l’importanza di governare le transizioni tecnologiche come volano di crescita, amplificazione del nostro modello di sviluppo e semplificazione burocratica, contrastando la povertà e le disuguaglianze e promuovendo una crescita che tenga conto dell’ambiente, dell’istruzione e dei servizi essenziali. Vogliamo realizzare una transizione energetica che sia utile prima di tutto alla Sardegna e ai sardi, che mira al mantenimento dell’acqua come bene pubblico e ponga al centro paesaggio e ambiente, valori primari e beni non negoziabili. Non tollereremo speculazioni.
Vogliamo investire sulla nostra identità culturale e linguistica. L’autodeterminazione, lo abbiamo detto, cammina sulle spalle di un popolo istruito. Un popolo consapevole di sé.
Nonostante i temi siano tanti, la visione è unica ed è quella di una Sardegna pacifica, sana, libera, solidale, inclusiva, europeista e sostenibile, dove la qualità della vita si basi su servizi efficienti grazie a un’amministrazione agile e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini. Puntiamo a un’isola connessa, tecnologicamente avanzata e dotata di un tessuto imprenditoriale innovativo e competitivo.
La Sardegna che vogliamo costruire è un luogo dove ciascun individuo dotato di istruzione, coraggio, creatività e spirito collaborativo, contribuisca attivamente alla vita politica, economica e sociale dell’isola e trovi compimento in una vita sana, piena e prospera, ed è per questo che stiamo lavorando e lavoreremo per fare in modo che la qualità della vita sia al centro delle politiche pubbliche, che l’efficienza dei servizi e un’amministrazione snella siano a servizio dei cittadini, che l’economia cresca in armonia con l’ambiente e che ogni persona possa trovare un lavoro che non solo sostenga, ma che accompagni e arricchisca la vita.
Vogliamo ricreare il patto generazionale tra i nostri giovani, che devono avere da noi gli strumenti per creare in Sardegna il loro presente ed il prossimo futuro e i nostri anziani che sono i custodi dei valori e della conoscenza delle nostre comunità.
E ora vediamo più nel dettaglio gli assi programmatici.
Salute
Proponiamo un modello per il Sistema Sanitario Sardo, basato sull’articolo 32 della Costituzione Italiana, che mira a rafforzare l’assistenza sanitaria pubblica, attualmente indebolita. Dobbiamo intervenire urgentemente, data la criticità della situazione in Sardegna, schiacciata da carenze di personale, distribuzione ineguale delle risorse e infrastrutture inadeguate.
La nostra priorità è quindi ristrutturare il sistema sanitario regionale sardo, ponendo la presa in carico della salute dei cittadini ed il loro percorso sanitario al centro. Vogliamo ottenere questo obiettivo riorganizzando le ASL e le Aziende Ospedaliere, con l’ottimizzazione delle risorse, l’avanzamento nell’informatizzazione e nella digitalizzazione dei servizi, inclusa la telemedicina. Fondamentale è il rafforzamento dell’integrazione ospedale-territorio, migliorando l’accesso alle cure e costruendo una sanità più vicina alle comunità attraverso la creazione di Reti di Assistenza di Prossimità, valorizzando l’approccio “One health” e incentivando la collaborazione tra i vari settori per una sanità integrata e inclusiva.
Nella prospettiva di ricostruire la sanità territoriale sono fondamentali i Distretti sociosanitari ed è necessario lo sviluppo di strutture di prossimità come le Case della Comunità, il potenziamento delle cure domiciliari e l’uso della Telemedicina. Vogliamo integrare l’assistenza sanitaria, sociosanitaria e sociale, utilizzando tecnologie digitali per un’assistenza efficiente e al passo coi tempi, per coordinare le cure e migliorare l’accesso ai servizi. Il Fascicolo Sanitario Elettronico deve essere strumento cardine del processo di presa in carico del cittadino. Dobbiamo quindi dare priorità al suo aggiornamento e alla sua disponibilità in tutta la rete sanitaria. Dobbiamo rafforzare la centrale operativa territoriale per la presa in carico dei pazienti ed intervenire per l’abbattimento delle liste d’attesa attraverso l’incremento delle risorse dedicate e una diversa organizzazione del sistema di prenotazione e della disponibilità di specialisti sul territorio. Dobbiamo predisporre un piano straordinario per la salute mentale, attraverso il ricorso a Centri qualificati ed una assistenza capillare e coordinata con i comuni .
È necessario intervenire sull’ottimizzazione della sanità ospedaliera sarda, che richiede la modernizzazione delle strutture per rispettare i Livelli Essenziali di Assistenza e portare al miglioramento dell’efficienza dei trattamenti. Si propone la riqualificazione ospedaliera, riclassificando gli ospedali per intensità di cura e rafforzando ed integrando i pronto soccorso e i servizi di emergenza. Fondamentale è l’integrazione tra ospedali di alta specializzazione e territoriali, promuovendo la multidisciplinarietà, la creazione di reti e di poli sanitari.
È importante rendere attuale il piano regionale di prevenzione definendo con maggiore dettaglio obiettivi che possano rendere efficaci i percorsi di prevenzione in tutto il territorio.
Per valorizzare il personale sanitario in Sardegna, è importante migliorare le condizioni di lavoro e incentivare il personale. Serve inoltre implementare la formazione continua, l’adeguamento dell’organico e la valorizzazione delle risorse umane. Serve un approccio moderno che incentivi la collaborazione, migliori le condizioni di lavoro e promuova la partecipazione decisionale. Si sottolinea l’importanza di integrare formazione e sviluppo professionale con incentivi economici e di carriera, oltre a garantire il benessere del personale attraverso politiche di equilibrio lavoro-vita e programmi di salute.
È importante integrare l’assistenza sociale e sanitaria in Sardegna, riconoscendo la salute come un bisogno complesso che include aspetti sociali e culturali e ponendo in atto strategie per rispondere alle esigenze delle popolazioni più vulnerabili e affrontare problematiche sociali che influenzano la salute. Per questo vogliamo puntare sull’implementazione di percorsi di riabilitazione integrati, programmi di promozione della salute, e il potenziamento dei servizi sociosanitari. Vogliamo valorizzare il ruolo del privato sociale e la necessità di supportare la rete farmaceutica territoriale per migliorare l’accesso ai servizi, con un forte accento sulla collaborazione e l’innovazione.
Vogliamo una sanità a misura di bambini e quindi investire in un ospedale pediatrico di eccellenza e cure pediatriche accessibili sul territorio.
Politiche Sociali
L’innovazione delle politiche sociali in Sardegna non è più rimandabile. E’ necessario adeguarle ai tempi che cambiano e non abbandonare a sé stesso chi ha più bisogno. Per realizzare questo obiettivo dobbiamo coinvolgere attivamente le istituzioni politiche, e amministrative in tutti i territori, promuovendo la collaborazione e l’uso innovativo di strumenti di partecipazione e comunicazione, per affrontare le sfide sociali con impegno e coesione.
Dobbiamo investire nella sicurezza sociale e nella protezione economica degli strati più fragili della nostra popolazione. Essere poveri non è una colpa, ma una condizione da cui ci si può emancipare con un supporto attivo da parte della regione.
Per ridurre il divario socioeconomico in Sardegna, amplificato da pandemie e crisi globali, occorrono politiche integrate per combattere la povertà e serve valorizzare l’educazione come leva di cambiamento intergenerazionale. Bisogna dare priorità a sostegni economici diretti all’alfabetizzazione, alla lotta all’emarginazione, alle misure di inclusione sociale per contrastare la marginalizzazione e promuovere l’accesso universale a servizi essenziali, puntando su un approccio olistico che coinvolga il terzo settore e le comunità locali per un tessuto sociale più forte e coeso.
Per promuovere la salute e il benessere sociale nella nostra isola, dobbiamo focalizzarci su prevenzione e integrazione dei servizi per anziani, giovani e vittime di violenza. Priorità va data all’autonomia degli anziani e al welfare comunitario, con azioni di prevenzione fin dalla giovane età e con attenzione all’individuazione di soluzioni che integrino, invece di isolare, chi ha bisogno. Le politiche da perseguire includono il rafforzamento del supporto domiciliare, lo sviluppo di cohousing e la formazione di assistenti familiari, insieme a servizi di prevenzione e promozione di stili di vita sani per tutte le età, attraverso un coordinamento interistituzionale e comunitario. Contribuiremo alla costruzione del benessere con l’istituzione dei servizi psicologici di base (primo livello), distribuiti sul territorio.
Vogliamo lavorare per tessere inclusione e benessere, collegando diritti di cittadinanza, famiglia, sport e prevenzione della violenza. Istituiremo un fondo per le spese essenziali di famiglie vulnerabili, promuoveremo la partecipazione attiva attraverso consulte cittadine e sosterremo il terzo settore e il volontariato. Vanno poste in primo piano l’educazione giovanile alla rappresentanza sociale e l’importanza dello sport come veicolo di valori positivi e inclusione, prevedendo la creazione di strutture coordinate per una gestione integrata delle politiche giovanili, sportive e di benessere familiare. Sosterremo queste azioni fornendo all’agenzia educativa per eccellenza, la scuola, la figura dello psicologo scolastico in modalità continuativa.
Dobbiamo garantire alloggi dignitosi e accessibili, affrontando l’insicurezza abitativa e promuovendo l’inclusione sociale. L’edilizia sociale è importante per fornire soluzioni abitative a prezzi accessibili. Servono azioni concrete per migliorare la gestione del patrimonio edilizio, per promuovere la sostenibilità ambientale e rivitalizzare i piccoli centri. È necessario un monitoraggio efficace e servono interventi per la sostenibilità e per l’aiuto alle famiglie nei piccoli centri, così come per invertire fenomeni di spopolamento e denatalità, creando un ambiente favorevole e garantendo i servizi necessari alla vita familiare e al benessere delle comunità.
Per contrastare l’aumento delle disuguaglianze, servono sostenibilità, innovazione e cooperazione per una società inclusiva. Servono azioni per combattere la povertà, promuovere l’istruzione, garantire pari opportunità, e sostenere l’integrazione e la partecipazione attiva. Serve un organismo pubblico a tutela delle pari opportunità, dell’educazione alla diversità, è necessario sostenere i Centri Anti Violenza e applicare un approccio sistemico all’integrazione sociale, mirando a una Sardegna equa e solidale.
Lavoro
Il lavoro è un valore fondante e un aspetto fondamentale per la qualità della vita. L’economia sarda è fragile, dipendente dall’intervento pubblico e troppo legata all’economia nazionale, ha un basso PIL pro capite, una struttura produttiva debole e una demografia in calo. È essenziale rafforzare l’economia locale, sfruttando opportunità come il PNRR, con politiche orientate a piena occupazione, sostenibilità, inclusione e qualità del lavoro, coinvolgendo tutti gli attori nel “Patto per il buon lavoro”.
Il mercato sardo del lavoro mostra un alto livello di precarietà e una massiccia emigrazione giovanile, aggravata dall’invecchiamento demografico. La strategia proposta punta a invertire l’emigrazione e attrarre talenti, valorizzando l’alta formazione e l’inserimento lavorativo con un focus su innovazione e smart working. Vanno coordinati gli sforzi per integrare politiche attive, formazione, e servizi per l’impiego. È cruciale adattare il mercato del lavoro alle dinamiche globali, promuovendo l’occupabilità e l’integrazione dei migranti, con un occhio attento alla qualità e alla dignità del lavoro.
Dobbiamo lavorare fianco a fianco con la nostra classe imprenditoriale per costruire e sviluppare con loro le competenze necessarie per una crescita competitiva delle nostre realtà produttive e poter creare dei percorsi sempre più robusti tra istruzione, formazione e opportunità di lavoro che consentano ai nostri giovani di potersi realizzare nella loro terra.
La formazione professionale è cruciale per l’occupazione e lo sviluppo in Sardegna ed è trasversale a tutti gli assi programmatici. Si propone una legge organica per riformare il sistema formativo, includendo l’accreditamento delle agenzie e la collaborazione tra formazione e istruzione. L’istituzione di un Osservatorio della formazione professionale mira a sincronizzare l’offerta formativa con le esigenze di mercato. Serve migliorare le competenze digitali, certificare le qualifiche e supportare piccole imprese e individui fragili nella formazione, contribuendo così alla capacità di adattamento del sistema economico e all’innovazione.
Il lavoro in Sardegna va tutelato e reso sicuro per tutti . Si prevede l’applicazione del Testo Unico sulla Salute e Sicurezza, con enfasi sulla formazione, vigilanza, e collaborazione tra enti. Bisogna combattere il lavoro sommerso, promuovere la partecipazione dei lavoratori alla gestione aziendale, e valorizzare il workers buyout. Si intende anche sensibilizzare sui diritti lavorativi, migliorando l’informazione, la formazione e il supporto ai lavoratori per una maggiore consapevolezza e protezione. Queste misure puntano a garantire un lavoro dignitoso, salubre e produttivo, contribuendo al benessere e alla competitività economica della regione.
Lavoreremo per promuovere un ambiente di lavoro sicuro e di qualità in Sardegna, sottolineando l’importanza di salute, sicurezza, e giustizia lavorativa. Sosterremo in ogni modo il lavoro dignitoso, incentivando le imprese a rispettare norme sulla sicurezza e contratti lavorativi per poter accedere ai contributi pubblici. Si punta anche all’integrazione dei lavoratori fragili. Questo approccio mira a garantire un lavoro di qualità, equo e inclusivo, contribuendo al benessere dei lavoratori e allo sviluppo sostenibile della regione.
La diversità deve essere vista come risorsa e va garantito un lavoro dignitoso, sicuro, e ben retribuito. Le azioni mirano a promuovere l’uguaglianza di opportunità, contrastare la discriminazione, e supportare la conciliazione vita-lavoro. Vogliamo combattere la precarietà tramite politiche attive che assicurino condizioni lavorative eque e accesso a diritti e tutele. La formazione professionale e il sostegno all’autoimpiego (cultura d’impresa) sono strategie chiave per creare opportunità lavorative e stimolare l’autonomia economica.
Conoscenza e Cultura
Per generare speranza serve un approccio alla cultura diverso da quello utilizzato finora.
È necessario superare la cultura della rivendicazione, in cui noi sardi chiediamo ad altri di farsi carico dei nostri problemi e delle loro soluzioni, per costruire invece, con tutta la passione e l’intelligenza possibile, delle istituzioni moderne al pieno servizio della Sardegna.
Il primo modo per cambiare il nostro approccio è raccontare la nostra storia in modo diverso. Anche a costo di mettere in discussione quegli stereotipi che nascondono la difficoltà a darsi motivi di unità e motivi per avanzare.
Da troppo tempo siamo intrappolati in un racconto che è “contro”. Un racconto in cui altri hanno il potere di decidere della nostra vita e a noi non rimane che ribellarci per rivendicare un trattamento meno opprimente.
Ma questa non è l’unica storia che il nostro passato ci ha lasciato in eredità. Non è la migliore che possiamo raccontare a noi stessi e, soprattutto, ai nostri figli e alle nostre figlie.
E’ necessario, soprattutto, ripensare alla cultura come vero e nuovo motore anche dell’economia, valorizzandone il grande patrimonio archeologico, post-industriale, delle arti visive, dello spettacolo. Su questo sarà nostro compito potenziare la formazione di nuove professioni utili a rafforzare il settore culturale ma, nel contempo, utili a fornire occasioni di lavoro ai giovani e le giovani sarde.
Bisogna innovare mantenendo i valori della nostra tradizione, ma al contempo promuovendo un’evoluzione della società verso una dimensione cosmopolita e multiculturale. La sfida è migliorare l’istruzione e la formazione, valorizzare l’identità sarda e promuovere l’Educazione alla Cittadinanza Globale, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’UNESCO. Promuoveremo iniziative per rafforzare l’istruzione STEAM, soprattutto per le bambine e le ragazze, l’orientamento professionale, la mobilità internazionale dei giovani, e la partecipazione sociale, puntando a un’offerta formativa che rispecchi i bisogni attuali e futuri. Vogliamo valorizzare il patrimonio storico e linguistico sardo, trasformando il territorio in un museo a cielo aperto, in cui i nostri beni culturali sono interconnessi e raggiungibili.
Il sistema educativo in Sardegna è in forte ritardo. Ci proponiamo di innovare l’offerta formativa e di aumentare le risorse per il diritto allo studio. È opportuna una Legge Quadro sull’Istruzione e la Formazione per adeguarle alle esigenze dei tempi, ottenibile attraverso due leve fondamentali: il confronto con le istituzioni scolastiche e la messa in campo di una stretta collaborazione con lo Stato centrale per un accordo quadro che valorizzi e preservi la scuola sarda dalle logiche razionalistiche dei numeri. Occorre riprendere l’Osservatorio sulla dispersione scolastica, monitorarne i risultati, riprogrammare azioni mirate e aumentare i finanziamenti per l’innovazione nella didattica e per i progetti di scuola aperta. Vogliamo promuovere l’inclusione sociale attraverso l’educazione, con un focus sull’integrazione di categorie discriminate e sull’accesso all’istruzione per tutti. Vogliamo incoraggiare la pratica dello sport e stili di vita sani nelle scuole attraverso misure dedicate. L’obiettivo è trasformare la Sardegna in un’isola dell’intelligenza e dell’istruzione: la scuola torni ad essere un ambiente accogliente, inclusivo e un presidio culturale territoriale centrale per i nostri giovani e le nostre giovani.
È importante promuovere e sostenere la cultura, la storia e la lingua sin dai primi cicli scolastici, rafforzando, anche a scuola, l’insegnamento della lingua sarda e promuovendo il bilinguismo nel sistema educativo, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e linguistico come fondamento per lo sviluppo personale e collettivo e preservare la grande ricchezza identitaria impressa nella nostra storia millenaria.
Vogliamo combattere l’abbandono scolastico intervenendo sulle sue cause: difficoltà economiche, ingresso precoce nel mercato del lavoro, difficoltà a raggiungere la scuola in modo agevole e continuativo o demotivazione dovuta a rendimenti scolastici mediocri. Servono interventi mirati e serve agire su più fronti: sostegno economico, collegamento tra scuola e lavoro, un sistema di trasporto su misura degli studenti e innovazione della didattica per aumentare il loro interesse. È importante l’educazione alla complessità e all’innovazione tecnologica e va invertita la tendenza politica al contenimento delle risorse a discapito della qualità dell’istruzione. Serve stimolare la cooperazione tra scuole e terzo settore per progetti condivisi di contrasto all’abbandono.
Sappiamo quanto uno spazio accogliente, multifunzionale e innovativo incida sulla qualità dell’apprendimento: vogliamo ripensare gli spazi educativi per contrastare l’abbandono scolastico, promuovendo ambienti didattici meno statici, che stimolino lo sviluppo creativo e dinamico degli studenti. L’obiettivo è creare ambienti flessibili, polifunzionali e sostenibili, sostenere l’orientamento formativo e migliorare i servizi educativi dagli asili alle università. Vogliamo inoltre implementare un modello di didattica innovativa ed inclusiva, concentrando gli sforzi sul rafforzamento dell’offerta formativa nelle aree periferiche, interne e rurali per ridurre il divario educativo attraverso un modello che si basa sulla rete delle piccole scuole.
Università e ricerca sono determinanti per lo sviluppo della Sardegna, per questo proponiamo investimenti in ricerca aperta e multidisciplinare, favorendo la realizzazione di progetti di rilievo internazionale come l’Einstein Telescope e promuovendo la sinergia tra università e centri di ricerca. L’obiettivo è valorizzare le competenze dei giovani ricercatori e stimolare l’innovazione attraverso partenariati, promuovendo la ricerca di base e applicata.
Governo del Territorio
Il Governo del Territorio in Sardegna è essenziale per l’implementazione di politiche innovative e nuovi modelli di sviluppo e deve utilizzare appieno l’autonomia regionale per gestire urbanistica, trasporti, beni culturali, paesaggio, ambiente, energia, rifiuti, istruzione e altre materie. Saranno utilizzati vari strumenti che richiedono un coordinamento efficace tra assessorati ed un ufficio dedicato, l’ufficio del Piano, per l’integrazione tra le diverse discipline. Fondamentale è la collaborazione tra Enti Locali e Regione, nel rispetto del principio di sussidiarietà, per garantire piani e politiche che rispecchino le specificità territoriali e le esigenze locali, promuovendo al contempo un approccio di progettazione integrata a livello intercomunale.
La nostra visione comporta un approccio coordinato ed integrato basato su un piano di sviluppo del territorio che consideri insieme istruzione, ambiente, paesaggio, trasporti, energia, abitare, puntando sul rafforzamento delle strutture tecniche locali. Vogliamo promuovere la collaborazione tra diversi settori e la partecipazione inclusiva dei diversi attori territoriali nel processo decisionale. Inoltre, proponiamo la redazione di una nuova legge urbanistica e il completamento e l’aggiornamento del Piano Paesaggistico Regionale, capace di integrare e connettere aree costiere ed interne, per affrontare sfide come la resilienza climatica, la sostenibilità, la conservazione del patrimonio, con un occhio alla riduzione del consumo di suolo e alla promozione di comunità energetiche rinnovabili.
Tutto questo verrà fatto anche attraverso misure specifiche di rigenerazione urbana e territoriale comprendendo la rivitalizzazione delle aree degradate, promuovendo inclusione sociale, l’accessibilità e la riqualificazione dei territori, inserendo nuove funzioni e costruendo nuove forme di relazione tra territorio e società locale. Vogliamo puntare su una visione integrata che riguardi residenze, modelli economici, servizi, spazi condivisi, verde. Vogliamo introdurre anche una nuova disciplina regionale per valorizzare gli usi civici a fini produttivi, garantendo la conservazione delle risorse e il beneficio per la collettività. La nostra visione include la valorizzazione di aree urbane e rurali, attraverso la costruzione di un’urbanità che si innervi nel territorio, promuovendo la rigenerazione come motore di sviluppo sostenibile, la riqualificazione del patrimonio edilizio e il recupero di immobili abbandonati, con un focus sulla qualità della vita e su inclusione, partecipazione e coesione territoriale.
Vogliamo difendere il diritto all’abitare attraverso piani integrati che includano non solo alloggi ma anche attività e servizi, adatti alle esigenze dei diversi territori, promuovendo modelli innovativi di residenza individuale e collettiva e garantendo l’accessibilità per le persone con disabilità. Prevediamo la modifica delle norme sui mutui regionali, incentivi per la locazione, alloggi temporanei per emergenze abitative, il rafforzamento delle misure per l’edilizia popolare e l’housing sociale. Un’azione chiave sarà una nuova legge regionale per disciplinare il diritto all’abitare e gli affitti brevi con l’istituzione di un fondo di garanzia per i problemi di morosità.
Il rapporto Regione-Stato deve essere improntato al rispetto dello Statuto autonomistico sardo e alla co-gestione di beni demaniali e servitù, inclusi beni culturali, ambientali, porti e aeroporti. È fondamentale rinegoziare la gestione di canoni e concessioni demaniali, potenziando le strutture locali per una gestione efficace. In Sardegna, dove ricade il 60% delle servitù militari italiane, è necessario rinegoziare le servitù laddove possibile, valorizzare gli usi civici, conciliare il più possibile le attività militari con usi civili e di ricerca, bonificare, rigenerare, riconvertire beni militari inutilizzati.
Il patrimonio archeologico e storico è parte della nostra identità ed è una risorsa fondamentale per il turismo. Molti siti sono abbandonati, richiedono recupero e valorizzazione, e non sempre sono supportati da adeguati fondi regionali. Investiremo nella formazione, nella mappatura digitale e nella promozione di progetti territoriali integrati, con una collaborazione tra Regione, Soprintendenze, enti locali e gestori dei siti. È fondamentale rafforzare le strutture regionali per una gestione efficace, assicurare una distribuzione equilibrata dei fondi, e promuovere l’accesso e la fruizione (anche digitale) del patrimonio e dei luoghi.
Ambiente e Paesaggio
L’Ambiente e il Paesaggio, sintesi di natura e cultura, sono essenziali per l’identità sarda, non sono beni negoziabili e richiedono una strategia integrata che attraversi tutte le politiche regionali.
Per perseguire sviluppo sostenibile e adattamento ai cambiamenti climatici, riteniamo fondamentale creare una consapevolezza ambientale proattiva.
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