
Gentile Dott.ssa Roberti,
Mi rivolgo a Lei, in ragione del prestigioso ed autorevole ruolo che Ella ricopre in seno al Tribunale
di Perugia, con la speranza di richiamare l’attenzione sulle questioni urgenti riguardanti la durata
dei fallimenti a Perugia, in particolare mi riferisco a quello riguardante della società GEU Gruppo
Editoriale Umbria 1819, proprietaria del Giornale dell’Umbria, segnatamente il fallimento n. 46 del
2016 Tribunale di Perugia dichiarato con la sentenza del 17/05/2016. È con grande preoccupazione
che noto come, nonostante siano passati oltre sette anni dalla dichiarazione del fallimento, la
procedura fallimentare non sia stata ancora chiusa dal curatore fallimentare, Eros Faina.
Come certamente saprà, ho assunto la carica di direttore del Giornale dell’Umbria nel periodo dal
01/09/2015 al 14/01/2016 e di Liquidatore della società del Gruppo Editoriale Umbria 1819 Srl nel
periodo dal 15/01/2016 al 18/05/2016, data della dichiarazione del fallimento. Nonostante la mia
partecipazione attiva alla gestione della società e nonostante il riconoscimento dei miei crediti da
parte del Tribunale di Perugia con sentenza del 10 maggio 2019, il Presidente della terza Sezione
civile – ufficio fallimentare in composizione collegiale provvedeva ad accogliere l’opposizione e per
effetto disponeva l’ammissione al passivo del credito per Tfr per euro 2.239,59 e del credito per
rimborso spese per euro 1.896,15. Ad oggi non ho ancora ricevuto la somma riferita al mio credito
legittimamente maturato, condotta omissiva che da parte della curatela fallimentare integra gli
estremi dell’abuso.
È stato recentemente ribadito dalla Suprema Corte che la durata delle procedure fallimentari
particolarmente complesse non può superare i sette anni, termine che per i creditori ammessi
decorre dal decreto di ammissione.
La Cassazione Civile ha chiarito che il danno patrimoniale derivante dall’eccessivo protrarsi del
fallimento deve ritenersi esistente oltre il suddetto termine, e che non è necessaria una specifica
allegazione in ordine al pregiudizio, ma si devono rilevare solo eventuali circostanze concrete e
particolari che facciano positivamente escludere che tale danno sia stato subito.
Mi permetto quindi di sollecitare il Suo autorevole intervento affinché si ponga fine a questa
prolungata situazione di incertezza ed autentica ingiustizia.
Invito formalmente anche il Ministero della Giustizia, rappresentato dal Ministro Carlo Nordio, a
valutare l’invio degli ispettori presso il Tribunale di Perugia Sezione Fallimentare, considerando che
il Giornale dell’Umbria ha ricevuto contributi pubblici per l’editoria dalla Presidenza del Consiglio
dei Ministri. È essenziale verificare se ci siano stati danni nei confronti dello Stato causati da
illegittima percezione di contributo pubblico.
Confido nella Sua sensibilità e nella Sua prontezza nell’assumere ed adottare le dovute misure
finalizzate a risolvere questa annosa situazione nell’auspicato minor tempo possibile.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti o per eventuali incontri in merito alla questione.
La ringrazio per l’attenzione e Le porgo distinti saluti.