(AGENPARL) - Roma, 26 Aprile 2024 - (AGENPARL) – ven 26 aprile 2024 Prot. n.______ Federico Marini
PAGAMENTI PA-IMPRESE – La Sardegna si conferma tra le regioni
più veloci a pagare i lavori pubblici alle aziende: quarto posto in Italia. I
Comuni saldano le fatture in 24 giorni, 8 meno della media nazionale. Fabio
Mereu e Daniele Serra (Presidente e Segretario Confartigianato Sardegna):
“Puntare ancora sulla compensazione secca debiti-crediti”.
Associazioni Gli Enti Locali della Sardegna sono tra i più veloci nel saldare le fatture alle
Territoriali imprese. Nel 2023, infatti, i Comuni sardi hanno pagato i lavori pubblici eseguiti con una
Sud Sardegna
media di 24 giorni, ben 6 sotto il limite imposto dalla Direttiva Comunitaria sui
Cagliari pagamenti 2011/7/UE – recepita con il decreto legislativo 9 novembre 2012 n.192, che
Via Riva Villasanta 241
PA. Questi dati pongono l’Isola al quarto posto nazionale per velocità nella classifica
Oristano
Via Campanelli, 41 aperta dal Veneto con 20 giorni, seguito Friuli e Trentino con 22. La classifica è chiusa
Nuoro 32.
Via Brig.Sassari, 37 E’ questo ciò che emerge dall’ultima analisi sui “Tempi di pagamento dei
Comuni”, realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna su dati
Sassari MEF-RGS dell’anno appena concluso.
Via Alghero, 30
pagassero entro i 30 giorni (il 64,5%), 124 entro i 60 giorni (il 33,1%), 8 arrivavano a 90
Gallura Olbia
Via Sangallo 67 (2,1%) e solo 1 toccava i 180 (0,3%). I paesi della provincia di Sassari risultavano i più
Cagliari con 35.
“La velocità media dei pagamenti che abbiamo rilevato è positiva – commenta
Fabio Mereu, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – ma ci sono ancora
imprenditori sardi che ricevono ciò che dovrebbero oltre i 30 giorni, costringendoli ad
attingere da risorse proprie o, peggio, ad indebitarsi con il sistema bancario. Per questo
è necessario sostenere quelle Amministrazioni Locali che non riescono a rispettare i
termini della Direttiva”. “Al di là dei dati positivi – continua Mereu – la nostra proposta
è chiara: è sempre più necessari la compensazione secca, diretta e universale tra i debiti
della Pubblica amministrazione verso le imprese e i debiti fiscali e contributivi delle
imprese fornitrici della stessa PA”.
“E’ necessario impegnarsi affinché tutti paghino entro i termini stabiliti per Legge
– aggiunge Daniele Serra, Segretario Regionale di Confartigianato Sardegna – le
nostre imprese artigiane non possono permettersi il lusso di attendere il saldo delle
fatture oltre il dovuto anche perché a loro volta sono tenute a rispettare il calendario dei
vari pagamenti e contributi che devono versare allo Stato. Abbiamo tanti esempi virtuosi
di Comuni che saldano tutto con largo anticipo: quindi si può fare”. “Da anni
Confartigianato si impegna per rafforzare la normativa al fine di rendere più vincolanti i
termini di pagamento e contrastare il fenomeno del “business del pagherò” – conclude
Confartigianato Imprese Sardegna
Serra – le PMI non devono più essere esposte all’incertezza normativa e all’arbitrarietà
di chi detiene posizioni dominanti. In questo periodo di alta inflazione e tassi di interesse
elevati, ritardare i pagamenti o non pagarli affatto ai fornitori è il modo più semplice per
ottenere finanziamenti senza ricorrere ai prestiti bancari. Tutto ciò grava sulle spalle
delle imprese creditrici”
La situazione nazionale.
Se la Sardegna è un “piccolo paradiso dei pagamenti pubblici”, questo non si può
dire per il resto d’Italia. Infatti, oltre ad un cronico elevato debito pubblico, nell’ambito
dell’Unione europea la Nazione presenta il terzo più alto peso sull’economia dei debiti
commerciali delle Amministrazioni pubbliche verso le imprese.
Il confronto europeo, condotto sulla sola parte di spesa corrente comprensiva delle
anticipazioni, evidenzia che nel 2022 tale debito in Italia è pari al 2,5% del PIL dietro al
2,8% del Belgio e al 2,6% della Finlandia. L’Italia supera inoltre anche l’1,7% della
media Ue a 27 e dell’Eurozona, l’1,6% Francia e lo 0,8% della Spagna.
Ad oltre dieci anni dall’entrata in vigore della direttiva europea (UE/2011/7) contro
i ritardi di pagamento in vigore dal 2013 che sancisce il pagamento entro 30 giorni
persistono alcune situazioni di eccessive dilazioni nei pagamenti delle forniture
pubbliche. Tra gli obiettivi del PNRR era previsto il rispetto dei termini definiti dalla
legislazione europea e italiana, ma l’Italia ha dovuto chiedere una proroga al marzo del
2025 rispetto al termine del 31 dicembre 2023.
Il focus sui Comuni.
In una fase caratterizzata dall’incremento della spesa per
investimenti dei Comuni, si registra per queste amministrazioni locali, al primo
semestre 2023, un tempo medio di pagamento di 32 giorni. A fronte di un dato medio che
si allinea al limite imposto dalla normativa, si osservano ampie differenze territoriali.
L’analisi dei dati del monitoraggio dello stock dei debiti commerciali
relativo alle Amministrazioni comunali evidenzia che nel 2023 i tempi medi di
pagamento più elevati si riscontrano nei Comuni del Sud con 43 giorni seguiti dai
Comuni del Centro con 32 giorni, dai Comuni del Nord-ovest con 26 giorni e dai Comuni
del Nord-est con 23 giorni. Le situazioni più critiche nel Mezzogiorno si associano ai più
elevati tassi di interesse pagati dalle imprese: a settembre 2023 il tasso di interesse annuo
effettivo alle imprese del Mezzogiorno è del 7,23%, superiore di 125 punti base superiore
al 5,98% del Nord Est.
In chiave regionale i tempi medi di pagamento più elevati si registrano per i
Comuni della Calabria con 54 giorni, i Comuni della Campania con 47 giorni, i Comuni
della Sicilia con 46 giorni, i Comuni dell’Abruzzo con 43 giorni, i Comuni del Molise
con 41 giorni e i Comuni della Basilicata con 40 giorni. Le situazioni più virtuose si
registrano per i Comuni della Toscana e i Comuni della Lombardia con 25 giorni,
Comuni della Sardegna e della Valle d’Aosta con 24 giorni, i Comuni del Trentino-Alto
Adige e Friuli Venezia Giulia con 22 giorni e i Comuni del Veneto con 20 giorni.
L’area più critica – Nonostante il tempo medio di pagamento dei Comuni sia
sostanzialmente in linea con i requisiti di legge, va evidenziato che, a undici anni
dall’entrata in vigore della Direttiva, si contano ancora 970 Comuni, pari al 12,3% dei
Confartigianato Imprese Sardegna
Comuni monitorati, che hanno ricevuto fatture nel primo semestre del 2023 per 1,9
miliardi di euro e che registrano tempi medi di pagamento superiori a 60 giorni, con una
media di 77 giorni, oltre due volte e mezzo i termini di legge. Di questi, 569 comuni sono
localizzati del Mezzogiorno, con una incidenza pari al 23,0% del totale delle
Amministrazioni comunali della ripartizione, più che tripla rispetto al 7,4% rilevata per i
Comuni del Centro-Nord.
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