
Nella vibrante atmosfera della Gran Loggia di Rimini del 2024, la Massoneria italiana si trova ad affrontare un bivio cruciale. La ratifica del Gran Maestro rappresenta il culmine di una lunga e complessa procedura all’interno del Grande Oriente d’Italia, ma quest’anno è avvolta da un’ombra di controversia che mina la sua legittimità.
La nomina di Antonio Seminario a Gran Maestro è attesa per domani, 6 aprile, tuttavia, le obbedienze estere appartenenti alla massoneria internazionale esercitano pressioni significative per bloccare il processo di ratifica. Qual è il motivo di questa resistenza? La risposta risiede nella situazione legale del candidato stesso.
Seminario è attualmente sub iudice, coinvolto in una controversia legale che coinvolge anche Leo Taroni, entrambi protagonisti di ricorsi pendenti davanti alla Corte centrale. Il verdetto della Corte è atteso per il 15 aprile, data che determinerà il futuro dei ricorsi e potenzialmente chiarirà la validità dell’elezione del Gran Maestro.
La decisione di ratificare un Gran Maestro sotto processo solleva importanti questioni di opportunità e legittimità. È prudente conferire un incarico di tale importanza a un individuo il cui status legale è ancora incerto? La risposta sembra essere un chiaro no.
In conformità con il principio giuridico che gli atti compiuti da un individuo sub iudice sono nulli ab origine, ratificare Seminario potrebbe essere un rischio eccessivo che potrebbe compromettere l’integrità del Grande Oriente d’Italia.
La Massoneria, fondata su principi di etica, giustizia e trasparenza, deve agire con responsabilità e prudenza in situazioni di questo genere. In una società che esige sempre maggiore accountability e trasparenza, è imperativo che le istituzioni massoniche rispettino gli stessi standard elevati che si aspettano dalla società.
La decisione finale sulla ratifica del Gran Maestro deve pertanto essere ritardata fino a quando la Corte centrale e, eventualmente, la Giustizia ordinaria, non avranno emesso il loro verdetto finale. Solo allora potrà essere presa una decisione informata e giustificata che rifletta i valori e gli ideali della Massoneria.
In un momento in cui l’attenzione pubblica è concentrata sul rispetto delle istituzioni e dei principi democratici, il Grande Oriente d’Italia deve dimostrare un impegno intransigente per la legalità e la giustizia. Solo così potrà mantenere intatta la sua reputazione e la sua autorità morale, sia all’interno della Massoneria italiana che nel panorama internazionale.