
Lo dice in occasione della presentazione del suo libro, a Roma, ‘Sul Colle più alto’, dedicato alla storia delle elezioni dei Presidenti della Repubblica
Il 20 marzo Valdo Spini, già ministro e presidente della Fondazione Circolo Rosselli di Firenze, presenta al Circolo Pd Monteverde di Roma (via Vipera 5) il suo libro ‘Sul Colle più alto’ (ed. Solferino), dedicato alla storia delle elezioni dei Presidenti della Repubblica, in dialogo con l’editorialista de La Stampa Fabio Martini e il deputato Pd Roberto Morassut.
“L’attuale disciplina delle elezioni del Presidente della Repubblica, affidata ai deputati e ai senatori con la partecipazione dei rappresentanti dei consigli regionali con il requisito della maggioranza prima dei due terzi, e poi di quella assoluta dei presenti, ha portato in genere ad elezioni a larga maggioranza, coerenti con l’affermazione costituzionale che il Presidente rappresenta l’unità nazionale – dichiara Spini -. Tanto più preoccupa il fatto che oggi si parli dell’elezione diretta di un premier senza, al momento, prescrivere il raggiungimento della maggioranza assoluta dei voti ed eventualmente il doppio turno. E’ un punto cruciale questo: già l’equilibrio costituzionale tra un presidente eletto indirettamente e un primo ministro eletto direttamente sarebbe fonte di gravi squilibri: se si elegge direttamente qualcuno si elegge il numero uno del sistema, non il numero due. Se a questo si dovesse aggiungere che il premier fosse eletto direttamente senza il requisito della maggioranza assoluta, ci sarebbe veramente da parlare di involuzione pericolosa del nostro sistema costituzionale”.
A proposito delle elezioni Europee per Spini c’è “la necessità di una convergenza politica e programmatica delle formazioni politiche che si riferiscono al socialismo europeo in Italia. La posta in gioco che la destra pone alle elezione europee è proprio l’eliminazione dei socialisti dalla maggioranza che governa le istituzioni europee. Lo scacchiere politico italiano sarà molto importante in questo senso. Il Pd italiano, che aderisce al Partito del socialismo europeo, deve fare appello all’area socialista italiana perché si impegni pienamente in questa battaglia politica, determinante per l’avvenire dell’Italia e dell’Europa”.