(AGENPARL) - Roma, 9 Febbraio 2024 - (AGENPARL) – ven 09 febbraio 2024 **Giorno del Ricordo, Nardini: “Ricordare le vittime e analizzare la
complessità storica” **
**“Ne’ oblio ne’ strumentalizzazioni politiche”. L’intervento durante
l’iniziativa al Teatro La Compagnia di Firenze **
/Scritto da Walter Fortini, venerdì 9 febbraio 2024 alle 18:42/
Le foibe e l’esodo sono la storia di un confine difficile e complesso, come
è stato quello orientale tra Italia, Slovenia e Croazia. E dall’analisi di
quella complessità storica occorre partire per celebrare nel modo più
corretto il “Giorno del Ricordo”: un impegno che la Regione Toscana
porta avanti da anni, per costruire, grazie alla conoscenza della storia,
ponti di pace coinvolgendo le giovani generazioni.
“Le vittime di quel dramma – risponde ai giornalisti l’assessora
all’istruzione e alla cultura della memoria Alessandra Nardini – non
meritano né l’oblio né le strumentalizzazioni politiche che anche
quest’anno purtroppo non sono mancate da parte di esponenti di destra che
hanno accusato la Regione Toscana di non coinvolgere i testimoni di quella
tragedia, cosa assolutamente non vera, e che hanno criticato il fatto che
l’iniziativa di questa mattina veda il contributo fondamentale e centrale
degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea, sia di
quello toscano che di quello grossetano. Organizziamo da anni iniziative
coinvolgendo le scuole toscane, affinché non si disperda la coscienza
della complessità e la tragicità degli eventi che si svilupparono sul
confine orientale e il futuro sia libero da odio e persecuzioni.
L’inziativa di quest’anno si inserisce in questo solco e ha visto
l’intervento di Marino Micich, direttore della Società di Studi Fiumani e
figlio di esuli, oltre a rappresenta la tappa conclusiva di un progetto
annuale centrato sul gemellaggio fra studentesse e studenti toscani e
studentesse e studenti italiani di Fiume. “Un progetto innovativo –
rimarca l’assessora – che mette al centro proprio le giovani generazioni e
un progetto di conoscenza storica: per questo affidato agli istituti della
Resistenza, che sono istituti di storia contemporanea che si occupano delle
vicende del Novecento e da venti anni anche della storia del confine
orientale italiano”.
Le memorie degli esuli sono parte essenziale del progetto, oggetto dello
studio e del confronto svolto con studentesse e studenti partecipanti,
oltre alla conoscenza dei luoghi a Fiume e in Toscana che ragazze e ragazzi
visitano.
“La Regione Toscana – ribatte ancora l’assessora – investe su progetti
seri, articolati nel tempo e innovativi, che consentono a studentesse e
studenti di analizzare la complessità delle vicende a partire dalle voci
delle protagoniste e dei protagonisti con gli strumenti della conoscenza
storica. Continuiamo a pensare che il modo migliore per ricostruire quelle
vicende sia affidarsi a chi le studia, affidare l’impianto delle
commemorazioni agli storici più che alle tentazioni di strumentalizzazione
politica.”
Al Teatro La Compagnia di Firenze erano così oggi presenti oltre trecento
studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado – molti
altre e altri collegati in streaming – oltre a studentesse, studenti e
insegnanti della scuola media superiore italiana di Fiume, arrivati ieri in
città dove si tratterranno per alcuni giorni. Tutti insieme per far sì
che un confine che ha diviso torni ad essere un luogo dove invece ci si
incontra, a venti anni dall’istituzione da parte del Parlamento italiano
del Giorno del Ricordo dedicato alla tragedia delle foibe, al ricordo delle
vittime e all’esodo degli italiani fiumani e giuliano-dalmati dalle loro
terre.
Cita il Presidente Mattarella l’assessora nel suo intervento iniziale dal
palco, per sottolineare il dovere civile di ricordare e non dimenticare. Ma
ricordare e non dimenticare significa per l’appunto non disperdere la
complessità e tragicità di quegli eventi, appoggiandosi alla storia.
“Ricordare quell’orrore – riflette – e ricordare quel dramma è
fondamentale per costruire un futuro diverso, dove finalmente si riesca a
imparare davvero la lezione della storia. Purtroppo questo non sta
accadendo, basti pensare alle tante guerre che ancora oggi insanguinano il
mondo, dalla Striscia di Gaza a quello che sta succedendo in Ucraina, solo
per citarne alcune”.
“In quel pezzo di terra sull’Adriatico – spiega dal palco ancora
l’assessora – si concentrarono tutti gli orrori del Novecento, dalla
persecuzione anti-slava dei nazifascisti, che nessuno può cancellare o
minimizzare, alla repressione dei comunisti di Tito contro gli italiani,
con una violenza indiscriminata di cui furono vittime rappresentanti delle
istituzioni, militari, civili inermi, sacerdoti, operai, intellettuali,
donne, partigiani antifascisti.”
“Conoscere – prosegue l’assessora – per tramandare la coscienza di quello
che è accaduto è necessario ed è essenziale che le scuole, le giovani
generazioni, siano protagoniste di questa consapevolezza sul passato, per
essere attrezzate a vivere il presente e il futuro immuni dalle spirali
ideologiche, dall’odio, dalle divisioni.”
Nardini ricorda come in quel periodo quasi tutta l’Italia ritrovava il
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