(AGENPARL) - Roma, 10 Ottobre 2023 - (AGENPARL) – mar 10 ottobre 2023 Gentile Collega,
si inoltra la nota dell’europarlamentare Matteo Adinolfi (Lega – Gruppo ID)
in merito alla ZES unica per il Sud.
Grazie e buon lavoro.
MATTEO ADINOLFI (LEGA GRUPPO ID): “LATINA E FROSINONE ESCLUSE DALLA ZES PER
IL SUD, SI RISCHIA L’IMPLOSIONE DELL’INTERO TESSUTO ECONOMICO E
INDUSTRIALE. IL GOVERNO INTERVENGA”.
*“Pur non rientrando geograficamente nel meridione d’Italia, le province di
Latina e Frosinone dovrebbero essere inserite di diritto nella Zes unica
per il sud, a continuazione di un percorso virtuoso che negli ultimi
settant’anni ha portato l’intero comprensorio del Basso Lazio a dare un
contributo notevole alla crescita del Mezzogiorno in termini di pil e
opportunità occupazionali, vivacizzando e fortificando il tessuto
industriale italiano e tutto l’indotto”.*
Lo dichiara in una nota l’eurodeputato della Lega – Gruppo ID Matteo
Adinolfi, che interviene sul dibattito intorno al Ddl Sud e all’istituzione
delle Zone Economiche Speciali (Zes): si tratta di zone geograficamente
identificate che offrono alle aziende che in esse hanno la propria sede, e
a tutte quelle che in futuro nasceranno, un pacchetto di incentivi fiscali,
agevolazioni amministrative e semplificazioni burocratiche.
*“Il Ddl Sud individua un’unica Zes del Mezzogiorno che comprende le
regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia
e Sardegna. Resta fuori il Lazio in quanto annoverato tra le regioni
italiane più sviluppate, e con esso quindi anche le province di Latina e
Frosinone, pur avendo valori più bassi del resto della regione (la
normativa tiene conto della media regionale degli indicatori economici e
non di quelli dei singoli territori, ndr). Il Basso Lazio, quindi, non solo
non godrà dei benefici assicurati dalla Zes ma si troverà schiacciato da
due poli distinti: a nord da territori e imprese che potranno contare sugli
investimenti per Roma capitale e per lo sviluppo dell’area metropolitana; a
sud da territori e imprese rientranti nelle Zone Economiche Speciali e
dunque beneficiari di una serie di agevolazioni fiscali e amministrative.
Si verranno a creare condizioni di concorrenza molto forti che rischiano di
far implodere il sistema produttivo e di accentuare il processo di
delocalizzazione delle imprese, le quali, spostando la propria sede di
qualche chilometro, avrebbero accesso a opportunità e vantaggi competitivi
maggiori. Tutto ciò mina la stabilità dell’intero tessuto economico e
industriale delle province di Latina e Frosinone, già fortemente
compromesso, con tutto ciò che ne consegue anche sul piano sociale, con
fenomeni di spopolamento, disoccupazione elevata, degrado territoriale e
disaggregazione.L’inclusione del Basso Lazio nella Zes per il Mezzogiorno è
necessaria quanto imprescindibile per non restare penalizzati: urge un
intervento immediato nel ridisegnare i confini della Zes da parte del
Ministro Fitto e del Governo italiano. In assenza di tale possibilità si
dovranno necessariamente prevedere altre forme di incentivazione per le due
province evitando il loro isolamento.Torno a ribadire l’apporto
fondamentale che Latina e Frosinone hanno dato allo sviluppo del
Mezzogiorno, un apporto significativo che ora non può e non deve essere
dimenticato. Tra il Sud e il Basso Lazio non c’è un legame identitario ma
un’azione condivisa di sviluppo socio-economico che nemmeno le politiche di
coesione europea possono cancellare con un colpo di spugna”. *
——
*Ufficio Stampa e Comunicazione*
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