
(AGENPARL) – mar 03 ottobre 2023 INTELLIGENZA ARTIFICIALE: IL MERCATO IN LOMBARDIA SUPERA I 120 MILIONI DI EURO NEL 2022,
CON UNA CRESCITA PREVISTA FINO A 205 MILIONI NEL 2024.
A BRESCIA SETTIMA TAPPA DEL ROADSHOW DI PICCOLA INDUSTRIA E ANITEC-ASSINFORM
Nel 2022 il mercato dell’Intelligenza Artificiale in Lombardia ha superato i 120 milioni di euro, con una prospettiva di crescita fino a 205 milioni nel 2024. Il mercato digitale della regione ha superato i 19 miliardi di euro nel 2022, con una crescita del 4% rispetto al 2021. La Lombardia mantiene saldo il suo primato sul volume del mercato digitale tra le regioni italiane.
La percentuale di imprese lombarde con almeno un livello base di digitalizzazione è cresciuta attestandosi al 74,7% nel 2022 rispetto al 68,3% del 2021, con un incremento di oltre 6 punti percentuali.
Ancora poche le imprese italiane che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale ma il mercato è in forte sviluppo: la percentuale delle piccole imprese italiane si attesta oggi al 5,3, contro il 24,3% delle grandi imprese, ma gli ultimi dati ISTAT disponibili si riferiscono al 2021.
Brescia, 3 ottobre 2023 – Settima tappa a Brescia, con Piccola Industria Confindustria Brescia, il Comitato Piccola Industria Confindustria Bergamo e il Comitato Piccola Industria Confindustria Mantova per il ciclo di incontri “Intelligenza artificiale e PMI: esperienze da un futuro presente”, organizzato da Piccola Industria Confindustria e Anitec-Assinform, in collaborazione con la rete dei Digital Innovation Hub, con la partnership di Audi e la media partnership de L’Imprenditore. Il roadshow – che fino a oggi ha visto la partecipazione di 700 imprese tra Verona, Bari, Firenze, Caserta, Torino e Cesenatico – in due anni toccherà tutte le regioni italiane, con l’obiettivo di sensibilizzare e informare le piccole imprese associate a Confindustria sulle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale. Sono le stesse imprese a raccontare le proprie esperienze e strategie di impiego dell’IA in azienda, grazie alla presentazione di casi concreti e al confronto diretto con i partecipanti.
L’intelligenza artificiale, di cui si discute da oltre 70 anni, è oggi al centro del dibattito politico-economico. Big data, elevate capacità computazionali e algoritmi più performanti ne permettono un impiego diffuso, capace di incidere nella vita quotidiana di imprese e individui in maniera ancora più profonda rispetto alle innovazioni precedenti. Tuttavia, nonostante le sue potenzialità, l’IA rimane ancora scarsamente utilizzata dalle imprese italiane, in particolare quelle di minori dimensioni: secondo dati Istat del 2021, solo il 6,2% delle imprese con almeno 10 dipendenti ha dichiarato di utilizzare sistemi di Intelligenza artificiale, contro una media dell’8% nell’Unione europea. In particolare, la percentuale di piccole imprese italiane si attesta al 5,3%, contro il 24,3% delle grandi imprese. Un gap da colmare, perché numerose ricerche certificano un crescente divario nell’incremento della produttività dovuto alla digitalizzazione tra le poche imprese di frontiera e le molte più in ritardo. (FIGURA 1). L’Italia recupera parzialmente nell’industria: nel 2021 la percentuale di imprese più avanzate nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale era superiore alla media europea (1,4% contro 1,3%). Rimane però ancora lontana dai paesi capofila: Danimarca a 5,3% e Paesi Bassi al 3%.
Per quanto riguarda la Lombardia, le imprese con almeno un livello base di digitalizzazione sono il 74,7% nel 2022 rispetto al 68,3% del 2021, con un incremento di oltre 6 punti percentuali (FIGURA 2). Secondi dati del Digital Innovation Hub della Lombardia di settembre 2021, ovvero prima dell’hype dell’IA generativa, l’88% delle PMI già riteneva l’IA un fattore strategico. Dallo studio emerge però una maggiore difficoltà delle imprese di minori dimensioni, sebbene le stesse registrino valori positivi (oltre il 3, in una scala da 1 a 5) su alcuni criteri analizzati, in particolare Personalizzazione del prodotto e Flessibilità organizzativa (FIGURA 3).
Secondo Anitec-Assinform, l’Associazione che in Confindustria raggruppa le aziende ICT, in Italia il mercato dell’Intelligenza artificiale nel 2022 ha raggiunto un volume di circa 435 milioni di euro (+32,4%) ed è previsto che raggiunga i 1.200 milioni nel 2026, con un tasso di crescita medio annuo del 28,9% (cfr. Rapporto Anitec-Assinform “Il Digitale in Italia 2022” v.2). (FIGURA 4)
L’Intelligenza artificiale, insieme ad altri abilitatori del mercato (Digital Enabler) come ad esempio Cybersecurity, Big Data e Cloud, sarà un elemento di traino straordinario per lo sviluppo del mercato digitale italiano. Nonostante le prospettive positive, in Italia il mercato dell’IA resta meno sviluppato rispetto agli altri Paesi più industrializzati: per questo è fondamentale avere una visione strategica che consenta di accelerare e potenziare gli investimenti delle imprese, rafforzare le competenze digitali dalla scuola al mondo del lavoro e acquisire maggiore consapevolezza e conoscenza delle potenzialità dell’IA.
Analizzando i dati regionali si evidenzia come nel 2022 il mercato dell’Intelligenza Artificiale in Lombardia abbia superato i 120 milioni di euro, con una prospettiva di crescita del 29% medio nel biennio 2022-2024, anno in cui arriverà a toccare i 205 milioni di euro. Se guardiamo al mercato digitale nel suo complesso nel 2022 la Lombardia supera i 19 miliardi di euro nel 2022, con una crescita del 4% rispetto al 2021 (Fonte: Rapporto Anitec-Assinform “Il Digitale in Italia 2022”). (FIGURA 5-6).
“In giornate come questa è impossibile non riflettere sulle parole della Presidente Ursula von der Leyen, pronunciate nel corso del discorso sullo Stato dell’Unione 2023” sottolinea Paolo Errico, Vice Presidente Piccola Industria Confindustria per Innovazione e Trasformazione Digitale “per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, ha richiamato la necessità di uno sviluppo antropocentrico, trasparente e responsabile, fondato su tre pilastri: misure protettive, governance e guida dell’innovazione. Il nostro percorso sui territori mira proprio ad avvicinare le imprese a questo paradigma, ricordandone le opportunità ma anche i rischi e promuovendo un approccio olistico alla digitalizzazione. Quello che vogliamo evitare è sia che l’IA venga percepita come un facile catalizzatore di produttività e sviluppo che non necessita di programmazione o preparazione; sia che venga vista come una tecnologia complessa, appannaggio delle sole grandi imprese”.