(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2023(AGENPARL) – ven 14 luglio 2023 Conventino: una grande festa
RIVA DEL GARDA – Grande partecipazione, venerdì 14 luglio, alla festa di inaugurazione del seicentesco convento dell’Inviolata, il cui lungo e delicato intervento di restauro si è da poco concluso.
L’ex convento, di proprietà comunale, era da tempo chiuso quando, nel 2010, si è deciso il restauro, nell’ottica non solo della tutela del patrimonio architettonico e artistico, ma anche della destinazione dell’immobile ad attività culturali ed eventi musicali, come concordato tramite un protocollo d’intesa da Provincia autonoma di Trento e Comune di Riva del Garda. I lavori sono stati curati dalla Soprintendenza per i beni culturali e dal Servizio opere civili della Provincia e seguiti da una équipe allargata di tecnici. L’iter progettuale, per il quale tra l’altro si è reso necessario lo scoprimento dei dipinti murali occultati da una tinteggiatura ottocentesca, è iniziato nel 2010 per concludersi nel 2015. Nel 2017 il via ai lavori.
L’evento di inaugurazione è iniziato con la musica, quella dell’organo da camera del Conservatorio Bonporti (la cui sede è attigua e che ora può contare su alcuni degli spazi dell’ex convento) suonato da Tarcisio Battisti, docente di Teoria dell’armonia e analisi, e con il canto delle giovani studentesse Mariami Tkemaladze, soprano di origine georgiana che frequenta il triennio accademico di canto rinascimentale e barocco, e di Iciar Borges Carreras, soprano di origine spagnola, già studentessa Erasmus, da poco ammessa a frequentare il biennio specialistico in canto lirico.
Poi, in una sala allestita al piano superiore, il momento istituzionale, presenti il sindaco Cristina Santi, il vicesindaco Silvia Betta, per la Provincia l’assessore alla cultura Mirko Bisesti, per la Soprintendenza per i beni e le attività culturali il dirigente Franco Marzatico e la funzionaria di zona Cinzia D’Agostino, e per il Servizio opere civili il dirigente Marco Gelmini.
«Per noi rivani è oggi un momento importante -ha detto il sindaco Cristina Santi- l’Inviolata e il suo convento sono per noi un riferimento storico e identitario, io stessa ho tanti ricordi legati a questo luogo. La cui restituzione alla collettività è non solo una grande festa, ma il momento in cui la nostra città si arricchisce di un gioiello prezioso. Il restauro è stato un intervento lungo e complesso, partito nel 2017 e che è stato ricco di ritrovamenti importanti e di nuove testimonianze sulla vita che dentro queste mura si conduceva. Voglio ringraziare tutte le persone e i soggetti che hanno reso possibile questo bellissimo risultato, a partire dalla Provincia fino a tutte le singole persone, tra cui l’arch. Cinzia D’Agostino e i nostri uffici comunali e il cantiere».
«Questo intervento è stato realizzato con una stretta sinergia tra Soprintendenza e Sevizio opere civili -ha detto Franco Marzatico, dirigente della Soprintendenza per i beni e le attività culturali- in questo luogo dalla forte carica emblematica e spirituale, se pensiamo che la sua nascita si deve anche a accadimenti miracolosi collegati a una immagine della Vergine Maria. L’epoca è quella del principato vescovile e dei Madruzzo, autori di una sorta di programma chiamiamolo pure ideologico, perché quello che troviamo nell’Inviolata ha stretti riferimenti al culto mariano, che in epoca di controriforma è anche recupero di spiritualità. Quindi, questo gioiello che viene restituito alla funzione pubblica ha anche importanti connessioni con storia dell’arte, della politica e della religiosità nazionale, ma conoscendo gli effetti del Concilio di Trento, possiamo dire anche internazionale. La visita di questo luogo è quindi una occasione straordinaria, considerando questo affastellarsi di messaggi anche di natura programmatica e religiosa, un luogo dove echeggiano figure di grande spicco come Pietro Ricchi».
«Questo è stato un cantiere molto interessante seguito con passione dai nostri tecnici -ha detto il dirigente del Sevizio provinciale opere civili Marco Gelmini- sempre in stretta collaborazione con l’arch. D’Agostino della Soprintendenza. Di fatto è stato aperto nel 2017 per protrarsi fino a poche settimane fa. Il cantiere principale ha interessato la ristrutturazione dell’edificio, un lavoro piuttosto complesso anche perché si sono presentati diversi imprevisti, tra cui la necessità di rifare per intero la copertura. Per l’area esterna abbiamo lavorato in stretta collaborazione con il Comune di Riva del Garda, con cui abbiamo concordato l’utilizzo degli spazi. Le risorse dedicate a questo restauro sono di circa tre milioni di euro».
«È stato un lavoro di équipe lungo e complesso che però si è svolto in modo fluido -ha detto Cinzia D’Agostino, funzionario di zona della Soprintendenza per i beni e le attività culturali- come non succede spesso, e siamo perfino rimasti nel budget, risparmiando anzi qualcosa. Tra gli interventi più complessi e più interessanti di questo lavoro c’è senz’altro il restauro degli affreschi del chiostro, che ospita un ciclo molto importante per Riva perché dedicato a San Girolamo, santo non molto rappresentato nelle nostre chiese. Realizzato nel 1675 da Giovanni Antonio Italiani, artista noto a Riva e qui residente, rappresenta tutta la storia della vita del santo, compresi i miracoli che gli sono attribuiti, ma anche uno straordinario spaccato di vita del Seicento a Riva».
«Oggi un lungo e delicato lavoro si conclude -ha detto l’assessore provinciale alla cultura Mirko Bisesti- anni e anni di impegno di più amministrazioni comunali e un investimento importante per la comunità, per un luogo di cultura e di bellezza che ritorna alla cittadinanza. Valorizzare l’ex convento dell’Inviolata vuol dire però, a questo punto, farlo vivere, promuoverne la conoscenza e la fruizione. L’obiettivo deve essere che possa diventare un perno dell’offerta culturale di questo territorio, Sappiamo quale sia per l’Alto Garda il valore del turismo, e conosciamo le riflessioni su cosa voglia dire fare turismo oggi e nel prossimo futuro; ecco, io credo che in questo edificio storico ci sia un esempio di una strada nuova, quella che punta con decisione alla cultura, alla storia e all’identità dei territori».
Il vicesindaco Silvia Betta ha spiegato come parte degli spazi dell’ex convento siano stati affidati al Conservatorio, la cui sede è attigua all’ex convento, che ne ha bisogno per recuperare gli spazi che a sua volta ha ceduto al liceo musicale (che attende la conclusione dell’ampliamento della propria sede), mentre in prospettiva l’impegno sarà sia valorizzare il Conservatorio, concedendo in via definitiva una parte del conventino, sia utilizzare l’immobile storico per attività culturali aperte al pubblico, anche in sinergia con l’Arcidiocesi, coerentemente con gli accordi stipulati nel 2010 e in seguito. E più in generale trovare i modi, d’intesa con Provincia e Arcidiocesi, per valorizzare al meglio sia il conventino, sia la chiesa dell’Inviolata.
Durante il rinfresco che ha concluso la festa, nel salone del primo piano si sono esibiti i chitarristi Angelo Festi e Christian Stolff, entrambi studenti dei corsi accademici del Conservatorio di Riva del Garda.
Il restauro