
(AGENPARL) – mer 05 luglio 2023 Andrea Agostinelli, allenatore, è intervenuto a Forza Napoli Sempre, condotto da Gianluca Gifuni, su Radio Marte: “Spalletti ha ragione nel dire che il calcio è facile ma bisogna dare qualcosa di più moderno in pasto alla gente. Questo è il sale della vita. Anche perché quando hai raggiunto anche il massimo non puoi fermarti ma devi andare avanti. Quindi capisco quando Spalletti ha ridimensionato la storia dell’anno sabbatico. Perché se si può migliorare, se si può dare anche solo un 1% in più ad un’altra tifoseria ma perché non farlo. E anche il calciatore non deve mai accontentarsi. Nel 2023 il calcio è facile ma anche difficile. Bisogna avere i concetti moderni e non si devono trascurare quelli di ieri. Il calcio è fatto anche di cose che non possono cambiare la storia. Bisogna sapersi adeguare. Per esempio Mazzone era il più moderno di tutti perché si adeguava ma non stravolgeva i concetti di calcio. Non bisogna mai rovinare il talento di un calciatore che faccia un metro in più o in meno che è importante nella tattica di oggi. Un allenatore che arriva in una squadra dove ci sono dei fuoriclasse non può pensare di perdere i pezzi migliori; sarebbe un perdente. E se Osimhen dovesse andar via, all’allenatore, nel caso del Napoli Garcia, dispiacerà. Anzi io avrei anche chiesto di non vendere Kim. Maxime Lopez mi piace molto ed assomiglia tanto a Lobotka con meno forza fisica nel contrasto. È più tecnico e meno incontrista. Lobotka è molto più completo
Pietro Lo Monaco, dirigente, è intervenuto a Forza Napoli Sempre, condotto da Gianluca Gifuni, su Radio Marte: “Valutare la cronologia dei calendari prima che cominci il campionato è assolutamente fuori luogo. I calendari si possono valutare a campionato in corso, a seconda del cammino di una squadra. Affrontare uno scontro diretto in casa può portare qualche piccolo vantaggio. Io la chiamo tattica applicata quella di poter usufruire di un pubblico che in qualche modo agisce sulla testa dei calciatori. Gli allenatori sono diversi l’uno dall’altro. Tantissimi anni fa un grandissimo allenatore mi diceva che i sistemi di gioco sono tutti uguali. Quello che cambia sono le mille sfaccettature all’interno di essi. Quindi paragonare Spalletti a Garcia lascia il tempo che trova; sono due allenatori diversi. Spalletti è un 4-3-3 convinto, Garcia ha, invece, usato anche qualche altro modo di stare in campo. Quello che conta, per me, è il lavoro che l’allenatore esprime durante tutta la settimana. Spalletti ha il suo modo di condurre e Garcia il proprio. Secondo me il lavoro dello scouting è diverso da quello del direttore, è una sua parte. Il ds fa tante altre cose. Micheli e Mantovani erano collaboratori di un mio uomo in Africa quando ero all’Udinese. Loro hanno sempre fatto scouting ma sbaglia chi ritiene che possano sostituire il ruolo del direttore sportivo; siamo fuori da ogni dimensione. Ho letto che il lavoro dell’ex direttore viene demonizzato per aver scelto diversi calciatori sbagliati. Io dico che i fenomeni non esistono, di conseguenza sbagliare è umano”.
Giuseppe Galderisi, allenatore, è intervenuto a Marte Sport Live, condotta da Emanuela Castelli, in onda su Radio Marte: “Il caso stipendi e plusvalenze relativo alla Juventus ha reso meno credibile il calcio italiano? È un discorso complicato, non ho tutte le informazioni per poter giudicare: sono cresciuto in quell’ambiente e posso parlarne per come era all’epoca. Certo, la Juventus riempie ogni stadio. Poi ci sono regole da rispettare, ovviamente.
Il 4-3-3 di Garcia da cosa differisce da quello di Spalletti? Come tutti gli allenatori, cercherà di studiare i propri calciatori ed il calcio nelle sue evoluzioni. Il 4-3-3 è un modulo che piace a molti perché da molta solidità. Dipende molto dagli esterni bassi: quelli del Napoli si accentrano molto, creando superiorità numerica. Spalletti spesso faceva accentrare uno dei due, soprattutto Di Lorenzo, che diventava quasi un attaccante aggiunto.Io credo che Garcia dovrà dare solidità alla squadra, continuando nel lavoro di Spalletti sugli esterni bassi e sui centrocampisti che giocavano molto a ridosso degli attaccanti. Per Garcia non sarà facile: il Napoli di Spalletti ha dato spettacolo mantenendo concretezza e raggiungendo l’obiettivo massimo. Per il nuovo allenatore ci sarà molto da lavorare, e da avere pazienza. Io credo nella capacità di Garcia di motivare i calciatori, spingendoli a non adagiarsi: la squadra deve saper reagire ai momenti di difficoltà che incontrerà con personalità e fiducia.
Futuro Osimhen? Dopo Mbappé, il nigeriano è il giocatore più richiesto al mondo, questo la dice lunga sul valore del calciatore. Il Napoli di Spalletti con Osimhen era straripante, senza di lui era ottimo: ciò significa che l’allenatore può anche lavorare sull’identità di squadra e sulla mentalità ma ci vogliono i giocatori che fanno la differenza, come Osimhen che è devastante per forza e dinamismo anche senza palla. Perdere Osimhen costringerebbe la società ad alzare molto il livello, per cui non basterebbe il pur talentuoso Raspadori. Chi al posto di Kim? Conosco bene Scalvini, ha grande affidabilità. Cambiare due giocatori importanti senza trovare la soluzione giusta, significherebbe aver bisogno di tempo per far crescere i nuovi acquisti ma in Italia non c’è tempo, bisogna farsi trovare subito pronti. Per il Napoli sarà un’annata molto interessante, anche per capire come reagirà all’addio di Kim”.
Francesco De Luca, responsabile delle pagine sportive de Il Mattino, è intervenuto nel corso di Marte Sport Live, condotta da Emanuela Castelli, in onda su Radio Marte: “Calendario stagione 2023-2024? Si comincia con la rivelazione del campionato di Serie B, il Frosinone, che proprio come il Napoli ha cambiato allenatore, prendendo Eusebio De Francesco. Il calendario mi sembra equilibrato per il Napoli, che può partire bene. A gennaio il club azzurro sarà impegnato con Lazio, Inter e Fiorentina per la supercoppa in Arabia Saudita e bisogna vedere quanto questo peserà sul campionato. L’ultima è con il Lecce, e mi auguro che si possa festeggiare la vittoria dello scudetto del Napoli e la salvezza dei pugliesi. Non si può pensare che il campionato dello scorso anno sia ripetibile: non si è mai vista una squadra vincere con un vantaggio di sedici punti. Il Napoli risentirà del periodo di adattamento per il cambio allenatore? Il Napoli ha ottime prospettive, certo perde Kim e ci sono dubbi sulla permanenza del bomber Osimhen, che mi auguro rimanga. Non credo ci saranno grossi contraccolpi ma a Garcia va concesso il tempo necessario per entrare nella testa dei calciatori: al di là del modulo, i giocatori dovranno entrare in un modo differente di intendere il calcio e trovare il giusto feeling con il nuovo allenatore. Quanto pesa la conferma di Osimhen? Moltissimo, stiamo parlando di uno dei più forti attaccanti del pianeta, una fortuna che il Napoli si è costruito, puntando su di lui spendendo una cifra ragguardevole e incontrando la sfiducia di parte della piazza. È fondamentale confermarlo, se la prospettiva è quella di confermarsi competitivi per la corsa scudetto. La finale Champions obiettivo concreto del Napoli, come dichiarato da De Laurentiis? Certo, ma lì gioca anche la componente episodi, ricordiamo tutti come andò lo scorso anno nei quarti di finale contro il Milan. Sono certo che il Napoli sarà protagonista anche nella stagione che sta per cominciare: i ragazzi dovranno conservare la stessa determinazione, qualità, cattiveria agonistica mostrate nella scorsa stagione. Sostituto Kim? Il Napoli ha messo sul tavolo più opzioni che saranno valutate da Garcia e De Laurentiis la prossima settimana: in meno di dieci giorni il patron proverà a dare all’allenatore il sostituto del sudcoreano. Avere l’organico quasi al completo prima di Dimaro sarebbe fondamentale per iniziare bene la stagione”.