(AGENPARL) - Roma, 20 Giugno 2023 - (AGENPARL) – mar 20 giugno 2023 STEFANO RADAELLI
*Identità preistoriche*
*Potere, disuguaglianza e rito nelle società neolitiche del Vicino Oriente*
*A cura di Roberto Maggi*
Pagine 272, prezzo 24,50 euro. In libreria il 10 luglio
OLTRE EDIZIONI
*A livello di cultura generale è ancora oggi molto diffusa l’idea secondo
cui l’umanità avrebbe sperimentato una progressiva evoluzione da forme
“semplici” e originariamente egalitarie** di vita collettiva a società
“complesse” inevitabilmente gerarchiche. *La Rivoluzione Neolitica, ossia
la nascita dei primi villaggi permanenti e delle prime economie agricole
circa 10.000 anni fa, avrebbe rappresentato un punto di svolta decisivo,
perché avrebbe instradato in modo irreversibile l’umanità su un percorso
all’insegna della disuguaglianza e dello sfruttamento. I dati raccolti
dagli archeologi in più di un secolo di studi sul Neolitico del Vicino
Oriente, tuttavia, mettono in discussione questa ricostruzione. Sembra
infatti che i nostri antenati neolitici siano riusciti a prevenire con
successo per diversi millenni lo sviluppo di società stratificate e di
istituzioni politiche centralizzate e oppressive, e questo nonostante le
sfide generate dalla vita sedentaria e le allettanti opportunità offerte
dalle nascenti economie di produzione. Ma dove risiede la chiave per
risolvere questo (apparente) enigma? *L’autore suggerisce che per tentare
di comprendere l’organizzazione sociale preistorica dobbiamo ripensare alla
radice il modo in cui definiamo nozioni come quelle di “persona”, “società”
e “potere”, concentrandoci in particolare sulla complicata relazione di
reciproca dipendenza che ci lega alle cose e sul rapporto altrettanto
complesso che intratteniamo con le forze e le entità che ascriviamo da
sempre alla sfera della trascendenza.*
*La tesi centrale di questo saggio è che la peculiarità delle forme di
organizzazione delle società neolitiche sia dipesa da un’originale sinergia
tra tendenze dividualistiche e tendenze egalitarie che trovò espressione in
un’ampia varietà di fenomeni culturali e sociali: una peculiare concezione
del corpo, rivelata in particolare dalle pratiche funerarie, dai temi
figurativi e dall’arte plastica; un rapporto dinamico e spesso ambiguo con
il nascente ambiente edificato e, più in generale, con la materialità
(oggetti, elementi naturali, sostanze ecc.); una visione cosmologica che,
attraverso la mediazione del rito, ispirava formule di vita collettiva
flessibili e acefale. A creare un contesto favorevole a un modello di
questo tipo sarebbe stata una molteplicità di fattori sia esterni che
interni (stagionalità, diversificazione delle strategie di sussistenza,
tendenze demografiche ecc.), mentre a garantire la sua incredibile
sopravvivenza nel tempo (si parla di diversi millenni) sarebbero state
formule culturali e politiche delle quali non sappiamo nulla per certo, ma
sulle quali è possibile avanzare delle congetture a partire dalle
testimonianze archeologiche. La risposta alla domanda su cosa abbia fatto
sì che quelle società mantenessero un’organizzazione scarsamente
stratificata nonostante le allettanti opportunità offerte dalla nascente
economia agricola, insomma, è che i nostri antenati neolitici pensavano se
stessi in modo differente da come ci pensiamo noi oggi, tanto come persone
quanto come collettività. Si tratta chiaramente di una tesi speculativa,
non di un’ipotesi scientifica. Così come non è possibile provarla in modo
conclusivo sarebbe anche difficile falsificarla. Penso tuttavia che le
testimonianze archeologiche, per quanto frammentarie e spesso
contraddittorie, nell’insieme la supportino in modo convincente
(dall’introduzione)*
*Stefano Radaelli*, nato in Veneto nel 1983, laureato in Filosofia e
specializzato in Semiotica, ha operato per diversi anni nell'organizzazione
di eventi musicali e lavora attualmente come collaboratore scolastico.
“Identità preistoriche” è il frutto di tre anni di ricerca indipendente,
condotta con l’obiettivo di rendere note a un pubblico più ampio alcune
delle teorie più interessanti sviluppate negli ultimi decenni da
antropologi e archeologi su temi come le origini della disuguaglianza e il
rapporto tra rito, identità e organizzazione collettiva.
allegata la cover
*1A Comunicazione*
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