(AGENPARL) - Roma, 22 Aprile 2023 - (AGENPARL) – sab 22 aprile 2023 22 APRILE 2023
SANITA’, MEDICI A GETTONE. EMENDAMENTO DI REGIONE LIGURIA PROPOSTO ALLA CONFERENZA DELLE REGIONI. PRESIDENTE REGIONE LIGURIA: PROROGA PER LE ZONE DISAGIATE FINO AL REPERIMENTO DEL PERSONALE INTERNO
GENOVA. Consentire alle zone disagiate di poter prorogare i contratti con i medici a gettone fino alla copertura stabile dei posti vacanti. E’ questo il senso dell’emendamento che Regione Liguria ha presentato alla Conferenza delle Regioni affinché vada ad integrare l’articolo 10 del DL 34 del 2023 sulle ‘Disposizioni in materia di appalto, di reinternalizzazione dei servizi sanitari e di equità retributiva a parità di prestazioni lavorative, nonché di avvio di procedure selettive comprensive della valorizzazione dell’attività lavorativa già svolta’.
L’articolo 10 del Decreto Legge 34 del 2023 di fatto mira a far rientrare all’interno delle aziende sanitarie o ospedaliere i servizi attualmente gestiti dal personale delle cooperative. Con decreto del Ministro della salute, sentita l’ANAC, verranno elaborate le linee guida recanti le specifiche tecniche, i prezzi di riferimento e gli standard di qualità dei servizi medici ed infermieristici oggetto degli affidamenti. La stazione appaltante motiva espressamente sulla osservanza delle condizioni e sulla durata dell’affidamento. In questo senso si inserisce quindi l’emendamento.
“L’emendamento mira a garantire una forza lavoro nel territorio dell’estremo ponente in difficoltà nel reperimento del personale sanitario anche per la vicinanza con la Francia, paese che esercita una grande forza attrattiva in termini economici verso lo stesso personale-sottolineano il presidente della Regione Liguria e l’assessore alla Sanità -.
Con questo provvedimento si punta dunque ad offrire a queste aree disagiate strumenti, seppur temporanei, che consentano di contenere l’emorragia di personale e tutelare i servizi nell’Asl stessa con una maggiore elasticità in termini di incentivi e nella proroga di contatti in essere ancorché esternalizzati”.
Con l’integrazione di Regione Liguria si identifica dunque la ‘zona disagiata’ con la quale si intendono le sedi particolarmente svantaggiate, per ragioni orografiche e demografiche, nelle quali, alle normali condizioni contrattuali, risulta difficile trovare professionisti disposti a ricoprire incarichi. Tale identificazione può essere attuata mediante la valutazione di indicatori specifici quali: condizioni geomorfologiche del territorio (ampiezza della superficie, orografia, insularità); viabilità critica; inadeguatezza della rete di trasporto pubblico rispetto ai centri hub; distanza chilometrica eccessiva tra comuni dell’ambito e le sedi di cure primarie e i presidi ospedalieri; dispersione degli insediamenti abitativi(oltre il 20% degli abitanti residenti in frazioni o case sparse); densità della popolazione; persistenza di carenze di personale rispetto al fabbisogno determinato come sopra, a seguito di pubblicazione di almeno due bandi di concorso andati deserti o con esito non sufficiente alla copertura del fabbisogno, elevato costo della vita in base ai rapporti ISTAT, e dell’Unione Nazionale Consumatori. Tra i criteri delle aziende disagiate rientra anche la vicinanza a zone di confine extranazionale che manifestano maggiore attrattività per i lavoratori.
Limitatamente alle Aziende Sanitarie disagiate, è prevista quindi la possibilità di destinare alla contrattazione integrativa ulteriori risorse aggiuntive al fine di incentivare la permanenza del personale e di prevedere specifiche proroghe ai contratti in essere fino alla copertura stabile dei posti vacanti. L’emendamento proposto è ora al vaglio del Parlamento prima della sua definitiva approvazione. [-]
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