
(AGENPARL) – mer 08 febbraio 2023 III COMMISSIONE/ GIOVEDÌ 9 FEBBRAIO ALLE 10 LA SEDUTA
II COMMISSIONE/ APPROVATO ALL’UNANIMITÀ L’ORDINE DEL GIORNO DELLA CONSIGLIERA RICCI (LEGA): “IMPLEMENTO QUOTA ASSOCIATIVA ANNO 2023 ALLA FONDAZIONE UMBRIA CONTRO L’USURA ONLUS”
“ODG PER L’AUMENTO DELLA QUOTA A FAVORE DELLA FONDAZIONE UMBRIA CONTRO L’USURA: SODDISFAZIONE DELLA CONSIGLIERA ROBERTA RICCI PER L’APPROVAZIONE ALL’UNANIMITÀ IN II COMMISSIONE”/ COMUNICATO DELLA CONSIGLIERA RICCI (LEGA)
Testo Allegato:
III COMMISSIONE/ GIOVEDÌ 9 FEBBRAIO ALLE 10 LA SEDUTALa III commissione si riunisce domani, 9 febbraio, alle ore 9 in prima convocazione e alle 10 in seconda, nella sala del Consiglio comunale per proseguire la trattazione del seguente ordine del giorno presentato dai gruppi Partito Democratico e Idee Persone Perugia: “Accessibilità e diritto allo studio – Gratuità trasporto pubblico e mobilità notturna”.II COMMISSIONE/ APPROVATO ALL’UNANIMITÀ L’ORDINE DEL GIORNO DELLA CONSIGLIERA RICCI (LEGA): “IMPLEMENTO QUOTA ASSOCIATIVA ANNO 2023 ALLA FONDAZIONE UMBRIA CONTRO L’USURA ONLUS”Nella seduta del 7 febbraio la II commissione ha approvato con 14 voti favorevoli (unanimità) l’ordine del giorno presentato dalla consigliera Roberta Ricci (Lega) finalizzato a incrementare la quota associativa alla Fondazione Umbria contro l’usura.Questa organizzazione non lucrativa di utilità sociale – ha ricordato la consigliera Ricci illustrando l’atto – fu costituita a Perugia il 30 gennaio 1996 allo scopo di aiutare e prestare assistenza, anche legale, alle vittime dell’usura e a coloro che, viste le particolari condizioni in cui versano, possono cadere nella rete dell’usura; promuovere iniziative utili alla prevenzione di tale fenomeno, cercando al tempo di promuovere la cultura della legalità.Ai sensi dell’art. 15 della legge n. 108/1996 (Disposizioni in materia di usura, la Fondazione ha avuto ufficiale riconoscimento (D.M. del 9 marzo 1996) e, conseguentemente, è stata iscritta al registro delle persone giuridiche del Tribunale di Perugia con provvedimento del 15.4.1996.Il Comune di Perugia è tra i soci fondatori della Onlus insieme a Provincia e Regione e, con proprie deliberazioni (C.C. n. 24 del 27.02.95 e n. 81 del 27.11.95), ha aderito alla costituzione della stessa, ne ha approvato l’atto costitutivo e lo statuto e ha stabilito di erogare annualmente una quota di adesione.Dal 2018 il Comune di Perugia ha erogato annualmente un importo pari a 2mila euro.In questo particolare momento storico e sociale, legato soprattutto all’emergenza sanitaria degli ultimi tre anni, il lavoro svolto dalla Fondazione è stato fondamentale per aiutare molte imprese umbre.Il 12 dicembre 2022 la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, e il presidente della Fondazione Umbria per la Prevenzione dell’Usura O.n.l.u.s. – E.T.S., Fausto Cardella, hanno analizzato i nuovi progetti della Fondazione e hanno sottoscritto una convenzione “per il sostegno al percorso di superamento della crisi da sovraindebitamento” finalizzata all’attivazione di un bando “Tutela del sovraindebitato”, per il quale la Regione ha stanziato 40mila euro per ciascuno degli anni 2023, 2024, 2025. Inoltre la Regione, già il più importante sostenitore della Fondazione, ha previsto per il 2023 un incremento di 90mila euro, in aggiunta ai 150mila euro annuali fino ad ora erogati, a favore della stessa per sostenere i nuovi progetti a supporto non solo delle imprese o delle attività, ma anche delle famiglie umbre, quale il progetto “Caro Bollette” attivato nel 2022 di cui hanno beneficiato 141 famiglie su tutto il territorio regionale. Con il prestito, senza interessi, attivato ed erogato in tempi brevissimi, sono state aiutate famiglie monoreddito, in cassa integrazione, o famiglie di pensionati.Il lavoro svolto dalla Fondazione, soprattutto in questi ultimi anni, è stato tale da considerarsi quale strumento di inclusione sociale. La Fondazione e la Regione Umbria hanno chiesto, per il 2023, che tutti i soci fondatori in particolare Comuni, Province e non solo, “facciano la propria parte, unendosi in un lavoro di squadra e mettendo insieme le risorse affinché si sviluppi un effetto moltiplicatore e si possa intervenire in maniera più efficace ed incisiva per contrastare una crisi che sta cominciando ad intaccare, e questo è preoccupante, anche il ceto medio”.Pertanto, l’atto impegna sindaco e giunta ad implementare la quota associativa, nel rispetto degli equilibri di bilancio, in modo da poter essere di supporto ai progetti della Fondazione e di aiuto alle tantissime famiglie e aziende umbre in difficoltà.La consigliera Ricci ha anche ricordato che la crisi creata dalla pandemia prima e dalla guerra tra Russia e Ucraina poi, con il conseguente innalzamento dei prezzi al consumo, ha creato difficoltà a famiglie, aziende, professionisti nell’onorare i debiti contratti. L’aumento dei tassi di interesse, da un lato, e la perdita di potere di acquisto dei salari (l’Italia è fanalino di coda in Europa con un calo del 2,9% dall’adozione dell’euro), dall’altro, crea una maggiore necessità di accedere al credito. È quindi necessario – secondo la consigliera – raccogliere il grido di aiuto da parte del territorio e gli appelli fatti da Cardella, non solo ai soci della Fondazione, per consentire alla stessa di assistere una sempre più vasta platea di soggetti.Hanno preso parte alla seduta l’assessore al bilancio, Cristina Bertinelli, il presidente della Fondazione per la prevenzione dell’usura, Fausto Cardella, Maurizio Crespigni (front office) e l’avvocato Beatrice Chioccioni (ufficio legale Fondazione), il rappresentante dell’Unione nazionale consumatori Umbria, Paolo Polimanti.L’assessore Bertinelli ha sottolineato che i problemi sollevati dall’odg sono molto sentiti soprattutto in questo frangente segnato da una crisi che ha radici anche lontane. La crisi del 2008 ha coinvolto la nostra economia aprendo una fase molto delicata in cui anche i trasferimenti agli enti locali si sono fortemente ridotti. Il Comune di Perugia dal 2014 fino al periodo del Covid ha visto riduzioni di trasferimenti per 18 milioni all’anno e si è trovato a gestire criticità di bilancio significative con la conseguente esigenza di operare un risanamento attraverso misure di contenimento della spesa. L’emergenza Covid, poi, ha rappresentato un ulteriore tsunami per l’economia. Sono state adottate misure protettive con trasferimenti di liquidità, ma nel 2022 è intervenuto un ulteriore choc a causa del caro energia. Le situazioni di grave criticità che l’ente vive stanno coinvolgendo anche cittadini e imprese. Il contesto ha imposto al Comune di contenere le quote di trasferimenti verso terzi, anche verso la Fondazione. L’amministrazione è tuttavia favorevole a un incremento della propria quota. C’è la volontà politica di venire incontro alle problematiche oggetto di discussione nel rispetto degli equilibri. Il bilancio ancora non è chiuso, se sarà possibile il Comune interverrà senz’altro per supportare una fondazione il cui ruolo è determinante in situazioni normali e ancor più nel contesto attuale.Polimanti, in rappresentanza dell’Unc, ha riferito che all’associazione spesso si rivolgono cittadini che si trovano in grave difficoltà economica. Queste le casistiche principali: soggetti in difficoltà lavorative e imprese in crisi; soggetti con ludopatia o con particolari situazioni familiari determinate da separazioni, ma anche dal decesso dell’unico familiare con reddito; utilizzo sbagliato di carte di credito; prestiti assunti con leggerezza; investimenti fatti in modo non corretto. I casi più frequenti sono quelli di sovraindebitamento, cioè di cittadini che assumono impegni finanziari al di sopra delle proprie possibilità, fenomeno che oggi si è ampliato per l’aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse. Le associazioni dei consumatori non possono fornire aiuti economici concreti a chi finisce vittima dell’usura, ma l’Unc sottolinea l’importanza dell’informazione sia per prevenire il fenomeno sia per cercare di rimediare. Fare educazione finanziaria è fondamentale, ad esempio per diffondere una cultura sull’utilizzo delle carte di credito e sulla tutela assicurativa.Il presidente Cardella ha ricordato che le fondazioni antiusura hanno un’origine drammatica: l’uccisione da parte della mafia di Libero Grassi, imprenditore palermitano che si ribellò al pizzo avviando un movimento culturale e una ribellione collettiva. Poco dopo fu creato un fondo antiusura e antiestorsione, finché nel 1996 fu normativamente prevista la possibilità di creare fondazioni anti usura. L’Umbria è stata subito in prima fila. L’attuale presidenza della Fondazione ne ha modificato il nome con la dicitura “per la prevenzione dell’usura”. Sulla base del finanziamento annuale del Ministero dell’economia e delle finanze, la Fondazione può contare su risorse per 4 milioni depositati presso diverse banche. Così può garantire mutui favorendo l’accesso al credito a chi è in difficoltà. La Fondazione ha ancora un buon margine di concessione di fideiussioni; si registra una percentuale di sofferenze minima.Un’altra linea di finanziamento basata sui contributi dei soci (circa un milione) copre le spese vive della Fondazione e i tutoraggi. Sono infatti assicurati, da un lato, un sostegno a chi denuncia l’usura e intraprende un percorso giudiziario altrimenti impraticabile (linea di intervento, tuttavia, intrapresa solo per 2 persone al momento) e, dall’altro, un’azione di prevenzione dell’usura.Inoltre, si cerca di rendere nota l’attività della Fondazione e di arrivare in tutta l’Umbria stipulando accordi con i Comuni e con gli Ordini professionali.Tutte attività che non sono sfuggite alla Regione Umbria, principale socio. D’intesa con tale ente e fondi propri della Fondazione, è stato in particolare realizzato il progetto Caro Bollette. In tal caso, la Fondazione nel 2022 ha stanziato 120mila euro serviti per aiutare in concreto 140 famiglie. Un’operazione ideata e conclusa in circa due mesi partendo da zero. Successivamente, la Regione ha stanziato 120mila euro per il sovraindebitamento e ha individuato la Fondazione come ente che farà il relativo bando. Tale iniziativa sarà affiancata da ulteriore intervento contro il caro bollette grazie a uno stanziamento regionale straordinario di 50mila euro.Altra linea di intervento ricordata da Cardella riguarda la diffusione della cultura della legalità nelle scuole e in altri contesti.L’avvocato Beatrice Chioccioni e Maurizio Crespigni hanno poi illustrato alcuni aspetti tecnici dell’operato della Fondazione.Chioccioni ha affermato che, anche alla luce dell’attuale contesto di crisi economica e sociale e di sfaldamento del tessuto familiare, la Fondazione ha cercato di cambiare veste concentrandosi soprattutto sull’attività di prevenzione. Ciò ha anche comportato un cambiamento del bacino di utenza. La Fondazione vuole dare risposte fattive anzitutto al problema dell’accesso alle linee di credito; per questo stringe convenzioni con istituti di credito e contratta tassi convenienti per i propri assistiti e presta garanzie fideiussorie (con copertura al 100 per cento e a prima richiesta). La Fondazione, per far fronte alla mancanza di cultura finanziaria, giuridica e tecnologica fonte di problemi per i suoi assistiti, si è inoltre dotata di consulenti interni, di un albo interno di avvocati e ha stipulato una convenzione con l’Ordine dei commercialisti sul tema del sovraindebitamento. Di recente offre anche assistenza psicologica.L’orizzonte si è di recente ampliato a nuovi progetti, come quello per la “Tutela del Sovraindebitato”, integralmente finanziato dalla Regione Umbria con un contributo annuale destinato al fondo della Fondazione appositamente acceso per il progetto pari a 40mila euro a valere per gli anni 2023, 2024, 2025 del bilancio regionale. Il progetto costituisce attuazione della legge regionale n. 18/2021. Si può concedere un contributo a fondo perduto da mille a 3mila euro in ragione del numero delle domande pervenute da soggetti dotati dei requisiti prescritti. Si sta procedendo alla pubblicazione del bando: le domande si potranno presentare dal 15 marzo.In riferimento al progetto contro il caro bollette, Crespigni ha invece ricordato che a marzo-luglio dell’anno scorso si sono svolte 160 audizioni di cui 140 risultate meritevoli di intervento. Il 46% delle risorse è stato erogato nella provincia Terni e il resto in quella di Perugia; il maggior numero di interventi (per 54mila euro) si è concentrato nella città di Terni; a Perugia si sono avuti interventi per 14mila euro, forse per un difetto di informazione.Aperto il dibattito, la consigliera Francesca Tizi (M5s) ha rilevato che sulle tematiche in esame l’M5s ha già presentato due ordini del giorno (due anni fa e nel 2022) che ad oggi non hanno avuto effettiva attuazione. Il primo chiedeva la creazione di uno sportello pubblico sulla legge n. 3/2012, confluita nel codice della crisi d’impresa, perché gli strumenti per superare il sovraindebitamento ci sono ma non sono a sufficienza conosciuti. Il lavoro della Fondazione – ha continuato – è importante nel senso della prevenzione dell’usura in quanto consente l’accesso a fondi legali e aiuta i cittadini nelle situazioni di povertà che si sono acuite nell’ultimo periodo. Il codice della crisi prevede peraltro un nuovo istituto: l’esdebitazione del debitore incapiente. Ci sono situazioni di effettiva incapienza e l’ordinamento consente di non pagare: si ritiene, infatti, che il valore più importante sia evitare situazioni di criminalità (come usura e infiltrazioni). Deve senz’altro essere forte l’intervento pubblico finalizzato all’informazione. Per questo servirebbe uno sportello. L’altro odg presentato dal M5s riguardava l’educazione finanziaria: il sovraindebitamento va anzitutto evitato e l’ente pubblico può avere una fondamentale funzione di divulgazione. In conclusione per Tizi, visto che l’operato della Fondazione è strategico, l’odg della consigliera Ricci è utile a sostenere un’azione fondamentale, ma il Comune potrebbe potenziarla anche in maniera diversa.Anche Francesco Zuccherini (Pd) ha preannunciato sostegno all’odg, visto che la situazione locale presenta da anni emergenze e difficoltà palesi. Il tessuto economico si è impoverito e ciò favorisce fenomeni di usura e di sovraindebitamento, anche a causa del caro energia e dell’inflazione galoppante, che si sommano al basso livello dei salari. Il sostegno all’attività della Fondazione non può che essere pieno.Secondo Michele Cesaro (Forza Italia), la Fondazione sta svolgendo un incredibile lavoro soprattutto in questo particolare momento storico. Anche parlare nelle scuole di antimafia, quindi partire dal basso nella costruzione della cultura della legalità, è un’attività preziosa. Quanto al problema dei salari bassi, nella nostra regione, dove il tessuto socio-economico è spesso aggrappato alla pubblica amministrazione, si creano situazioni di squilibrio a causa dell’incremento dei costi. E’ anche positivo che si punti una luce sui nuovi poveri che provengono dalla fascia media.Francesca Vittoria Renda (Tesei Presidente per l’Umbria) ha ringraziato la Fondazione rilevando che in questo momento la fascia media soffre e, spesso, per vergogna non palesa i propri problemi rischiando di finire in mano agli usurai. Le istituzioni hanno il dovere di fare di tutto per contrastare questi rischi.L’avvocato Chioccioni ha quindi ricordato che chi si rivolge alla Fondazione prova vergogna ma dimostra anche grande dignità. Ciò che gli assistiti desiderano è pagare il proprio debito e quando superano i loro problemi vanno incontro a una vera rinascita.Il presidente Fioroni ha voluto rimarcare l’estrema attenzione per le problematiche trattate manifestata dall’aula, onorata dalla presenza della Fondazione il cui contributo verso gli assistiti è importantissimo non solo in termini di sostegno economico ma anche umano. Il consigliere ritiene che l’amministrazione, attraverso l’assessore Bertinelli, sia stata chiara nella sua volontà di dare un contributo ulteriore.Secondo Cristiana Casaioli (Progetto Perugia) è stato posto l’accento soprattutto sulla famiglia, ma è bene porlo anche sull’impresa, soprattutto di piccole dimensioni. Ci sono imprenditori e commercianti che pur di non ammettere il proprio stato di difficoltà si tolgono la vita. Per questo è tanto più importante il lavoro della Fondazione.Secondo la consigliera Ricci, si è aperto uno spiraglio ulteriore per cittadini e imprese in difficoltà grazie alle informazioni fornite dalla Fondazione e che i consiglieri potranno ulteriormente veicolare.“ODG PER L’AUMENTO DELLA QUOTA A FAVORE DELLA FONDAZIONE UMBRIA CONTRO L’USURA: SODDISFAZIONE DELLA CONSIGLIERA ROBERTA RICCI PER L’APPROVAZIONE ALL’UNANIMITÀ IN II COMMISSIONE”/ COMUNICATO DELLA CONSIGLIERA RICCI (LEGA)Di seguito il comunicato trasmesso dalla consigliera Roberta Ricci del gruppo Lega in Consiglio comunale.“Esprimo soddisfazione per l’approvazione all’unanimità in II commissione dell’odg da me presentato in cui si chiede l’aumento della quota associativa del Comune di Perugia a favore della Fondazione Umbria contro l’usura e ringrazio per la disponibilità manifestata dall’assessore al bilancio Cristina Bertinelli a valutare tale possibilità – afferma la consigliera Roberta Ricci del gruppo Lega in Consiglio comunale -. La seduta odierna è servita per offrire un’informativa completa sull’attività della Fondazione, importante strumento di supporto per famiglie, aziende e professionisti in difficoltà che, pur volendo onorare i propri impegni di carattere finanziario, spesso non sono in grado di farlo a causa della grave crisi economica che si è abbattuta anche sulla nostra regione. Ringrazio Fausto Cardella per aver messo l’esperienza e le competenze maturate come magistrato al servizio della Fondazione, e, in tal modo, al servizio del territorio. Dietro all’usura e ai fenomeni collegati si nascondono storie di disperazione che possono essere superate positivamente attraverso il supporto di specialisti. Anche la diffusione della cultura della legalità e l’educazione finanziaria sono cruciali per la prevenzione di tali situazioni. Il problema del singolo che non si risolve diventa un costo sociale per la collettività. Tutti gli enti preposti devono attivarsi in sinergia e fare squadra per risolvere le criticità che emergono con sempre maggiore frequenza nel nostro contesto economico, sociale e produttivo”.









