
(AGENPARL) – gio 15 dicembre 2022 Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano
[Lavori Consiglio: Bilancio 2023, discussione generale – 5 – CON FOTO/VIDEO SEGUE](https://www.consiglio-bz.org/it/attualita/cs-consiglio-attuali.asp?art=Suedt672085)
Consiglio -Gli interventi sulla manovra finanziaria 2023 di Locher e Unterholzner.
È ripresa questa mattina, in Consiglio provinciale, la discussione generale del bilancio 2023 della manovra finanziaria 2023 della Provincia, contenuta nei disegni di legge [119/22](http://www2.consiglio-bz.org/it/banche_dati/atti_politici/idap_scheda_atto.asp?pagetype=fogl&app=idap&at_id=667366&blank=Y): Legge di stabilità provinciale per l’anno 2023, [120/22](http://www2.consiglio-bz.org/it/banche_dati/atti_politici/idap_scheda_atto.asp?pagetype=fogl&app=idap&at_id=667376&blank=Y): Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano 2023-2025 e [121/22](http://www2.consiglio-bz.org/it/banche_dati/atti_politici/idap_scheda_atto.asp?pagetype=fogl&app=idap&at_id=667379&blank=Y): Disposizioni collegate alla legge di stabilità provinciale per l’anno 2023.
Franz Locher (SVP) ha ringraziato il presidente della Provincia per aver citato nel discorso anche l’agricoltura, aggiungendo che il bilancio 2023 è molto ben dotato, seppur non facile da decifrare, soprattutto dalla parte delle uscite, per via dell’utilizzo di codici. Per fortuna la pandemia si stava concludendo: essa aveva però portato a una certa scissione della società. Nell’ambito della sanità il bilancio era positivo: durante la pandemia si era agito in modo professionale; anche l’istruzione era a ottimi livelli, con gli insegnanti che lavoravano molto bene a favore dei giovani; le contrattazioni in ambito finanziario lo soddisfacevano, in quanto all’IRPEF non si otteneva solo la quota pro abitante ma una quota maggiore rispetto al resto d’Italia. I fumatori contribuivano per 80 mio/anno in termini di tasse, e così alte categorie – le sale giochi fornivano determinate entrate; anche l’IVA sui prodotti agricoli che rimangono per l’80% in provincia era una parte molto importante, i pagamenti dei biglietti di mezzi di trasporto pubblici fornivano 50 milioni. Saul fronte entrate, l’addizionale IRPEF forniva 2 miliardi, l’IRES 350 milioni. L’inflazione era molto alta, superando l’11%, e altissimi erano i prezzi per gli alloggi e i costi della vita quotidiana: era da valutare dove si poteva intervenire con proprie decisioni. Positivo era che lo Stato contribuisse in maniera importante al finanziamento delle scuole, con 350 milioni. In quanto ai Comuni, era stato fatto molto negli ultimi anni a livello di infrastrutture – scuole, sale per le associazioni, cosa molto importante perché il terzo settore era da sostenere: un associazionismo così esteso non esisteva in Italia. In quanto alla rete viaria nelle zone rurali, quest’anno ci si era attesi una modifica dle finanziamento, facendolo passare dagli enti locali, ma ciò non era avvenuto: importante però era mantenere questa rete, preziosa non solo per agricoltura e masi, ma anche per escursionisti. I Comuni stavano lavorando sui piani delle zone a rischio, anche a fronte di condizioni climatiche sempre più estreme: essi ricevevano contributi dall’80 al 100% per opere preventive di calamità, era importante perché la situazione non sarebbe migliorata, anche a fronte dell’aggressione ai boschi da parte del bostrico – se non di tutelava il patrimonio boschivo, si sarebbero dovuti spendere fino a 300.000 €/hga per opere di protezione: l’addizionale IRPEF poteva servire per misure di tutela, ma servivano fondi speciali. Locher si è quindi riferito all’articolo 3 e all’articolo 5, rilevando che la distribuzione dei fondi tra i Comuni non era ottimale, anche perché le esigenze erano diverse. Ha aggiunto che andando in giro nel fine settimana si vedeva tanta gente: c’era voglia di tornare a uscire, dopo la pandemia, ed era necessario intervenire sul fronte dei parcheggi, troppo affollati, magari anche con chiusura temporanea delle strade. repetto aveva parlato di Bolzano: in quanto alla circonvallazione, essa era molto importante, anche per evitare brutti incidenti come quello recente in piazza Mazzini; anche intervenire sulla SS12 e sul lato nord del Monte Tondo era importante, perché non era possibile ridurre il traffico. Molti erano i pendolari tra i paesi limitrofi – che ospitavano il 40% della popolazione – e Bolzano, e i collegamenti erano molto buoni, ma andava detto che finché c’era il mercatino non c’erano mai divieti di circolazione nel capoluogo, mentre subito dopo l’aria diventasse improvvisamente irrespirabile tanto da introdurre imiti. Questo impediva agli altoatesini di accedere alla cittá, ma non ai turisti. Il budget di Aölfreider era ben dotato ma serviva tutto, per costruire per esempio in Pusteria, a percha, ad Anterselva in vista delle Olimpiadi: bisognava essere pronti entro il 2026; ma bisognava intervenire anche altrove, per esempio in Venosta, da Tel a Naturno dove si verificava sempre un collo di bottiglia e dove nell’attesa si sarebbe potuto realizzare un sottopassaggio. A Vienna aveva la macchina il 60% delle persone, in Alto Adige quasi il 100%: il rapporto con le auto era diverso, e forse il bollo auto si poteva aumentare. In quanto ai bus, era giusto aver sostituito mezzi vetusti, ma mancavano autisti; la carenza dle personale era un problema anche dle settore sanitario, e andava considerata la disponibilità a lavorare di molti pensionati; bisognava fare in modo che fosse possibile e non diventasse una perdita economica. lo stesso riguardava i contadini in pensione, che dovevano pagare 4 mesi di guadagni per essere assicurati dal punto di vista sanitario. In quanto all’edilizia, interessante era il modello viennese con il 60-70% di alloggi di edilizia agevolata, ma in Alto Adige i cittadini preferivano l’alloggio di proprietà, e questo era positivo perché era il miglior modo di risparmiare; l’edilizia abitativa agevolata aveva raggiunto buoni risultati, ma un problema erano i prezzi sul mercato privato, arrivati a 400€/m3, ancora più alti nelle zone turistiche. I contributi, in quest’ambito, andavano solo a vantaggio dei costruttori; era utile procedere con le cooperative, cedendo gli alloggi ai costi effettivi, a Bolzano avevano preso spazio Benko e Hager. Locher ha poi ricordato che la Giunta aveva deciso di non acquistare i rifiuti, aggiungendo che il fatto che fosse stato proposto di acquistare rifiuti quando quando non si sapeva dove andare con il legame danneggiato dal bostrico non era accettabile; l’inceneritore era un ottimo impianto con doppio utilizzo, anche per teleriscaldamento, e non poteva accadere che si prendesse in considerazione l’acquisto dei rifiuti. I 76 impianti di teleriscaldamento erano una vera ricchezza, permettevano grandi risparmi, e in provincia c’era tanta materia prima a questo scopo. In quanto all’energia, egli aveva giá proposto di uscire dall’autorità di autoregolamentazione; i prezzi erano stati ridotti ma le decisioni dell’Italia comportavano prezzi troppo alti, e questo nonostante in provincia ci fosse tanta energia idroelettrica; bisognava intervenire, anche se immagazzinare l’energia prodotta in estate costava molto. Attualmente, i cittadini spendevano a questo scopo 1,3 mld: risparmiarli avrebbe favorito il potere d’acquisto con tutte le conseguenze;un pacchetto di aiuti di 100 milioni era positivo ma era solo una goccia nel mare. Locher ha quindi espresso preoccupazioni in merito al settore agricolo: c’erano stati rincari, dei foraggi e dell’energia elettrica, il che era demotivante; il piano per lo sviluppo rurale era molto positivo, ma andava ampliato, aggiungendo 15 milioni per l’agricoltura di montagna; i prodotti dell’agricoltura locale erano una ricchezza, e sarebbero serviti anche in futuro, ma venivano pagati troppo poco – 50 cent/l di latte – a fronte della pesantezza del lavoro richiesto, ma i cittadini non potevano affrontare costi maggiori, da qui la necessità dell’intervento della mano pubblica, che ne avrebbe avuto un ritorno con l’IVA. In futuro erano necessarie misure per permettere ai contadini di malga piccoli ampliamenti, anche perché questo attraeva i turisti. In quanto ai lupi, la legislazione italiana non permetteva di intervenire, come invece era possibile altrove, ma bisognava proteggere gli animali, a fronte di 500 pecore sbranate e dei costanti attacchi: bisognava cercare di fare qualcosa senza aspettare che si muovesse l’Italia, altrimenti la situazione sarebbe degenerata.Infine, era necessario attivarsi di più contro l’infestazione da bostrico: non sempre erano stati forniti i dati giusti, erano infestati almeno 17.000 ha; la quantità di legname disponibile era 5 volte superiore a quella che veniva utilizzata, e questo dopo che c’erano giá stati i depositi della tempesta Vaja. Bisognava attivarsi sul fronte della contribuzione, adeguandola, ha esortato Locher, ricordando quanto emerso nella recente audizione in seconda commissione, dalla quale era emerso anche il prezioso valore di tutela del bosco, che non poteva essere sostituito con impianti: bisognava sedersi a un tavolo e darsi da fare, in un’ottica di collaborazione.
Josef Unterholzner (Enzian) ha lamentato che fossero presenti solo due assessori, aggiungendo che avrebbe rinviato il suo intervento a quando sarebbe stato presente Kompatscher. Questo non era un buon esempio. Lo stesso ha fatto Alex Ploner (Team K), rilevando che ieri Kompatscher era sempre stato presente, e ricordando il suo appello a usare la crisi come opportunità, ed evidenziando però che ci si trovava anche in una crisi politica, il che richiedeva la presenza della Giunta, anche perché le opposizioni si erano preparate per fare suggerimenti e proposte.