(AGENPARL) - Roma, 11 Novembre 2022 - (AGENPARL) – ven 11 novembre 2022 TELEMEDICINA, AIMO: DA PNRR 1MLD EURO A DISPOSIZIONE, INVESTIRE PRIMA PER RISPARMIARE DOPO“NON RISCHIAMO DI UTILIZZARLI PER LE INVALIDITÀ, ITALIA SI METTA AL PASSO CON EUROPA”GLI OCULISTI: “TROPPE DELIBERE E CONFUSE, MENTRE LA TECNOLOGIA CORRE VELOCE”
L’ESPERTO: “PRIVACY VA RISPETTATA, ATTENZIONE AD ASPETTI MEDICO-LEGALI: CONTENZIOSI IN OCULISTICA SONO AL 6%”
ECCO QUANDO L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PUÒ ESSERE USATA IN AMBITO OCULISTICO
IL PRIMO CONGRESSO CONGIUNTO AIMO-SISO IN PROGRAMMA FINO A DOMANI PRESSO IL CENTRO CONGRESSI EUROPA – UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE
(Largo Francesco Vito, 1)
Roma, 11 nov. – “Dobbiamo approfittare del PNRR per utilizzare i fondi al meglio: abbiamo circa 1 miliardo di euro a disposizione per la telemedicina e ci dobbiamo mettere al passo con il resto d’Europa”. Lo ha detto il dottor Danilo Mazzacane, referente di AIMO per la Regione Lombardia e segretario fondatore di GOAL (Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi), intervenendo oggi ad un incontro sul tema della telemedicina, che si è svolto nell’ambito del 13esimo Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Medici Oculisti, il primo organizzato congiuntamente con la Società Italiana di Scienze Oftalmologiche (SISO). L’evento, che si è aperto ieri nella Capitale, è in programma fino a domani presso le aule del Centro Congressi Europa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Largo Francesco Vito, 1). “Si tratta di investire prima per risparmiare dopo- ha proseguito Mazzacane- e questo vale anche e soprattutto per quanto riguarda la nostra vista, non dobbiamo rischiare di utilizzare questi fondi dopo, magari per l’invalidità”.
Secondo Mazzacane, quindi, bisogna lavorare in questa direzione “tutti insieme”, medici, pazienti e naturalmente chi governa la sanità: “Proprio di recente- ha fatto sapere- le associazioni dei pazienti hanno avuto la possibilità di partecipare attivamente alle decisioni del ministro della Salute, in una vera e propria alleanza medico-paziente che va a beneficio della gestione della salute di tutti”. Di telemedicina, intanto, si parla dal 2014 e da allora sono state fatte “tante delibere ma in pratica una supera l’altra, non c’è una chiara definizione organizzativa su questo tema. L’ultimo documento risale al 5 ottobre 2022, quando l’AGENAS ha chiesto alle Regioni di presentare i progetti di telemedicina. Il dato di fatto è che l’innovazione tecnologica va molto più velocemente rispetto all’organizzazione sanitaria e la pandemia ha accelerato ulteriormente questi processi”. Attualmente la telemedicina ancora non sostituisce la visita medico oculistica tradizionale, ma “può essere un utile strumento per far sì che possano essere forniti al medico oculista dei dati importanti per l’approccio diagnostico terapeutico. In pratica- ha spiegato ancora Mazzacane- la telemedicina può essere utilizzata come teleconsulto fra i vari medici, quelli del territorio e quelli dell’ospedale, ma anche dal medico di medicina generale e dal medico oculista per trasferire dati e informazioni. Può essere utilizzata anche tra i pazienti già conosciuti per l’invio di esami che il medico ha richiesto e che il paziente può rispedirgli, ma questo nel caso di un paziente già conosciuto”. Esistono già dei progetti locali di telemedicina per quanto riguarda l’esame del fondo dell’occhio nei pazienti diabetici, anche con “l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, in fase di validazione, che vanno dal 73% al 97%, ma è necessario capire bene tra i vari tipi di IA utilizzati quale effettivamente sia il migliore”.
Un altro esame che può essere inviato è l’OCT, per quanto riguarda invece la retina: “In fase di sperimentazione ci sono anche degli OCT portatili- ha fatto sapere inoltre Mazzacane- perché la priorità per la telemedicina è che andrebbe utilizzata per le cure domiciliari, per il trattamento del paziente cronico a domicilio. Il discorso della telemedicina va sicuramente inserito in quello della collaborazione tra ospedale e territorio”. Con la pandemia quello che è venuto a mancare è stata “proprio” la medicina del territorio “e anche la prevenzione sul territorio, riservando agli ospedali la gestione dei pazienti acuti”. L’esperto ha quindi voluto sottolineare ancora due “importanti” aspetti: “Il primo è la formazione sia del personale sanitario sia del paziente o del cargiver che aiuta il paziente a casa; il secondo è naturalmente quello degli investimenti, per far sì che chi deve usare la telemedicina abbia gli strumenti adeguati. Ricordiamo che una fibra ottica ottimale non è ancora presente su tutto il territorio nazionale e che quindi l’Italia, da questo punto di vista, è ancora indietro rispetto al resto d’Europa”.
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