(AGENPARL) - Roma, 11 Novembre 2022 - L’Agenparl ha intervistato l’on. Mirco Carloni (Lega), Presidente della XIII Commissione permanente (Agricoltura) della Camera dei Deputati.
Domanda. Emerge sempre di più quanto le sorti del settore agricolo siano strettamente connesse al benessere economico e sociale dell’intero Paese.
On. Carloni. L’agricoltura, o meglio tutto il settore agro-alimentare, è centrale per il benessere economico e sociale del nostro paese. Il settore agricolo è strategicamente interconnesso a quello alimentare ed esiste una relazione diretta tra la qualità delle materie prime con la qualità della nutrizione e di conseguenza con il benessere psicofisico delle persone. Il maggior valore aggiunto che possiamo offrire al mercato estero è legato alla trasformazione dei prodotti agricoli in prodotti alimentari e al mantenimento della forte interconnessione di quest’ultimi con la terra che li ha originati e in generale con i loro territori di produzione. La qualità del Made in Italy non ha nulla a che fare con i prodotti sintetici da laboratorio favoriti da alcune multinazionali. Il valore delle nostre produzioni va tutelato e difeso in ogni sede istituzionale. Con oltre 522 miliardi di euro, il sistema agroalimentare italiano, dall’agricoltura alla ristorazione, rappresenta il 15% del Pil nazionale, classificandosi primo in Europa per valore aggiunto agricolo e non va trascurata, inoltre, l’importanza che ha nel promuovere l’immagine del nostro Paese nel mondo contribuendo alla crescita del settore turismo che sempre più risulta essere interconnesso proprio con l’intero settore agro-alimentare.
Domanda. La crisi del gas in corso ha portato l’economia tedesca a perdere oltre $ 100 miliardi, ha affermato un documento pubblicato dall’Ifo, Institute for Economic Research -uno dei più grandi gruppi di riflessione finanziaria della Germania – che il paese ha alla fine perso oltre 100 miliardi di dollari a causa della crisi energetica in corso. Più in particolare l’economia agricola continua a contrarsi negli Stati Uniti d’America poiché l’inflazione grava sull’industria. Secondo quanto riportato da Black Hills Fox, il Rural Mainstreet Economic Index della Creighton University si trova attualmente al di sotto del punteggio di crescita neutrale di 50. L’outlet ha notato che il numero significava che era il quinto mese consecutivo che l’agricoltura e le economie di allevamento hanno visto il settore ridursi. I prezzi del carburante diesel su cui fanno affidamento gli agricoltori e i camionisti americani sono aumentati e quindi gli alti costi del diesel hanno fatto aumentare i prezzi dei beni di tutti i giorni, poiché il costo più elevato del trasporto viene spesso trasferito ai consumatori. A loro volta, i consumatori limitano le loro abitudini di spesa nei negozi di alimentari e in altri negozi al dettaglio, tagliando la domanda ed esacerbando un rallentamento economico.
On. Carloni. Questi sono tutti fattori che stanno incidendo enormemente sulla capacita delle nostre aziende agricole di fare reddito e rimanere sul mercato. Molti settori agricoli, in primis la zootecnia, il biologico e le aziende energivore di trasformazione come vitivinicole ed olearie, sono in forte difficoltà a produrre in economicità a causa del rincaro dei prezzi delle materie prime, dell’energia e dei carburanti a fronte di un rallentamento della capacità di acquisto dei consumatori in Italia e all’estero. È una problematica che attanaglia tutti i settori produttivi che necessita di una risposta rapida e coordinata da parte del Governo, ed in cui io contribuirò per la parte di mia competenza. Risposte dovranno venire anche da Bruxelles in quanto l’Italia non è l’unico paese europeo che sta soffrendo di queste problematiche e la gestione delle speculazioni sui mercati internazionali è una problematica sovrannazionale.
Domanda. Le priorità che saranno oggetto di attenzione da parte della Commissione agricoltura e se in particolar modo si porrà mano alle riforme del settore agroalimentare.
On. Carloni. Gli anni vissuti come assessore mi hanno permesso di conoscere a fondo i problemi dell’intero settore agricolo soprattutto grazie ad un costante confronto quotidiano con gli imprenditori agricoli e con le associazioni di categoria. La politica ha il compito di ascoltare direttamente la voce di chi vive quotidianamente i problemi per trovare soluzioni concrete ed in tempi rapidi. Gli imprenditori agricoli chiedono soprattutto tre cose: ascolto, velocità, semplificazione. Saranno per me le tre parole chiave per il nostro lavoro. Abbiamo sfide storiche davanti a noi ed occorre agire con celerità per guidare un cambiamento finalizzato a velocizzare i pagamenti, favorire il ricambio generazionale e l’aggregazione di filiera e di distretto, valorizzare le produzioni enogastronomiche di qualità e sostenere i settori strategici come il biologico e la zootecnia. Vanno inoltre affrontate seriamente le problematiche connesse al cambiamento climatico ed in particolare il tema dell’approvvigionamento idrico. Occorrono soluzioni per una sostenibilità anche nei periodi di siccità che è la base per la difesa dell’autosufficienza del Paese e della sovranità alimentare, tema sempre più attuale considerati gli scenari internazionali.
Domanda. Troppi passaggi e ‘filtri’ con evidenti lungaggini burocratiche per l’erogazione degli aiuti agli agricoltori e bandi scritti in burocratese. Secondo Lei, è’ necessario una riforma profonda ed incisiva per evitare passaggi inutili che fanno solo perdere tempo e non rendono competitive le aziende agricole rispetto al mercato globale?
On. Carloni. I fondi della PAC sono per gli agricoltori, e quindi devono essere semplificate tutte le procedure in modo che i soldi arrivino nelle casse degli imprenditori nei tempi e modi stabiliti, senza ulteriori lungaggini burocratiche. Cosi come fatto in veste di assessore regionale, anche in questo mio nuovo incarico, voglio lavorare sulla semplificazione delle procedure al fine di rispondere alle esigenze degli imprenditori agricoli, e quindi, in primis, la velocizzazione dei pagamenti e semplificazione delle procedure.
Domanda. È importante oggi più che mia, alla luce della crisi, verificare la policy analysis finora attuata anche per rendere operativa la costituzione economica, secondo quanto stabilisce l’articolo 44. Verificherete le caratteristiche dell’azione statale del settore al fine di porre ai necessari ed urgenti correttivi?
On. Carloni. La gestione dello sfruttamento del suolo è una questione cruciale per la sostenibilità ambientale del nostro paese governata sia dalla normativa nazionale, che europea. Chiaramente gli obiettivi di natura ambientale non devono impedire ai nostri agricoltori di sfruttare adeguatamente i propri terreni in modo da produrre reddito. La sostenibilità ambientale non può reggersi nel lungo periodo se non sarà accompagnata dal perseguimento anche di quella economica e sociale con cui va trovato un alto punto di equilibrio.
Domanda. In Italia c’è l’allarme dei terreni accaparrati dai grandi fondi. Cosa intende fare la Commissione per frenare questo fenomeno che è in contrasto con la Costituzione e la legge italiana?
On. Carloni. Questo è un problema molto sentito a livello internazionale; i casi più emblematici sono soprattutto in America a fronte delle ampissime estensioni di superfice agricola coltivabile a disposizione. In Italia questo problema attualmente è poco sentito in quanto abbiamo una superfice agricola utilizzata (SAU) per azienda non solo molto al di sotto delle aziende oltre oceano, ma anche dei nostri colleghi nord europei. Al contrario, noi abbiamo il problema nella eccessiva frammentazione della SAU, soprattutto nelle regioni del centro-sud Italia. Monitoreremo comunque la situazione e nel caso di insorgere di circostanze preoccupanti metteremo in campo le appropriate misure correttive.