(AGENPARL) - Roma, 8 Novembre 2022 - (AGENPARL) – mar 08 novembre 2022 AMBIENTE, FACCI (LEGA): “PIANO SOSTEGNI PER FAVORIRE TRASPORTO FERROVIARIO? FALLIMENTARE: COSTI LIEVITATI E RAGGIUNTO SOLO 50% OBIETTIVI”
BOLOGNA, 8 NOV – “Il piano sostegni per favorire il trasporto ferroviario e fluviale delle merci si è rivelato, nei fatti, fallimentare. Lo dicono i numeri a consuntivo: sul fronte quantitativo siamo lontani dall’obiettivo di togliere dalla strada 110mila mezzi pesanti diesel, tanto che nei primi due anni dall’introduzione della Legge 30 del 2019 si è arrivati a 56mila veicoli. Sul fronte della spesa, se il costo medio unitario sostenuto per togliere un mezzo pesante dalla strada con la Legge 10 del 2014 ammontava a circa 14 euro, con la Legge 30 del 2019 il prezzo era gia lievitato a 18 euro (+28%), mentre sulla base dell’attuale previsione di spesa della Regione (che nel prossimo trienni intende destinare 9 milioni di euro per togliere dalla strada 243mila 500 mezzi pesanti a diesel) tale costo raggiungerebbe la cifra monstre di 37,50 euro a veicolo pesante”. Lo ha ribadito il consigliere regionale della Lega, Michele Facci questo pomeriggio intervenendo in aula a margine della clausola valutativa su “Interventi per il trasporto ferroviario e fluviomarittimo delle merci” presentata dall’assessore ai Trasporti, Andrea Corsini.
“E’ di tutta evidenza – ha attaccato il leghista – che abbiamo un serio problema nel rapporto costi/benefici. Posto che siamo tutti più che d’accordo sulla necessità di abbassare l’inquinamento delle nostre città, è evidente che i criteri sino ad ora adottati dalla Regione per favorire la transizione da “gomma a ferro” abbiano fatto cilecca. A tal proposito, si consideri l’assoluta mancanza di progettualità finalizzata ad incrementare il trasporto fluviale. E’ evidente che esistono problemi strutturali, e che la misura vada ripensata e ricalibrata”.
Poi Facci lancia una proposta: “La scelta di fondo della Giunta propende con evidenza al passaggio del trasporto pesante dalla strada alla ferrovia, perché non potenziare l’Interporto di Bologna, magari con un ingresso diretta della Regione nella compagine societaria?”.
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