(AGENPARL) - Roma, 8 Agosto 2026 - 35° ANNIVERSARIO DELLA VLORA, BARI FA RETE
CON LE COMUNITÀ ARBËRESHE
LECCESE: "LA MEMORIA DELLA VLORA È UN MANDATO
POLITICO PER IL NOSTRO FUTURO"
Sono proseguite questa mattina a Palazzo di Città le iniziative promosse dall'amministrazione comunale di Bari in occasione del 35° anniversario dell'arrivo della nave Vlora nel porto di Bari, avvenuto l'8 agosto 1991.
Al centro della mattinata, nella sala consiliare "Enrico Dalfino", la sottoscrizione del protocollo d'intesa tra la Città di Bari, l'Università "Aleksandër Moisiu" di Durazzo e la rete delle comunità arbëreshe, ispirato ai principi della "Diplomazia dei sentimenti" con l'obiettivo di rafforzare i rapporti tra le due sponde dell'Adriatico e promuovere la conoscenza, la tutela e la valorizzazione della cultura e dell'identità delle storiche comunità albanesi presenti in Italia.
Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il rettore dell'Università "Aleksandër Moisiu" di Durazzo, Shkëlqim Fortuzi, e sindaci e rappresentanti istituzionali delle comunità arbëreshe provenienti da diverse regioni italiane: Noè Andreano per il Comune di Casalvecchio di Puglia e Diego Iacono per il Comune di Chieuti, in provincia di Foggia; Antonio Cardea per il Comune di Faggiano, in provincia di Taranto; Luigi Rafti per il Comune di Maschito e Mosè Antonio Troiano per il Comune di San Paolo Albanese, in provincia di Potenza; Emiliano Plescia, vicesindaco del Comune di Ururi, in provincia di Campobasso. Presente inoltre una rappresentanza dei Comuni di Montecilfone, Piana degli Albanesi, Ginestra e San Costantino Albanese.
"La memoria della Vlora non può essere soltanto una celebrazione di ciò che Bari è stata trentacinque anni fa: è un mandato politico per il nostro futuro – ha dichiarato il sindaco Vito Leccese -. Quel giorno la nostra città riconobbe negli occhi di migliaia di persone dei propri simili. Non erano 'flussi' o 'variabili socio-demografiche': erano donne, uomini e bambini in cerca di un futuro. Bari seppe essere comunità e seppe esserlo prima ancora che l'Europa trovasse gli strumenti per affrontare una transizione epocale. È questo il patrimonio che oggi vogliamo continuare a costruire anche attraverso la rete con le comunità arbëreshe: custodire identità e culture diverse, creare relazioni, condividere valori e trasformare la memoria in un progetto per il futuro. Perché l'Europa o è il luogo dei diritti e della dignità della persona, o semplicemente non è".
La sottoscrizione del protocollo assume così un significato che va oltre la commemorazione dello sbarco della Vlora, mettendo in relazione la memoria dell'accoglienza barese con la presenza secolare delle comunità arbëreshe in Italia e con la volontà di costruire nuove occasioni di collaborazione culturale e istituzionale con l'Albania.
A seguire, sempre nella sala consiliare, si è svolto un momento dedicato alla memoria di Enrico Dalfino, il sindaco che nell'agosto del 1991 si fece interprete della risposta solidale della città di Bari all'arrivo di circa 18mila cittadini albanesi.
"Quella esperienza fu la dimostrazione di cosa sia uno Stato e di cosa sia una comunità – ha proseguito Leccese -. Quando il governo centrale dell'epoca decise di gestire quell'emergenza umanitaria come un'operazione di polizia finalizzata al rimpatrio e non come un'operazione di protezione civile, come chiedeva a gran voce Enrico Dalfino, Bari supplì alla mancanza di pianificazione con la forza della civiltà. La città si mobilitò, con le associazioni, il volontariato, i professionisti e tantissimi cittadini. Questo è il lascito di Enrico: un sindaco generoso e visionario, interprete autentico dei sentimenti della sua comunità".
Il sindaco ha quindi richiamato l'attualità della lezione di quei giorni, a partire da quanto sta accadendo ai confini dell'Europa: "Ridurre la storia della Vlora a una pagina di buonismo spontaneo significa non averne compreso fino in fondo il significato. Il dramma dell'Europa contemporanea non è un eccesso di umanità, ma il rischio di una sua amnesia morale. Sicurezza, regole, controlli, politiche migratorie serie e condivise sono imprescindibili, così come la capacità di governare i flussi e contrastare chi sfrutta la disperazione. Ma non possiamo mai mettere sul piatto la nostra umanità: quella deve restare il fondamento della civiltà e della convivenza civile".
"Guardando quel mare, trentacinque anni fa come oggi, Bari sa da che parte stare – ha concluso Leccese -. La memoria della Vlora è la responsabilità di non limitarci a ricordare ciò che siamo stati, ma di trasformarlo in ciò che dobbiamo essere. Bari è stata, è e resterà la prova vivente che quella speranza non si può affondare. Noi ci siamo stati allora. E ci siamo oggi".
Link coperture e interviste cerimonia cittadinanza e incontro con sindaci comunità Arbëreshe e ricordo Dalfino, intervista sindaco Vito Leccese e Serxhio Shehi.
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