(AGENPARL) - Roma, 6 Giugno 2022 - (AGENPARL) – lun 06 giugno 2022 [Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui](https://confagritorino.musvc2.net/e/r?q=Q2%3d0zQ3K_xxfr_98_5sYw_E8_xxfr_8CnT4Xva.kJnArP3.5uJ_5sYw_E8l_OduV_YsJtI.nKvU_5sYw_E8_xxfr_9Cs7r_OduV_ZqH_xxfr_8C_5sYw_E8zVsarJ_5sYw_F6tVt6._xxfr_9AAHz_OduV_YsP-lXM8_xxfr_9Ap-_JWzc_UgXy5.m-_OduV_YIP_xxfr_9A3H_xxfr_8c4PFd-t38I_5sYw_F3D-CB50I_5sYw_F66P8OTjYo%26i%3dXEb7fL%266%3dsR6NiY.17z%26F6%3dWBdD%26D%3d7%26K%3dFUBc%262%3dUCdJ%26L%3d7dEaDd8n3gMT8f&mupckp=mupAtu4m8OiX0wt)
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Lunedì 6 Giugno 2022 – S. Norberto
Gnun a nass magìster
Perché non si abbattono i cinghiali?
La settimana scorsa sono iniziati i lavori per la costruzione della recinzione per frenare l’espansione della peste suina africana. “Apprezziamo l’impegno delle istituzioni, ma al tempo stesso evidenziamo che occorre osservare tutte le procedure previste per la gestione dell’emergenza da peste suina africana: sono passati 150 giorni dal ritrovamento del primo animale infetto e risultati tangibili sul fronte degli abbattimenti dei cinghiali, purtroppo, non ne vediamo”.
Enrico Allasia, presidente Confagricoltura Piemonte, sottolinea come “il problema debba essere affrontato in modo più incisivo: la scoperta di un nuovo focolaio in provincia di Roma non può essere messo in connessione allo spostamento di cinghiali dalla zona infetta di Piemonte e Liguria, per cui occorre intensificare la vigilanza e capire come mai la malattia si stia estendendo in questo modo”.
Confagricoltura Piemonte torna sul tema dell’eccessiva proliferazione dei selvatici, che causano danni all’agricoltura e rappresentano un veicolo per la trasmissione di malattie.
Le recinzioni, come è previsto dal manuale ministeriale per l’emergenza peste suina africana [https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_1670_10_file.pdf](https://confagritorino.musvc2.net/e/t?q=3%3dNYNQVf%26z%3dQ%26A%3dZGVS%26L%3dGWTd%269%3d8GQ4I_Exgp_P8_6qpw_F6_Exgp_OCAMJ.PoBHQs.7BS.wJ_Exgp_OCwC4P_6qpw_F6Z_XK_FxDwD2h652_XJWW_X1x8oN_66Is.F1C%26r%3dCHP03O.KsJ%266P%3dIVTX&mupckp=mupAtu4m8OiX0wt), rappresentano una delle misure da applicare nella zona infetta, ma occorrono anche altri interventi.
Il manuale per l’emergenza prevede che “al di fuori della zona di sorveglianza (o zona addizionale di sorveglianza), la caccia al cinghiale si svolge come da normativa venatoria e senza alcuna restrizione. Tuttavia la complessiva strategia di eradicazione prevede un ingente sforzo di depopolamento da operarsi sia tramite cacciatori sia tramite operatori abilitati in dipendenza dell’organizzazione locale. Un’efficace opera di depopolamento – è scritto nel manuale del Ministero della Sanità – si raggiunge quando vengono abbattuti il doppio dei cinghiali abbattuti normalmente durante l’attività venatoria”.
“Questo significa – spiega Allasia – che entro la fine dell’anno si dovranno abbattere almeno 50.000 cinghiali, ma i numeri che ci ha fornito la Regione al riguardo sono sconfortanti. Perché non si abbattono i cinghiali? Abbiamo chiesto un consiglio regionale aperto sull’argomento, ma al momento delle forze politiche non abbiamo ancora ottenuto risposte. Ribadiamo che occorre un piano straordinario di interventi urgenti, per non compromettere una filiera che in che interessa 1.400 allevamenti in Piemonte, per un valore complessivo a livello nazionale di oltre 8 miliardi di euro”.
Confagricoltura sui giornali
Vi proponiamo la consueta panoramica delle notizie che riportano posizioni e iniziative di Confagricoltura a livello territoriale piemontese. I link rimarranno attivi per una settimana, dopodiché verranno cancellati: chi volesse conservare gli articoli dovrà scaricarli sul proprio pc e salvarli in locale.
[https://www.dropbox.com/s/tdfn12l8skq5w5z/rassegna%2028%20maggio%20-%203%20giugno.pdf?dl=0](https://confagritorino.musvc2.net/e/t?q=4%3d0ZVRHg%268%3dR%26w%3daOWE%26M%3dOXFe%26G%3d93RBJ_1yoq_B9_Drbx_N7_1yoq_ADIN6.BDFy0AO.lM9_IZ1l_SoQ_Drbx_N73B2E0Z8Y2ICV6cL_IZ1l_SoPwJ2C3Ej_PmtY_ZQSIZT_IZ1l_SDZVDjE30x_PmtY_ZQSI-_PmtY_ZQSIa_Drbx_NVAh304E0F.yB2_IZ1l_ToB8_IZ1l_Tmh%26z%3dD4QH4A2j9w.L1K%26rQ%3dQWFY&mupckp=mupAtu4m8OiX0wt)
Ancora qualche temporale domani, poi arriverà l’alta pressione
Dopo un fine settimana con temporali estesi i venti di foehn nelle vallate alpine occidentali porteranno un miglioramento del tempo per oggi. L’Arpa prevede temporali nuovamente più diffusi, attesi nelle ore centrali di domani. Secondo le previsioni della Società Meteorologica Italiana da mercoledì 8 giugno avremo l’espansione di un promontorio dell’alta pressione atlantica con tempo in gran parte soleggiato con addensamenti sui rilievi a evoluzione diurna con rovesci pomeridiani molto isolati in montagna. Tra domenica 12 e lunedì 13 giugno maggiore instabilità diurna a ridosso dei rilievi, in locale estensione a vicine pianure. Temperature tra 27 e 30 gradi.
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