
REGGIO CALABRIA In base al capitolato d’appalto, l’azienda aggiudicataria si era peraltro impegnata a fornire il materiale oggetto della gara, destinato ai presìdi ospedalieri sardi e al soddisfacimento dell’esigenze di protezione civile diffuse sul territorio, secondo una precisa tempistica temporale, cui era collegato il pagamento, in varie tranche, della fornitura. Per disposizione della Procura della Repubblica di Cagliari, che ha coordinato le indagini, le Fiamme gialle cagliaritane hanno dato esecuzione, in numerose città del territorio nazionale decreti di perquisizione nei confronti della società aggiudicataria e acquisizioni documentali presso spedizionieri, operatori doganali, ditte di trasporto coinvolti nelle varie fasi prodromiche all’arrivo del materiale sanitario in Sardegna, nonché della documentazione di gara posta in essere dagli uffici della protezione civile sarda. Altri accertamenti hanno permesso di ricostruire sotto il profilo finanziario le transazioni economiche tra la Regione, l’azienda aggiudicataria e altri soggetti coinvolti nel contesto. Ad oggi, gli approdi investigativi hanno consentito di rilevare come, malgrado numerosi solleciti operati dalla amministrazione, la fornitura dei Dpi non fosse assistita da tutte le relative prescritte certificazioni tecniche di accompagnamento e, come in alcuni casi, a corredo della merce di fabbricazione cinese fossero state utilizzate certificazioni senza validità legale. In taluni casi, inoltre, sono state riscontrate attestazioni non genuine circa la regolarità dei dispositivi stessi e nonostante il diniego posto dall’Inail all’immissione in commercio delle mascherina in quanto ritenute non conformi e non rispondenti alle norme comunitarie e nazionali vigenti. (News&Com)