(AGENPARL) - Roma, 28 Luglio 2020 - (AGENPARL) – Roma, Martedì 28 luglio 2020 – Il presidente Russo Vladimir Putin ed il presidente Turco Recep Tayyip Erdogan hanno deciso di discutere telefonicamente anche della situazione al confine armeno-azero . I due presidenti hanno convenuto che non ci possono essere alternative se non una soluzione diplomatica del conflitto. Il portavoce del Cremlino ha dichiarato Lunedi che: “I presidenti si sono scambiati opinioni sulla situazione nel Caucaso meridionale nel contesto dell’aggravarsi della situazione al confine armeno-azero. Vladimir Putin ha sottolineato l’importanza della prevenzione di qualsiasi azione violenta, che promuova un’ulteriore escalation di reazioni di guerra. Entrambe le parti hanno affermato di essere interessate a risolvere la situazione di conflitto solo con mezzi pacifici, attraverso colloqui “. Il portavoce del il Cremlino ha dichiarato che ” entrambi i leader si sono resi disponibili a cooperare e coordinare gli sforzi per riportare la pace nella regione. Putin ed Erdogan hanno anche dichiarato che “non esistono alternative se non una risoluzione politica e diplomatica del conflitto del Nagorno-Karabakh nel rispetto dei principi di diritto internazionale e nell’interesse dei popoli dell’Armenia e dell’Azerbaigian”. L’iniziativa è stata intrapresa per primo dal presidente turco. Le tensione al confine fra confine tra l’Azerbaigian e l’Armenia erano aumentate dal 12 luglio scorso, quando l’Azerbaigian ha dichiarato che l’esercito armeno aveva tentato di attaccare le postazioni dell’Azerbaigian. L’Armenia, a sua volta, ha incolpato l’Azerbaigian. Il conflitto tra Armenia e Azerbaigian riguarda la regione montuosa del Nagorno-Karabakh, un territorio conteso che era stato parte dell’Azerbaigian prima della divisione dall’Unione Sovietica, popolato principalmente da etnici armeni. Le prime rappresaglie scoppiarono nel febbraio 1988 dopo la dichiarazione di indipendenza del Nagorno-Karabakh. Nel 1992-1994, le proteste si trasformate in vere azioni militari su larga scala, per il controllo dei sette territori adiacenti dopo che l’Azerbaigian ne aveva perso il controllo. I colloqui sull’insediamento del Nagorno-Karabakh sono in corso dal 1992 sotto il gruppo OSCE di Minsk, guidato dai suoi tre copresidenti: Russia, Francia e Stati Uniti.
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