(AGENPARL) - Roma, 21 Aprile 2020 - COSENZA “La App di contact tracing è uno strumento utile e direi necessario per procedere con la fase 2, ma di essa i cittadini devono potersi fidare, e solo un voto unanime del Parlamento può dargli questa legittimazione agli occhi dell’opinione pubblica”. Lo dice, interpellata al telefono, Enza Bruno Bossio (Pd) che per prima il 15 aprile aveva sollevato il tema della necessità di una norma di legge e non di una ordinanza o un Dpcm per autorizzare l’uso della legge. “Lo scorso mercoledì 15 aprile – ricorda la deputata Dem – in sede di parere della commissione Trasporti sul decreto Cura Italia, di cui ero relatrice – abbiamo raccomandato il Governo di ‘disciplinare, a livello di normativa primaria, un’applicazione di contact tracing volta a prevenire la diffusione del contagio, nel rispetto dei principi di necessità, proporzionalità e anonimizzazione dei dati, con un intervento a livello nazionale che eviti autonome iniziative a carattere territoriale’. Il parere affermava anche che “devono essere garantiti la gestione esclusivamente pubblica del sistema integrato di contact tracing, il carattere volontario dell’adesione allo stesso, la custodia dei dati esclusivamente sul device, la loro tempestiva cancellazione, nonché un’efficacia limitata al tempo strettamente necessario per il superamento dell’emergenza”. Per questo sono rimasta stupita – prosegue Bruno Bossio – quando il 16 aprile il Commissario Arcuri ha annunciato l’acquisto di una App (cosa che rientra nei suoi poteri) indicando poi però anche modalità d’uso e di sperimentazione in una fase in cui il parlamento non è stato ancora coinvolto sulle modalità di utilizzo”.
“Non è in discussione il merito della scelta – insiste Bruno Bossio – e la necessità di questa applicazione, ma il fatto che questo annuncio così come avvenuto può generare diffidenze e preoccupazione dal momento che non appare una assunzione di responsabilità degli attori istituzionali preposti, dal Presidente del Consiglio ai ministri e ancor più dal Parlamento. Il rischio è che si possa pregiudicare una decisione importante per la attivazione di uno strumento utile e necessario”. (News&Com)
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