(AGENPARL) – ven 07 maggio 2021 CARABINIERI CITTA’ DELLA PIEVE
OPERAZIONE ANTIDROGA
TRE PERSONE RAGGIUNTE DA OO.CC.CC.
L’attività investigativa in argomento muove i primi passi già dal mese di aprile 2020, in
pieno “lockdown”, dopo un’attenta azione di controllo e una serie di servizi di osservazione
posti in essere dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Città della Pieve
svolti in Passignano sul Trasimeno, uno dei comuni del comprensorio lacustre
maggiormente frequentato da giovani, soprattutto nel periodo primaverile ed estivo.
In tale contesto, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, compiutamente
attivata da una serie di episodi illeciti e accertati dalla Polizia Giudiziaria operante,
autorizzava attività tecniche nei confronti di un cittadino albanese, trentenne domiciliato in
Passignano sul Trasimeno, già conosciuto dai Carabinieri.
Fin dall’inizio dell’attività investigativa venivano cristallizzate, da parte dei militari
dell’Arma, una serie di presunte condotte antigiuridiche a carico del citato cittadino
albanese, con riscontri da parte del personale operante svolti con metodi tradizionali
sfruttando la conoscenza del territorio, attraverso numerosi appostamenti, pedinamenti e
corroborati, come detto, da sofisticate attività. Nel corso di questi servizi venivano
documentate, quotidianamente, alcune decine di vendite di dosi di cocaina in favore di
soggetti provenienti dalla provincia di Arezzo, Siena ed ovviamente da quella di Perugia.
Fra i clienti figuravano uomini e donne dell’età compresa tra i 19 ed i 65 anni, fra i quali
imprenditori, operai, impiegati, studenti, casalinghe e pensionati, alcuni dei quali beneficiari
di reddito di cittadinanza. Le numerose cessioni di stupefacente sono state minuziosamente
documentate e molti acquirenti fermati e identificati.
In modo particolare gli inquirenti hanno documentato come il principale, presunto indiziato
avvalendosi di una “forza lavoro” costituita da almeno suoi tre connazionali, controllasse
una piazza di spaccio itinerante, comunque compresa nel territorio del Comune di
Passignano.
Egli, evidentemente forte della disponibilità di una cospicua liquidità di denaro, alternava
l’utilizzo di numerose automobili (spesso intestate a società di noleggio o a persone esenti
da pregiudizi di polizia) e di utenze cellulari, anche internazionali, fissando i luoghi di
appuntamento nelle più disparate località del comprensorio passignanese, come ad esempio
piste ciclabili, isole pedonali, parcheggi cimiteriali e zone boschive.
In una occasione, tre dei quattro correi sono stati filmati dai militari, mentre trasportavano
una cassa di legno dall’interno di un bosco all’abitacolo di autovettura.
Nel medesimo contesto investigativo è stato documentato, altresì, come i quattro indagati
fossero sostanzialmente sconosciuti al fisco, privi di reddito e nulla tenenti, lasciando
ragionevolmente presupporre che traessero, come unici sostentamenti del loro vivere, i
ricavi delle attività illecite contestate.