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CNA: “Non è vero che innescano spirali inflazionistiche né contribuiscono a rendere difficile l’approvvigionamento dei materiali. Piuttosto fanno crescere, e di tanto, l’economia”

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(AGENPARL) – ven 20 maggio 2022 Confederazione Nazionale
dell’Artigianato
e della Piccola e Media Impresa
Sede di Bruxelles
Sede Nazionale 36-38 Rue Joseph II – B – 1000 Bruxelles
Ufficio Stampa
COMUNICATO STAMPA
Bonus edilizi
CNA: “Non è vero che innescano spirali inflazionistiche
né contribuiscono a rendere difficile l’approvvigionamento
dei materiali. Piuttosto fanno crescere, e di tanto, l’economia”
I bonus edilizi non innescano spirali inflazionistiche né contribuiscono a rendere difficile
l’approvvigionamento di materiali. A rilevarlo in una nota la CNA che denuncia la copiosa
letteratura di luoghi comuni sui bonus edilizi che stanno alterando profondamente la
realtà di questi strumenti che l’anno scorso hanno inciso per oltre un terzo alla crescita
del prodotto interno lordo.
Leggendo con attenzione le rilevazioni di Istat ed Eurostat emerge una realtà molto
diversa da come viene raccontata. I bonus edilizi, dal 110% a quelli minori, mostrano un
impatto nullo sul problema degli incrementi dei prezzi di materie prime e semilavorati.
Nel quarto trimestre dell’anno scorso, infatti, l’indice dei prezzi delle costruzioni ha
mostrato una crescita del 20% sui dodici mesi nei 27 Paesi membri dell’Unione europea.
L’Italia si colloca nella fascia ben sotto la media con un incremento del 9,7%, solo la
Grecia evidenzia un aumento più contenuto: +4,2%. Paesi nei quali non ci sono i bonus
per l’edilizia registrano crescite molto più consistenti. È il caso della Germania con
+24,1%, della Spagna con +19%, dei Paesi scandinavi con rialzi tra il 23 e il 32%. Le
maggiori tensioni sui costi delle costruzioni emergono in Repubblica Ceca con un
aumento del 43% e in Ungheria con il 74%.
Insomma, il caro-materiali è un fenomeno globale anche se con intensità differenziata e
l’Italia si colloca tra i Paesi più virtuosi, anche nel primo trimestre 2022, con l’indice che
sale a 115 e solo l’Irlanda mostra un incremento inferiore.
Lo stesso vale per l’accusa che i bonus siano i responsabili delle difficoltà
dell’approvvigionamento dei materiali. L’accelerazione della domanda globale già da un
anno ha messo in crisi molti settori in termini di puntualità delle forniture. In Francia, a
esempio, senza bonus edilizi e con un mercato delle costruzioni in fase di ristagno, la
percentuale di imprese delle costruzioni che lamentano riduzioni dell’attività a causa dei
materiali è schizzata dal 4 al 39% in appena dieci mesi.
Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa
Le vere criticità per i bonus edilizi sono piuttosto la mancanza di certezza nel tempo e di
stabilità dello strumento di incentivazione. Quasi 30 modifiche legislative in meno di due
anni alimentano soltanto confusione, quattro interventi sui meccanismi per la cessione
dei crediti in un trimestre hanno paralizzato di fatto il mercato, e infine l’estensione
dell’obbligo di attestazione Soa anche al settore dei bonus rischia di infliggere il colpo di
grazia a uno dei pochi strumenti che stimolano la crescita economica.
Gli incentivi non devono esprimere simpatia ma essere funzionali agli obiettivi e misurati.
Da tempo la CNA ha espresso la disponibilità a discutere un riordino del sistema dei
bonus all’edilizia per migliorarne l’efficacia in termini di costi/benefici nell’interesse del
Paese.
Roma, 20 maggio 2022

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