Autore: Luigi Camilloni

Direttore responsabile Agenparl - Agenzia Parlamentare per l'informazione politica, economica e sociale.

Il New York Times ha recentemente pubblicato un’analisi sorprendente: gli inviti delle celebrità di alto profilo, tradizionalmente un pilastro delle campagne elettorali, alla fine hanno avuto come effetto contrario in questa elezione. In un’epoca in cui la popolarità e l’influenza delle celebrità sembrano non bastare più a fare la differenza, molti si domandano cosa sia cambiata e perché il pubblico sta cominciando a ignorare le dichiarazioni di personaggi che un tempo influenzavano il voto. Non è sempre stato così. In passato, figure di spicco come Oprah Winfrey erano in grado di amplificare la voce di candidati meno noti, come accadde…

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Mercoledì, in una visita di commiato alla sede della NATO a Bruxelles, il Segretario di Stato uscente Antony Blinken ha ribadito l’impegno dell’amministrazione Biden nel fornire all’Ucraina risorse economiche e militari per combattere l’invasione russa. Blinken ha confermato che il Presidente Joe Biden intende trasferire “ogni dollaro a nostra disposizione” per sostenere Kiev, con l’obiettivo di garantire all’Ucraina un arsenale e una capacità difensiva robusta prima dell’insediamento di Donald Trump, recentemente rieletto presidente degli Stati Uniti. Durante l’incontro con il segretario generale della NATO, Mark Rutte, e il nuovo ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, Blinken ha illustrato l’impegno finanziario…

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La notizia che il Guardian ha deciso di lasciare X (l’ex Twitter), ha attirato l’attenzione della stampa internazionale. Le motivazioni ufficiali dichiarate dal quotidiano britannico – che accusa la piattaforma di favorire “contenuti inquietanti” e un clima “tossico” – sono state accolte da molti come prevedibili argomentazioni di facciata. Ma per chi guarda più da vicino, sembra emergere una ragione ben diversa e più complessa dietro questo clamoroso abbandono. In un recente editoriale di Agenparl si afferma che “l’era del predominio dei media aziendali è finita” e che oggi l’informazione si muove attraverso giornalisti indipendenti e testate autorevoli in grado di raccontare la realtà senza faziosità…

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Durante la copertura elettorale della CNN di mercoledì, Van Jones, analista politico di lungo corso e consigliere dell’amministrazione Obama, ha lanciato un appello per una regolamentazione più stringente sul ruolo dei miliardari nei social media e nei finanziamenti politici, puntando il dito contro l’enorme potere di Elon Musk. Secondo Jones, è “un problema strutturale” che un imprenditore possa usare le proprie risorse per influenzare la politica e possedere piattaforme come Twitter/X. Un’osservazione acuta, certamente, e una preoccupazione comprensibile. Ma è curioso che Jones si sia soffermato così a lungo su Musk, dimenticando che in questo stesso campo – quello del…

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La rielezione di Donald Trump alla Casa Bianca ha scatenato nei media europei una tempesta di toni accesi, parole colorate e articoli tra il tragico e l’irriverente. Diverse testate, solitamente più moderate, non nascoste hanno una frustrazione quasi comica per l’esito elettorale. “Fanculo”—il titolo schietto di Die Zeit In Germania, Die Zeit non ha girato intorno alla questione: il titolo recitava semplicemente “Fanculo”. L’articolo proseguiva in tono apocalittico, paragonando la vittoria di Trump allo spettro di una catastrofe globale, e lamentava che “all’America non importa” delle conseguenze per l’Europa. Rabbia e ironia in Spagna e Francia In Spagna, El País…

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In un momento storico in cui la politica americana sta vivendo trasformazioni epocali, Elon Musk ha lanciato una dichiarazione che potrebbe segnare l’inizio di una nuova era: “È di nuovo mattina in America”. Con queste parole, il fondatore di Tesla e SpaceX ha fatto intravedere la possibilità di un suo coinvolgimento diretto nella politica americana, con l’ipotesi di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti nelle elezioni del 2028. Musk, noto per le sue dichiarazioni fuori dal comune e per la sua capacità di rivoluzionare diversi settori, dalla tecnologia all’auto elettrica, fino all’esplorazione spaziale, ha innescato una serie di speculazioni sul…

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La potenza di Hollywood come strumento politico ha subito un duro colpo nelle elezioni di martedì. Nonostante l’impegno delle più grandi celebrità del mondo dello spettacolo – da Taylor Swift a Beyoncé, passando per Cardi B, George Clooney, Robert De Niro, Jennifer Lopez e Bruce Springsteen – Kamala Harris non è riuscita a raggiungere la vittoria. Quella che doveva essere la sua ascesa alla Casa Bianca, sostenuta da una schiera di star, si è tramutata in una clamorosa sconfitta. Una vittoria che sancisce non solo la sconfitta di Harris, ma anche il crollo di un mito: l’era delle endorsement presidenziali…

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L’evoluzione dei media e il cambiamento nel panorama politico americano hanno segnato la fine di un’era. La strada per la Casa Bianca non passa più attraverso i tradizionali media aziendali come 60 Minutes, CNN, Fox News, Meet the Press, il comitato editoriale del New York Times o la copertura sulla Time Magazine. Quella strada ora passa attraverso nuovi canali, nuovi media, podcast, talk radio e social media. In altre parole, la politica non si gioca più nei salotti televisivi, ma nel cuore del popolo, nei luoghi dove la comunicazione diretta e meno filtrata ha preso il sopravvento. L’intensificarsi del conflitto…

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