(AGENPARL) - Roma, 6 Agosto 2019 - REGGIO CALABRIA Dall’entrata in vigore del Decreto Calabria sulla sanità assistiamo, purtroppo, a un peggioramento evidente dei Livelli essenziali di assistenza e a un “non governo” delle Asp e Aziende ospedaliere calabresi.
L’errore è quello di non aver accettato il confronto richiesto per oggi dal consigliere Pedà in Terza Commissione Sanità, da parte dell’ufficio del Commissario e del Dipartimento salute, per relazionare su quanto accaduto nei giorni scorsi nel corso del Tavolo interministeriale Adduce e sui drammatici fatti che sono accaduti in Calabria.
Del blocco del turn over non si parla più. Alla luce dei pensionamenti e dei beneficiari della quota 100 si sta verificando la desertificazione delle strutture sanitarie. Di fatto, si assiste a un non governo della sanità e non è accettabile il disinteresse dei commissari, del Governo e del ministro della Salute.
La situazione rischia di precipitare. La mancata nomina dei commissari delle Aziende sanitarie e ospedaliere da parte del governo nazionale, in base a quanto previsto dal Decreto Calabria, ha lasciato, per esempio, nel caos più totale l’Asp di Cosenza, che è tra le più grandi d’Italia con oltre 750mila abitanti, gestisce un bilancio di circa un miliardo di euro e 3 ospedali Spoke. Ma l’azienda da mesi è senza una guida e con un reggente che non è in grado di garantire nemmeno l’ordinaria amministrazione. E mentre si muore ancora di parto, solo oggi ci si accorge che quel punto nascita non aveva i requisiti minimi per restare aperto e si decide di sospendere le attività senza che si individuino le responsabilità. Il Decreto Calabria sta provocando danni irreparabili alla tutela della salute dei calabresi. È il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Per questi motivi ho proposto che la Terza Commissione faccia presente, attraverso un atto di indirizzo rivolto a tutti coloro i quali hanno responsabilità dirette a garantire i Livelli essenziali di assistenza negli ospedali e sul territorio, che l’emergenza sanità rischia di esplodere nei prossimi giorni con seri rischi per i cittadini. Non vorremmo arrivare al paradosso che qualcuno proponesse di commissariare il commissario per poter prendere provvedimenti urgenti.
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